Libri e serie TV

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Sono da anni un’appassionata consumatrice di serie tv, cresciuta a focaccia e Friends, frullati e Una mamma per amica. Mi piace l’idea della serialità di una narrazione: affezionarmi ai personaggi, entrare a far parte di una famiglia o di un gruppo di amici, ritrovarli con un bicchiere di vino dopo una giornata grigia o tempestosa, camminare nei corridoi bui di un castello raccogliendo le gonne, perdermi in cospirazioni machiavelliche e diabolici intrighi di potere. Tra le serie TV che prediligo primeggiano senza ombra di dubbio i period drama, adattamenti di classici letti e riletti o – perché no? – scoperti per la prima volta proprio attraverso la televisione. I pomeriggi di calura estiva o le serate bagnate dai temporali di fine agosto sono momenti ideali per le maratone di serie TV; vi lascio quindi qualche suggerimento per le serie da recuperare ed eventualmente da affiancare alla lettura dei libri che le hanno ispirate.

1) Anne With An E, il delizioso adattamento Netflix di Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery. Non aspettatevi un adattamento fedele: aspettatevi invece una chiave di lettura moderna, che si sofferma su temi quali il bullismo, le condizioni degli orfani, le difficoltà della pre-adolescenza e dell’adolescenza, l’amicizia e la famiglia – una famiglia tenuta insieme dall’amore che i componenti provano l’uno nei confronti dell’altro, anche se non ci sono legame di sangue a sanzionarli.

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Amybeth McNulty ci regala un’interpretazione della vivace, fantasiosa, instancabile chiacchierona eroina dalle trecce rosse che è veramente irresistibile. Dopo aver visto la serie ho riletto i primi tre romanzi della saga (Anna dai capelli rossi, Anna di Avonlea, Anna dai pioppi fruscianti) e sono stati una boccata d’aria fresca. Ho cercato un cofanetto della saga in italiano, ma non sono riuscita a trovarlo: ho trovato in compenso questa bella edizione del primo volume, tradotto da R. Guarnieri per BUR Biblioteca Univ. Rizzoli. In inglese, invece, trovate questa bellissima edizione realizzata in collaborazione col Victoria&Albert Museum per la collana Puffin Classics, o la preziosa edizione illustrata della mia casa editrice preferita, The Folio Society.

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“Noi siamo oggi immersi nel banale, siamo soffocati dall’ovvio, sentiamo e vediamo sempre le stesse cose, e in più sprechiamo moltissimo.

Anna è padrona del suo universo fino al punto di volerlo ribattezzare, assegna nuovi nomi, i suoi nomi, a laghi, torrenti, alberi, prati perché vive contro la banalità e fa tesoro di ogni sensazione”. (Antonio Faeti)

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2) Poldark, la serie di IMDb ispirata dalla saga dei Poldark di Winston Graham (di cui ho letto il primo volume, pubblicato in Italia da Sonzogno nella traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini). La serie è ambientata nella Cornovaglia di fine Settecento: lo scenario è davvero incantevole, fatto di scogliere, mare selvaggio, adorabili paesini e tanto verde. Diciamoci però la verità: la serie va guardata soprattutto per lui, Ross Poldark, affascinante, ribelle, anticonformista, paladino della giustizia sociale.

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Ross è figlio di un signorotto impoverito: per sfuggire alla legge, si arruola nell’esercito e combatte nella Rivoluzione americana. Al suo ritorno, ha la brutta sorpresa di scoprire che un bel po’ di cose sono cambiate: il suo amore di sempre, la bella Elizabeth, credendolo morto si è fidanzata con Francis, il ricco cugino di Ross. Come se non bastasse, la sua casa di Nampara versa nell’abbandono più assoluto, e non c’è il becco di un quattrino per sistemarla. L’aiuto arriva sotto forma di Demelza, una rozza ma vivace sguattera che riesce non solo a fare la sua parte per Nampara, ma anche a sbocciare in un’affascinate giovane donna e a conquistare il cuore di Ross – almeno in parte.

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Mi fermo qui per evitare il pericolo spoiler, ma vi lascio qui sotto una ragione validissima per guardare Poldark: Aidan Turner, l’attore che interpreta Ross.

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3) Victoria, la serie IMDb sulla vita della giovanissima regina, che si ritrova a diciotto anni a essere erede di una corona che è (letteralmente) troppo grande e pesante per lei. La giovane Victoria ha vissuto una vita fin troppo protetta: come erede legittima al trono inglese, non le è stato nemmeno mai concesso di scendere le scale da sola, per paura che potesse cadere e farsi del male.

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L’incoronazione diventa allora l’occasione giusta per sottrarsi alle soffocanti attenzioni della madre e del suo amante, il losco Sir Conroy. Victoria scopre presto che non è facile farsi amare in un contesto maschilista che la vede come una bambina inesperta e capricciosa e vuole farla fallire; meno male che c’è Lord Melbourne, l’affascinante primo ministro del quale Victoria inizia a non poter fare a meno.

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Potete affiancare alla serie la lettura di Victoria, la biografia romanzata a cura di Daisy Goodwin, autrice della serie TV.

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4) Che ve lo dico a fare? Avete visto tutti House of Cards, vero? Scrittura magistrale, attori da urlo e due protagonisti indimenticabili, i diabolici coniugi Underwood, sono gli ingredienti vincenti del cocktail creato da Beau Willimon.

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Ho divorato la nuova stagione in un weekend, totalmente presa dall’ascesa dell’algida Claire e dal machiavellismo del torbido Frank. I libri di Michael Dobbs (House of Cards, Scacco al re e Atto finale) faranno parte della pila di libri che spero di leggere in spiaggia.

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Aspetterò con ansia l’adattamento di Piccole Donne, previsto per il 2018, curato da Heidi Thomas (autrice di Call The Midwife) con Willa Fitzgerald nei panni di Meg, Maya Hawke in quelli di Jo, Annes Elwy in quelli di Beth e Kathryn Newton in quelli di Amy. La mitica Angela Lansbury sarà invece zia March, prepotente e brontolona, incubo di Jo che le fa da dama di compagnia

Mi consigliate qualche serie TV da in vacanza? Ho in mente di recuperare The Handmaid Tale, ma non so cos’altro iniziare. Nel frattempo, buona visione e buone letture!

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Quattro chiacchiere, due tag e consigli per gli acquisti

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No, non sono sparita.

Non ho vinto la lotteria, cambiato identità e comprato un’isoletta in qualche atollo sperduto e meraviglioso, dove vivere senza scarpe e coi capelli spettinati (almeno, non ancora).

È semplicemente un periodo pieno: pieno di cose, cose che cerco di far succedere ma non arrivano; pieno di notizie da un mondo che fa sempre più rumore, e non il rumore che mi piacerebbe sentire. È insomma un periodo che mi fa desiderare silenzio, e leggerezza, mentre eventi e informazioni si accumulano così tanto da farmi perdere il filo delle cose che vorrei scrivere, mentre precipito nel delirio delle lettere motivazionali e delle gioie del precariato.

Si parla tanto di crisi dei blog, ed è una cosa che mi fa riflettere abbastanza; tuttavia, ciò che mi ha fatto più pensare questi mesi, tra attacchi terroristici, Brexit e crisi varie, è la mancanza di figure forti di intellettuali (versus l’ipertrofia di opinionisti dell’ultima ora), che siano politicamente e socialmente impegnati e riescano ad aiutare a capire, a elaborare, ad essere meno confusi e spaventati dalle cose che ci circondano.

Comunque, approfitto di queste quattro chiacchiere pre-vacanziere per parlare di cose totalmente diverse, di cose leggere, davanti a una limonata bella fresca, ché perfino qui al nord è arrivato qualche giorno d’estate, e rispondere velocemente a due tag: quello di Baylee de La siepe di more e quello della mia amica Alessandra di Una lettrice.

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Il tag di Baylee si chiama I posti che tag e mi sembra più che adatto alla voglia di vacanza che ho in questo periodo – tanta, tantissima. Per entrambi i tag risponderò semplicemente alle domande e, anziché taggare a mia volta altri blog, vi consiglierò alla fine del post un po’ di blog che mi piacciono e che potreste recuperarvi durante le tanto sudate, meritatissime vacanze. Pronti?

 

Il posto che porti nel cuore

Londra, sempre.

Il posto più divertente

Porto, una minifuga con una mia carissima amica, una cena in un ristorante très chic in cui siamo finite per sbaglio, piene di sabbia dopo aver trascorso una giornata al mare. Non riuscivamo a smettere di ridere, specie dopo dosi generose di vinho verde, tanto che a un certo punto ci hanno suggerito che sarebbe stato meglio se ce ne fossimo andate. Siamo tornate in ostello alle cinque del mattino, non abbiamo sentito la sveglia e abbiamo preso l’aereo per un soffio.

Il posto più commovente

La casa di Anna Frank ad Amsterdam. Ho letto così tante volte il suo diario da ragazzina che non riesco a evitare di commuovermi ogni volta che ci ritorno.

Il posto più deludente

La porta di Brandeburgo a Berlino – me l’aspettavo immensa, non so perché. E Staten Island, dove mi è toccato scoprire, nel corso di una gita improvvisata, che c’è veramente pochissimo da fare.

Il posto più sorprendente

Il campus dell’università di Harvard a Boston. Ho sempre desiderato visitarlo e, quando è finalmente successo, la realtà si è rivelata migliore delle aspettative alimentate da Gilmore Girls.

Il posto più gustoso

Barcellona, dove ho mangiato la zuppa di pesce più buona del mondo. Budapest, dove ho passato quattro giorni a rimpinzarmi di gnocchetti e risotto al formaggio di capra e rape rosse. Il Salento e i frutti di mare crudi e freschissimi. Casa mia in Calabria.

Il posto che ti ha lasciato un ricordo particolare

Sempre Londra, e i ricordi sono tanti e preziosi: un picnic col vino bianco ghiacciato a Hyde Park, un karaoke improvvisato in metro, i pomeriggi alla National Gallery e poi a cercare libri alla Waterstone’s di Trafalgar Square, la mia prima volta all’opera.

Il posto più romantico

Sempre Londra. Sono ripetitiva, lo so. Qui ho cercato di spiegare alcuni dei (tanti) motivi.

Il posto che vorresti rivedere

Boston, di cui mi sono innamorata, e New York, perche è cosi immensa che non riesci mai a scoprirla abbastanza.

Il posto dove ti piacerebbe andare

Mi piacerebbe visitare il New England di Sylvia Plath e di Emily Dickinson e da lì passare al Canada di Alice Munro. La Cornovaglia di Ross Poldark e tutta la mia amata Inghilterra. La Scozia, dove mi sono sentita un po’ a Hogwarts.

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Il tag di Alessandra è il Liebster Award 2016 (grazie, Ale!). Le domande proposte da una delle mie lettrici preferite sono le seguenti:

 

Cosa stai leggendo?

Ross Poldark di Winston Graham (pubblicato di recente in Italia da Sonzogno, nella traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini)

Per te qual è la storia d’amore più bella di tutti i tempi e perché? (Puoi citare libri, film ma anche raccontarmi come si sono conosciuti i tuoi nonni…vale tutto :))

La mia inclinazione bovaristica propenderebbe per una delle mie amate storie maledette e infelici, tipo Anna Karenina, Cime tempestose o Non lasciarmi di Ishiguro. Ho da poco iniziato ad apprezzare le storie d’amore più sane e meno distruttive – tipo Elizabeth Bennet e Mr Darcy di Orgoglio e pregiudizio, per intenderci, o Hannah Coulter di Wendell Berry. Suggerirei qualcosa a metà strada, tipo Via col Vento: Rossella perde i suoi anni migliori dietro l’uomo chiaramente sbagliato (chi di noi non l’ha fatto, almeno una volta nella vita?) e perde Rhett. Non c’è lieto fine, ma l’ostinata, testarda fanciulla non si arrende, ché domani è un altro giorno.

Passatempo preferito?

Leggere il sabato o la domenica mattina a letto o in riva al mare. Le maratone su Netflix (ora sto guardando Orange Is The New Black). Un bel film. Un aperitivo appena fuori c’è il sole. Viaggiare appena posso. Scrivere quando ne ho voglia.

Consiglia due libri imperdibili, due libri che secondo te tutti dovrebbero leggere. 

Anna Karenina di Tolstoj, il mio libro preferito, e Lolita di Nabokov, scritto talmente bene che le parole si sciolgono in bocca con un retrogusto frizzantino. Leggerlo in lingua originale è un’esperienza quasi mistica.

A cosa pensi prima di addormentarti?

Sono una persona molto ansiosa e soffro d insonnia, quindi in realtà tendo a leggere fino ad addormentarmi ancora con gli occhiali e il Kindle in mano.

Qual è un sogno che vorresti realizzare?

Trascorrere un’estate a studiare a Harvard.

Mini-vacanza. Qual è un posto in Italia che consiglieresti per trascorrere un bel weekend? 

Consiglierei la mia Calabria, regione spesso sottovalutata che invece nasconde vere e proprie perle, come Tropea, Scilla, Capo Vaticano, il parco nazionale della Sila e quello del Pollino per gli amanti della montagna.

Qual è un post del tuo blog che ti piace particolarmente? Linkalo.

Parlerei più che altro di post ai quali sono particolarmente affezionata, tipo quelli su Sylvia Plath, il mio pellegrinaggio austeniano nello Hampshire o quello un cui racconto un po’ di cose su Ophelinha.

Perché alle persone piace il tuo blog? 

Francamente non ne ho idea, questa sarebbe più una domanda per i miei venticinque lettori di manzoniana memoria 😉

Hai comprato qualcosa con i saldi?

Ho comprato alcune cose durante il periodo dei saldi ma non in saldo – vale lo stesso? – tipo questo vestitino di Mod Dolly, un piccolo brand inglese che adoro, e questa gonna handmade di emmevi loves. Ho inoltre preordinato The Cursed Child, il sequel teatrale di Harry Potter in uscita in UK il 31 luglio, e non vedo l’ora di leggerlo (potete pre-ordinarlo anche in italiano, nella traduzione di Luigi Spagnol).

Se potessi migliorare la tua vita cosa sarebbe la prima cosa che cambieresti? 

Ci sono diverse cose che non mi rendono felice in questo periodo, e la precarietà non aiuta. Spero di trovare il mio posticino nel mondo al più presto, e riuscire a essere meno ansiosa, più serena.

 

Come promesso, ecco una lista non esaustiva di blog che mi piacciono e che potreste recuperarvi durante le vacanze estive:

 

Una lettrice

Parole senza rimedi

Citazionisti avanguardisti

Il soffitto si riempie di nuvole

Interno storie

Librofilia

Librangolo Acuto

Just Another Point

Casa di ringhiera

La McMusa

Bellezza rara

Il tè tostato

Riru Mont In Glasgow

La filosofia secondo Baby P

Il Club dei Libri

Zelda was a writer

Capitano mio Capitano

Peek A Book

Il mondo urla dietro la porta

The Sisters’ Room, A Brontë-inspired Blog

 

In inglese:

 

Brain Pickings

Yummy Books

 

Avete anche voi bei blog da propormi (non necessariamente book o lit blog?) In caso affermativo fatelo nei commenti, e grazie!

Soundtrack: You’ve got time, Regina Spektor

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