Un’ora con…Michele Nenna di Casa di ringhiera

Protagonista della puntata di oggi è una penna versatile e generosa, pronta a scrivere di fotografia, serie tv e letteratura, se americana ancora meglio. Michele anima una casa di ringhiera affollata e poliedrica, un esperimento collettivo spontaneo e coraggioso, foriero di spunti e contenuti interessanti che spaziano dai libri alle arti visive.

Pronti a conoscerlo meglio?

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1) Casa di ringhiera: come e perché?

Prima di dar vita a questo magazine, avevo in mente un blog che riuscisse a raccogliere tutta una serie di cose che amo leggere in giro. Sembra una di quelle risposte buttate lì, magari studiate a tavolino, eppure è stata proprio questa la forza motrice che ha portato alla nascita di Casa di Ringhiera. Venivo da una prima esperienza con un altro blog collettivo, si chiamava La magia di un libro. Scrivevo le recensioni dei libri che leggevo, poi nel 2013 chiuse i battenti. In quel periodo avevo respirato un’aria molto stimolante, così dopo qualche anno ho proposto a Mariateresa Pazienza di avviare insieme un nuovo progetto, ed eccoci giunti agli inizi del 2015 con questo umilissimo blog. Per quanto riguarda il nome, la storia è un po’ goffa. Stando ai racconti di uno zio emigrato a Milano dal sud per esigenze lavorative, con la sua famiglia si ritrovò in una delle famosissime case di ringhiera di Corso Italia. Quando scoprirono che i bagni erano in condivisione con il resto degli altri appartamenti del pianerottolo, rimasero di sasso. Ecco, dietro Casa di Ringhiera c’è proprio questo, la voglia di condividere approfondimenti che vanno dalla letteratura alla fotografia, dalla musica al cinema, comprese le serie tv, proprio come è capitato a questo mio zio di condividere il cesso nella fine degli anni sessanta. Il tutto è unito da quel fil rouge che sono le storie di ogni genere, croce e delizia di noi lettori.

2) Chi c’è dietro Casa di ringhiera?

Dietro Casa di Ringhiera ci sono io, povero ventisettenne con la fissa per la letteratura americana e per i racconti, e Mariateresa Pazienza, che col cognome che si ritrova ricopre perfettamente il ruolo del coach che motiva i suoi ragazzi. Noi due siamo le due presenze fisse, nonostante abbiamo i nostri fedelissimi collaboratori che ci fanno visita secondo le loro esigenze. Da noi vige la filosofia del fai-quel-che-ti-pare-quando-ti-pare, e credo sia la migliore. Non ci sono forzature e gli articoli che pubblichiamo sono davvero sentiti. Inoltre non abbiamo alcun argomento fisso. Se Mariateresa vuole scrivere di letteratura, o di fotografia, può farlo tranquillamente. Stessa cosa vale per me e per tutti gli altri.

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3) Il tuo scaffale d’oro

Nel mio personalissimo scaffale d’oro, stando a quel che sono oggi, non devono mai mancare Philip Roth, Raymond Carver e Paolo Cognetti. Se mai vorrai farmi un regalo, non dimenticare che insieme alle chiavi della baita che si affaccia su uno di quei laghi dove l’acqua è verde per via del riflesso degli alberi che la circondano, dovrai farmi trovare Lamento di Portnoy, Principianti e Manuale per ragazze di successo, in quest’ordine preciso – c’è un valido motivo, non ridere!

4) Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente

Questa è una questione spinosa, dato che i personaggi sono molteplici come la vastissima serie di eventi improbabili con cui possiamo ritrovarci a fare i conti. Potrebbe sembrare banale, ma se guardo al passato direi sicuramente di essermi trovato a mio agio nell’immedesimarmi con Alexander Portnoy. L’uragano adolescenziale e post adolescenziale, tutte le vicende che segnano un punto di svolta della propria vita insomma. Il trambusto provocato da quell’energia vitale che ti scaraventa da un lasso di tempo all’altro senza nemmeno lasciarti lo spazio necessario per renderti conto delle cose che ti sono passate davanti. A mio avviso quelli sono gli anni in cui si corre senza nemmeno avere in programma il raggiungimento di una meta ben predefinita. Come se quello a cui aspiriamo fosse il frutto di un’illusione talmente gigante da passare inosservata. Se invece guardo al presente, sono pronto a immedesimarmi in uno dei qualsiasi personaggi carveriani. Escludendo la caratteristica negativa – che a me non smette di affascinare – di persone sconfitte dalla loro stessa vita, adoro riscoprirmi nelle loro riflessioni, nei loro silenzi, quasi come se fosse questo il momento giusto per decomprimere il proprio fisico dopo uno sforzo immane. Carver mi ha trasmesso molto e per questo lo tratto come se fosse un amico da cui poter apprendere il posto giusto dove poter sistemare la Legna da ardere durante l’inverno.

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5) Se il tuo blog fosse una canzone…

Senza alcuna ombra di dubbio Holy shit di Father John Misty – Mariateresa sarà sicuramente d’accordo con la mia scelta. È un po’ la riproduzione fedele dei tempi che la società di oggi sta vivendo, il tutto confezionato da una melodia struggente e malinconica.

6) Il tuo rapporto con la scrittura/con la lettura

Devo molto alla lettura come mezzo attraverso cui allargare i confini della propria conoscenza. Sarei un matto a sorvolare su una cosa del genere. Apri un libro e ti ritrovi catapultato da tutt’altra parte e magari in quel posto riesci anche a ritrovarti. La letteratura è l’agenzia viaggi più precisa in assoluto, anche se a volte sa deluderti come tutte le altre – a chi non e mai capitato di provare la sensazione di voler lanciare un brutto libro fuori dalla finestra? Ho iniziato a scrivere recensioni e articoli perché volevo dare una forma a quello che provavo ogni volta che chiudevo un romanzo, un racconto. È la lettura che col tempo mi ha portato a sperimentare le prime forme di scrittura, racconti in primis – tranquilli, sono tutti rinchiusi nelle quattro mura di casa, anzi, nell’hard disk del laptop, dato che non uso stampare quello che scrivo. Sono due pratiche legate indissolubilmente l’una all’altra. Si parte dapprima con l’emulazione dello scrittore preferito per poi trovare la propria strada. Una scrittura che nella maggior parte dei casi ti svuota perché riesce a farti sentire bene, che sia essa fiction o non fiction. Dentro la pagina c’è sempre qualcosa di tuo, anche se cerchi di camuffarla a tutti i costi. Naturalmente scrivo quando ho la spinta giusta, odio le forzature – per fortuna non ho contatti con gli uffici stampa.

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7) Progetti in cantiere

Attendere la consegna dell’ultimo ordine che i corrieri si stanno lanciando da una parte all’altra dell’Italia. Scherzi a parte, andare avanti con Casa di Ringhiera, continuare la bellissima e inaspettata collaborazione con L’indiependente e attendere con ansia il coinvolgimento nelle tue iniziative – tipo quella del Calendario dell’avvento letterario. Ultimamente escogito cose che puntualmente rimangono chiuse nel celebre cassetto, quindi sono pronto per fare tutto e niente. E poi c’è Medium che bussa continuamente alla porta – magari un giorno, chissà.

UPDATE 21 febbraio 2017: Casa di Ringhiera è diventato un magazine a tutti gli effetti, sopratutto da quando lo scorso ottobre è riuscito ad ottenere – dopo numerose imprecazioni – l’hosting su Medium. Insomma, alla fine qualcosa è riuscita ad uscire da quel cassetto.

Ps. Dimenticavo, oggi comunico tranquillamente con tutti gli uffici stampa che hanno il piacere di scrivere una email al nostro indirizzo.

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Book Blogger Blabbering | Intervista a Erica Casalini di La Leggivendola

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Da un’idea di A Clacca piace leggere è nato il BBB (Book Bloggers Blabbering).

Di cosa si tratta? 11 blogger si raccontano. Ogni settimana una di loro verrà intervistata da un’altra blogger e ospitata ogni volta sulla sua pagina. Un modo carino, insomma, di parlare di libri, conoscersi meglio, scoprire nuovi blog da seguire – un po’ nello spirito della mia rubrica Un’ora con.

Tutte le interviste si compongono di cinque domande, uguali per tutte le blogger, più alcune domande a sorpresa ideate da chi conduce l’intervista. Trovate il calendario completo con tutte le date e i link ai blog ospiti e ospitanti alla fine di questo articolo.

Vi lascio all’esuberante Erica di La Leggivendola, con cui condivido la passione per Jane Austen, Londra e Harry Potter. Buona lettura!

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1-      Com’è iniziata la tua avventura da lettrice?

Ah, a questa domanda cui so rispondere subito, senza manco pensarci, è un ricordo vividissimo. Ero seduta sul pavimento in cucina, col gattone Romeo sulle ginocchia, aspettavamo che tornasse mio padre per metterci a tavola per la cena. Indossavo una tuta porpora delle tartarughe ninja, ricordo anche questo, e ricordo che ero in prima elementare. Ecco, mio padre torna e mi allunga una versione ultra-semplificata di La bella addormentata nel bosco. Quella sera mia madre mi ha insegnato a leggere, ero spalmata su di lei nel lettone e padre ronfava dall’altro lato. È stato un momento prezioso, forse se avessi iniziato a leggere spronata unicamente dagli insegnanti l’atto della lettura avrebbe avuto per me tutto un altro significato.

Poi beh, è arrivato Pandi, sono arrivati i Piccoli Brividi, gli Istrici, il Battello a Vapore… che poi a parte Pandi sono collane cui torno volentierissimo pure adesso 😛

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2-      Com’è nata l’idea di aprire un blog e condividere le tue letture con un pubblico?

Volevo chiacchierare di libri ma non avevo poi tantissima gente con cui farlo. Avevo passato il pomeriggio a studiare giapponese con due amiche e compagne di corso – in un periodo che mi pare lontanissimo – e avevo cercato di introdurre una riflessione su… beh, sul perché trovassi ributtante Tre metri sopra il cielo, non è che fosse poi questo argomentone. Solo che il discorso è caduto nel vuoto. Ho aperto il blog quella sera stessa, e poi ho continuato a scribacchiare di libri. Non so bene come farei senza, pur contando che gli amici lettori non mi mancano affatto, e pure di un certo livello.

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3-      Qual è il tuo libro del cuore e perché ce lo consiglieresti?

Ad ogni lettore va un libro del cuore diverso, la mia risposta varierebbe moltissimo a seconda di chi potrei avere davanti. Ma il libro che sento più mio in assoluto è Nessun dove di Neil Gaiman. Adoro il modo in cui Neil dà forma a un mondo altro rispetto al nostro, che lo include e ne è incluso, che possiamo quasi aspettarci che esista perché non nega la realtà in cui viviamo, si limita ad affiancarla con discrezione. E poi i personaggi, Londra di Sotto, le scelte importanti. Forse di Nessun dove apprezzo soprattutto la domanda sottintesa del protagonista al “Ma è davvero tutto qui?” rivolto al mondo normale in cui ha vissuto fino al suo incontro con Porta. C’è dell’altro. Deve esserci dell’altro.

(Io di norma lo trovo nei libri.)

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4-      Dietro le quinte: come si svolge la giornata tipo di una bookblogger?

Oddio, non sono certo un grande esempio xD

Ma la prima cosa che faccio dopo colazione è sbirciare il blogroll in cerca di post interessanti, scrivere una recensione se ho terminato da poco una lettura – e se ho tempo, mannaggia – e andare avanti con gli impegni. Inframezzandoli coi libri.

(le bancarelle di libri usati di Torino, mannaggia, c’ho lasciato l’anima.)

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5-      Un vantaggio e uno svantaggio di essere una bookblogger

Potrei rispondere con la becerata dei libri gratis, ma sarebbe giusto una becerata.

No, la parte migliore sono le informazioni che finiscono immancabilmente per raggiungerti sui libri in generale. Sulle novità, sulle ristampe, sul mondo editoriale, su determinati autori… ci si ritrova immersi in un contesto così pregno di letteratura che se ne viene inghiottiti e risputati pieni di nozioni. Si sa sempre cosa leggere. Sempre.

Lo svantaggio, dal mio punto di vista, non è tanto l’impegno – anche perché a me capita di prendere lunghissime pause, che magari mi pesano un po’ ma senza troppi sensi di colpa – quanto la responsabilità di ciò che si consiglia e sconsiglia. Ci rimango davvero male quando consiglio un libro convincendo qualcuno a procurarselo e poi questo qualcuno non lo gradisce. Tre anni fa circa ho chiacchierato con entusiasmo di L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender, che ho adorato oltre ogni previsione. Ecco, una ragazza – la blogger di Mezza Tazza, per la precisione – se l’è procurato subito sulla fiducia, solo che non le è piaciuto. Mi dispiace ancora adesso, ‘cidenti.

Figuriamoci poi la responsabilità di stroncare un libro. Quella non riesco ad addossarmela, lo ammetto. Se un libro è proprio brutto, evito di parlarne e basta. Sono una blogger pavida.

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6-      Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente

Sono tanti, faccio fatica a sceglierne uno. Potrei dire Elinor Dashwood di Ragione e Sentimento, Anita Blake della serie di Laurell K. Hamilton, Brienne delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, Delirio dal Sandman di Neil Gaiman e decine di altri personaggi.

Il fatto è che al momento quello che sento più mio è Pollyanna, anche se Pollyanna non lo rileggo da quando ero piccola e sicuramente ne ho un ricordo rarefatto e impreciso. Negli ultimi anni mi sono resa conto di quanto l’insegnamento di Pollyanna abbia fatto presa su di me, e ci torno spesso con la mente, specie quando le cose non vanno benissimo. Cercare il lato positivo di ogni situazione, cercare sempre di estrapolarne il meglio. Mettercela tutta per essere felici e per fare felici gli altri, che diamine, alla fine non conta nient’altro. Nient’altro.

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7-      Se il tuo blog fosse una canzone, sarebbe…

Quanto è malsano che mi sia venuta in mente la sigla dell’Ape Maia? 😉

Forse Three Black Crows dei Blackmore’s Night. Non è una canzone che ascolto spessissimo, ma è allegra e leggera e parla di tre corvi che dall’alto di un albero osservano il mondo andare avanti. Stavo per rispondere Skalds and Shadows dei Blind Guardian – che comunque è bellissima – ma non sono così seria 😛

8-      Il tuo posto del cuore

Non ho un posto del cuore. Ci sono tanti luoghi che identifico come “nidi” o “tane”, ma dipende unicamente dal fatto che sono impregnati delle persone cui voglio bene. Il mio posto del cuore è insieme a loro.

Che finale orrendamente sdolcinato 😉

Grazie mille a Manuela per avermi ospitato su questo spazio  e a Clacca per aver dato il via alle interviste. È stato un sacco divertente. Saluti e buoni libri a tutti 😀

hermione

Calendario BBB:

Venerdì 7 ottobre – Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri intervista Carla di Una banda di cefali

Venerdì 14 ottobre – Carla di Una banda di cefali intervista Claudia di a clacca piace leggere

Venerdì 21 ottobre – Claudia di a clacca piace leggere intervista Irene di Librangolo Acuto

Giovedì 27 ottobre – Simona di Letture sconclusionate intervista Daniela di Appunti di una lettrice

Venerdì 4 novembre – Manuela di Impressions chosen from another time intervista Erica di La leggivendola

Venerdì 11 novembre – Daniela di Appunti di una lettrice intervista Diletta di Paper Moon

Venerdì 18 novembre – Erica di La leggivendola intervista Camilla di Bibliomania

Venerdì 25 novembre – Fabrizia di Il mondo urla dietro la porta intervista Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri

Venerdì 2 dicembre – Irene di Librangolo Acuto intervista Manuela di Impressions chosen from another time

Venerdì 9 dicembre – Diletta di Paper Moon intervista Fabrizia di Il mondo urla dietro la porta

Venerdì 16 dicembre – Camilla di Bibliomania intervista Simona di Letture sconclusionate

Evento Facebook: qui il link

Un’ora con… Irene Daino di LibrAngolo Acuto

Irene – che molti di voi conosceranno come Nereia, crudele e irresistibile stroncatrice di copertine brutte su LibrAngolo Acuto – ha risposto alle mie domande esordendo con “scusa se è tipo l’intervista più lunga che tu abbia mai fatto. My fault, sono logorroica seriamente”, cosa che me l’ha resa ancora più simpatica, perché le sue risposte sono tutto tranne che logorroiche: sono brillanti, sincere, spontanee. E questa è la cosa bella del conoscersi, no? Parlarsi senza troppi artifici, senza preoccuparsi di sembrare una cosa o quell’altra: essere se stessi, nella scrittura come nella vita di tutti i giorni. Da quello che leggo, mi sembra che Irene riesca a farlo egregiamente.

Potete leggerla anche su Agenda Geek (www.agendageek.it), dove scrive sempre di libri ed editoria.

Irene

 1) LibrAngolo Acuto: come e perché

Una delle cose che mi dicono più spesso è che io sia brava a scrivere, anche se non ci ho mai creduto realmente. Non perché non mi fidi della gente, ma perché il concetto di “ben scritto” è variabile. Nel 2011, quando ho pensato di metter su un blog, ne seguivo già diversi, di belli e di brutti, sempre a tema letterario – passami il termine.

Seguivo più intensamente quelli di blogger che recensiscono libri che io non apprezzo particolarmente. Il motivo era semplice: possibile che loro, che leggevano libri spesso oggettivamente brutti, potessero farlo e io no? Potessero parlarne tranquillamente con altre persone? In fondo anche io ero stata, seppur per poco tempo, una utente di My Space. In quello spazio scrivevo racconti, romanzando la mia vita privata. Non avevo mai scritto di libri, ma non poteva essere più difficile che rendere migliore la propria vita agli occhi miei – che la inventavo – e degli altri. E in fondo, a detta degli stessi altri, ero anche brava a scrivere. Così l’ho pensato e creato, senza renderlo pubblico. Non aveva niente, neanche un nome. Aveva la struttura e la pagina fissa che spiega chi sono. È stato un embrione per qualche mese, volevo che fosse fatto bene, che avesse un nome e una struttura sensati. E poi non lo so come mi è venuto in mente di chiamarlo LibrAngolo Acuto, non ricordo il frangente esatto. Ricordo solo che, dentro di me, questo nome aveva perfettamente senso. L’angolo dei libri, per cui LibrAngolo, ma anche Acuto. In fondo l’angolo può essere anche acuto, no? Ed essere acuti vuol dire essere perspicaci. L’angolo acuto dei libri. Mi sembrava – e mi sembra tutt’ora – completamente sensato. Qualcuno mi ha confessato che non è esattamente intuitivo ma che importa. In fondo ha senso per me.

2) Chi c’è dietro LibrAngolo

Oddio, ho il terrore delle presentazioni. Mi sento sempre a una roba che è un perfetto mix tra un focus group e Ok, il prezzo è giusto. E poi non so mai che dire, ti ritrovi a elencare delle cose di cui in effetti non frega niente a nessuno. Che gli frega, a quello che manda avanti il focus o, nella peggiore delle ipotesi, ai telespettatori di dove passi il tuo sabato sera e di come ti smangiucchi le pellicine quando sei nervosa? Ma supererò questo scoglio. Ho 30 anni, mi tingo i capelli perché il mio colore naturale mi mette tristezza, mi piace l’autunno, mi piace il mare d’inverno. Sto bene con gli altri, ma anche sola con me stessa, sto meglio in compagnia degli animali. Sono aracnofobica e mi innamoro sempre della persona sbagliata. Sono spesso quella che ama, molto meno spesso quella amata. Mi piacciono i film tristi, adoro i romanzi lunghi. Sono logorroica, soprattutto quando scrivo. Mi commuovo troppo spesso, adoro i ninnoli e i fiorellini e i vestitini con il pizzo. Mi piacciono i fiocchi, ho tre tatuaggi e prima di abbracciare il dolce far niente facevo la copywriter.

3) Il tuo scaffale d’oro

Che domandone. Difficile rispondere. Non dirò libri a caso, anche se spesso molti di quelli che inserisco tra gli “irrinunciabili” mi rendo conto, a posteriori, che erano irrinunciabili solo riferiti a quel preciso momento. Uno che non cambierà mai è C’era due volte il barone Lamberto ovvero I misteri dell’isola di San Giulio di Gianni Rodari. Non so elencare le volte che l’ho letto ma, credimi, sono davvero tantissime. Il secondo irrinunciabile è Jane Eyre, seguito da Cime tempestose. E poi Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, Lucky di Alice Sebold, Chiedi alla polvere di John Fante. E mi fermo qui perché altrimenti ne nomino a migliaia e non diventa più uno scaffale ma una cantina d’oro.

4) Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente

Amélie Poulain, un po’ disadattata nel suo essere così naïve e gentile in un mondo abitato da persone che, spesso, non meritano alcun atto di gentilezza. Mi piace Amélie perché ci crede ancora nel genere umano, perché si emoziona ancora per le piccole cose, perché è una pura di cuore.

5) Se il tuo blog fosse una canzone…

Sarebbe Occhi bassi dei Tre allegri ragazzi morti. Anche se, forse, è più la canzone di Nereia che quella del suo blog. Forse questa domanda è più difficile di quella sullo scaffale d’oro. Sì, perché sto cominciando a parlare di me e Nereia come fossimo due cose distinte e non è un buon segno. (Irene, lo faccio anch’io con Ophelinha, se ti consola)

6) Il tuo rapporto con la scrittura/lettura

Con la scrittura ho sempre avuto un rapporto difficile, fatto di alti e bassi. Fare la copywriter è stato più difficile di quanto immaginassi. Perché, per chi non scrive, non è possibile immaginare che cosa significhi scrivere quando non sei dell’umore adatto o, peggio, quando devi trattare un argomento che non ti piace. Mi occupavo di automobili – cosa di cui, non mi vergogno a dirlo, non me ne può fregare di meno – e quando dovevo star lì e cercare di rendere accattivante qualcosa che riguardava un veicolo commerciale – immagina l’entusiasmo – mi stressavo non poco. Avevo certi mal di testa a fine giornata che non hai idea. Per il blog funziona allo stesso modo che con le automobili, più o meno, con la differenza che l’argomento mi interessa. È l’umore che non è sempre dei migliori.

Con la lettura, invece, va decisamente meglio. Perché cambio libro a seconda dell’umore. Ciofeca quando sto male, libro intenso quando sono triste, romanzo normale quando ho il mio umore di sempre. E quando la testa è annebbiata da troppi pensieri, spazio agli young adult che se sono ridicoli è anche meglio. E pensare che un tempo ero una persona seria, leggevo molta meno spazzatura.

7) Progetti in cantiere

Progetti tanti, tantissimi. Mi vengono sempre in mente delle cose che potrei fare, ma poi mi mancano i mezzi oppure, spesso, vince la pigrizia e la tendenza a fare le cose alla cazzo di cane. Posso dire cazzo, vero? (Si, Irene, puoi dire quello che vuoi).

Tra tutti c’è quello di incrementare le rubriche sul blog, non solo dedicate ai libri brutti – anche se la tentazione di specializzarmi in quel settore è forte.

Allo stesso tempo, però, mi piacerebbe che il blog fosse leggermente più professionale, senza che questo significhi annullare del tutto l’ironia con la quale affronto il brutto e la sciatteria editoriale. Però, ecco, vorrei migliorarlo anche nell’aspetto grafico per renderlo meno chiassoso. Per l’aspetto grafico, però, devo aspettare un po’: non sono ancora pronta ad abbandonare il mio adorato ET e forse non lo sarò mai.

E adesso che si fa, normalmente ci si saluta? Ma sì, vieni qua ragazza, fatti abbracciare! È stato un piacere 🙂

(Anche per me, darling)

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Un’ora con…Marina Grillo di interno storie

La blogger di oggi, calabrese come me, si autodefinisce piccola come un libriccino, ma il suo blog è una vera e propria biblioteca di recensioni che spaziano dalla narrativa italiana a quella straniera, dai libri di viaggio a quelli per bambini, per non dimenticarmi che soffro della sindrome di Peter Pan, sostiene Marina, sostiene.

Inoltre, Marina è anche molto attiva su Instagram con i suoi #bookin(gram)mi: per segnalarle le vostre letture preferite, basta usare l’hashtag motivando la vostra scelta, per dare alle foto dei vostri libri del cuore la possibilità di essere condivise sul suo account.

Che aspettate a scoprirla?

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1) interno storie: come e perché?

In origine avrebbe dovuto essere Miss Little Book, poi, per questioni di chi tardi arriva male alloggia, mi sono accontenta di invertire i termini. La scelta non ha un significato particolare, ci ho pensato molto, ho dato un forte senso personale. Ero ancora legata al vecchio blog (non letterario). Con ogni probabilità, ci saranno sono cambiamenti in vista, combattuta se mantenere questo nome o dare una svolta più matura. È il Little che mi sta stretto, sento l’esigenza di essere altro (Nota di Ophelinha: il blog di Marina ora si chiama interno storie).

2) Chi c’è dietro interno storie?

Una trentunenne (oddio!) introversa e curiosa, appassionata di libri e di lettura, che avrebbe voluto occuparsi di editoria. Parlo già al passato, ci ho messo una pietra sopra. Tuttavia, per un periodo ho avuto una brevissima esperienza in una casa editrice indipendente, sono stata delusa dalle modalità di lavoro (molti collaboratori non pagati) e dall’aurea snob che ruota intorno ai libri. Non voglio essere complice di questo sistema che considera la cultura per pochi.

Vorrei essere e avere altro, nel frattempo il blog mi assorbe completamente, per me è un lavoro anche se non guadagno, non è una perdita di tempo, è il mio biglietto da visita. Che si sappia in giro.

3) Il tuo scaffale d’oro

Tra i preferiti: Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, tutta la Ferrante, I racconti di Pietroburgo di Gogol, Il mare non bagna Napoli della Ortese, Microcosmi di Magris, Virginia Woolf, Dalla parte delle bambine di Gianini Belotti, Schnitzler, Cognetti. Gli ipotetici: la restante bibliografia della Ortese, le autrici italiane del Dopoguerra, la letteratura nordica che ultimamente mi sta appassionando, la letteratura marina e isolana, i contemporanei americani. Quest’ultimi li devo inquadrare meglio.

4) Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente

Non ho un personaggio preferito, faccio più attenzione al contesto e alla storia: attraverso i libri ritrovo in questo o in quello un qualcosa di me, una specifica situazione. Ultimamente mi sono ritrovata nei racconti di Francesca Marciano, Isola grande isola piccola.

5) Se il tuo blog fosse una canzone..

Pur essendo una fan quasi della prima ora dei Subsonica, nessuno dei loro testi si adatta al mio spazio. A giorni alterni potrebbe essere: New soul di Yael Naim, quando sono sopraffatta dall’euforia; qualsiasi brano della colonna sonora del Favoloso mondo di Amelié, troppo incline a sbalzi umorali ma non ho un pessimo carattere, anzi; Amongst the waves dei Pearl Jam per la spensieratezza dei giorni marini.

6) Il tuo rapporto con la scrittura/con la lettura

Odi et amo. La bulimia di lettura non mi fa per nulla bene, odio quando mi spingo oltre il limite. Quando leggo troppo avidamente, sento di perdere il senso di questo gesto fino a diventare nauseante. Allora, devo prendermi una pausa e ricominciare a piccoli passi. Non sono una lettrice accanita. Diffido di quelli “tutto libri e null’altro”, mi sembrano dei reclusi. I libri mi hanno aiutata in momenti burrascosi, concentrarmi sulla scrittura e lettura significa accantonare un po’ i problemi.

Le parole mi incantano, soprattutto certe costruzioni immaginarie. Spesso sono ispirata e quando decido di buttare su un foglio due righe, le parole volano via. Ho una memoria labile. Cerco di riafferrarle ma le suggestioni non sono più le stesse.

7) Progetti in cantiere

Nuove rubriche, nuovi ispirazioni anche molto frivole, nuovo abito e forse un nuovo indirizzo (vedi risposta 1).