Un’ora con…Selene&Serena di The Sisters’ Room

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Nelle mie giornate sempre più frenetiche amo ritagliarmi dei momenti tutti per me, rifugiarmi in oasi di bellezza che abbiano poco o nulla a che vedere con le trappole e gli scorni del quotidiano. Il blog di Selene e Serena, The Sisters’ Room, è uno dei miei antidoti preferiti: basta un click per ritrovarsi nella Haworth del 1800, in mezzo alle sudate carte di Charlotte, Emily, Anne e Branwell Brontë, illustri esponenti di una delle più famose famiglie letterarie di tutti i tempi che ci ha regalato classici immortali come Jane Eyre e Cime tempestose.

Che abbiate voglia di approfondire gli scritti delle Brontë, di scoprire maggiori dettagli biografici sulla loro famiglia o anche semplicemente di fare una passeggiata virtuale per le brumose lande di Cathy e Heathcliff, scoprirete che The Sisters’ Room è un posto incantato, fuori dal tempo. Pronte a indossare crinoline e cuffiette e a scoprirlo?

 

1) The Sisters’ Room: come e perché?

Selene e Serena: La passione per la vita e le opere delle sorelle Brontë ci unisce dall’inizio della nostra amicizia, durante gli anni universitari. Quando ci siamo rese conto che questo amore immenso ci portava sempre più a studiare e viaggiare abbiamo deciso di provare a condividerlo. La prima volta che siamo state in viaggio a Haworth e abbiamo visitato il Brontë Parsonage Museum, il posto che fu la casa di queste splendide autrici, per noi è stata un’emozione fortissima. In una di quelle stanze sono stati scritti i romanzi che amiamo di più, e così ci siamo lasciate ispirare: anche noi avremmo costruito una stanza, virtuale in questo caso, nostra ma anche di tutti, in cui fosse possibile leggere, studiare e scambiarsi idee e passioni su queste sorelle straordinarie che ci hanno dato, e continuano a darci, tantissimo.

 

2) Chi c’è dietro The Sisters’ room?

Selene: Amo viaggiare, il freddo e l’Inghilterra. Vivo la mia vita a metà tra il presente e il passato, tra due Paesi e due lingue, nutrendomi di letteratura inglese sotto ogni sua forma, serie televisive, e caffè.

Serena: La mia anima è nata in un mondo più antico di quello in cui vive il mio corpo, probabilmente questo è il motivo per cui sono una blogger ma scrivo ancora lettere a mano. Sono fatta di cose che ho imparato dai libri, grandi sogni, e venti forti che mi spostano sempre. Compenso la mia naturale tendenza al buio con una sfrenata passione per il trash, ma solo di qualità!

 

3) Il vostro scaffale d’oro

Selene: Sul mio scaffale d’oro ci sono i tre libri che più mi rappresentano: Wuthering Heights (Emily Brontë), Villette (Charlotte Brontë), Una stanza tutta per sé (Virginia Woolf).

Serena: Direi Wuthering Heights (Emily Brontë), Jane Eyre (Charlotte Brontë), Harry Potter (J.K.Rowling), To Kill A Mockingbird (Harper Lee). Sono i libri dai quali ho imparato le cose più importanti.

 

4) Un personaggio in cui vi immedesimate particolarmente

Selene: Lucy Snowe, la protagonista di Villette. Il suo coraggio e la sua forza nonostante le difficoltà sono di grande ispirazione.

Serena: Hermione Granger probabilmente. Mi piace imparare, credo profondamente nella lealtà e nell’amicizia. Combatto tutti i giorni contro i miei capelli crespi.

 

5) Se il vostro blog fosse una canzone

Selene e Serena: beh se non fosse Wuthering Heights di Kate Bush probabilmente sarebbe Scarborough Fair di Simon & Garfunkel, non tanto per le connessioni bronteane quanto perché spesso e volentieri ci ha fatto da colonna sonora durante la creazione del blog.

 

6)Il vostro rapporto con la scrittura/con la lettura

Selene e Serena: da laureate in lingue abbiamo sempre dato un valore importante alle parole. Lettura e scrittura sono elementi fondamentali nelle nostre vite. Siamo lettrici appassionate sin da bambine, e i libri ci accompagnano da sempre nel nostro percorso di crescita individuale aiutandoci a conoscere il mondo, gli altri e noi stesse.

 

7) Progetti in cantiere

I progetti sono tanti e diversi, e mirano tutti a portare la letteratura fuori dalle pagine dei libri trasformandola in esperienze, viaggi, incontri e condivisione. Proprio in questi giorni abbiamo inaugurato il nostro nuovissimo sito ufficiale, www.thesistersroom.com: una “stanza” più grande e solida in cui speriamo di accogliere sempre più amici e lettori. Stiamo anche pensando a un modo per festeggiare i primi due anni di The Sisters’ Room con tutti i nostri lettori per il compleanno del blog il 22 luglio. Inoltre all’orizzonte ci sono anche nuovi viaggi, collaborazioni con diverse case editrici… e non solo! Ma non possiamo svelarvi tutto, perché come direbbe Charlotte Brontë: The human heart has hidden treasures- In secret kept, in silence sealed; – The thoughts, the hopes, the dreams, the pleasures- Whose charms were broken if revealed.

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The Ophelinha Gazette#4 – articoli, segnalazioni, aneddoti e curiosità letterarie

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Niente Chablis per questa puntata della Gazzetta, ottenebrata dai fumi della febbre e del raffreddore. In diretta dal divano, la direzione vi augura una buona lettura.

1) Il mistero Harper Lee continua a far sguazzare nel buio il mondo dell’editoria e gli appassionati seguaci di Scout, Atticus &co. Se Finzioni magazine rilancia la teoria del complotto, il New Yorker la butta sul chill out, baby. Diamo a Harper (e al suo avvocato, e alla Harper Collins) il beneficio del dubbio! Nella peggiore delle ipotesi, anche se il libro fosse una roba illeggibile, we’ll always have To Kill a Mockingbird  (parafrasando il caro vecchio Humphrey Bogart in Casablanca).

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Nel frattempo, la Harper Collins rivela la (presunta) copertina di Go set a Watchman (secondo USA today si tratterebbe solo di una copertina temporanea) e la sempre ottima Cara di Yummy books ci fornisce la ricetta per preparare la lane cake (una torta a strati a base di pan di Spagna) di Miss Maud, che tanto piaceva alla piccola Scout.
Io continuo ad aspettare speranzosa, ché un po’ di Atticus Finch fa sempre bene all’anima.

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dal sito Yummy Books

2) L’11 febbraio ha marcato il cinquantaduesimo anniversario della scomparsa della mia amatissima Sylvia Plath (qui trovate un mio post sulla correlazione tra elementi biografici e immaginario mitico nella sua poesia). Dato che la Plath non passa (fortunatamente) mai di moda, ascoltatela leggere alcune sue poesie dalla raccolta Ariel, approfondite con questo saggio di Sarah Churchwell sul Financial Times, fatevi un giro tra i tesori e i ricordi di famiglia di Frieda Hughes (figlia di Sylvia e Ted Hughes, la cui biografia non autorizzata, a cura di Jonathan Bates, in uscita ad ottobre, promette di essere uno dei libri più interessanti del 2015)

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3) Un bellissimo articolo di Rivista studio sull’escamotage usato per far sbarcare l’Ulisse di Joyce in America.

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4) Gli appassionati di libri, lettura e letteratura avranno presto un nuovo punto d’incontro: il Literary Hub, che dall’8 aprile diventerà un contenitore di saggi, articoli, interviste e recensioni.

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5) Un articolo di Annamaria Testa sull’Internazionale, sulle parole che sono perle preziose e vanno trattate come tali.

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6) Dieci curiosità su dieci grandi scrittori, da Kerouac che non sapeva guidare (alla faccia di On the Road) a Virginia Woolf, la cui stanza tutta per sé era sorprendentemente sporca e disordinata.

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Dalla redazione è tutto. La Gazzetta sospende le tirature per una settimana perché qui in redazione si celebra il genetliaco di uno degli eteronimi. Ad maiora!