Il Calendario dell’Avvento Letterario #22: il dono dei Magi

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Questa casella è scritta e aperta da Tamara di Citazionisti avanguardisti

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Era il 1995 e avevo undici anni. La peluria si diffondeva uniformemente sul mio labbro superiore così come qualche timido pelo sotto le ascelle. Un accenno di tette che in pochi mesi sarebbe esploso e una strana attrazione per un compagno di classe dotato di orecchie elefantiache completavano il quadro.

Era il 1995 e io credevo nell’esistenza di Babbo Natale. Non che mi mancassero prove del contrario, solo che non volevo rinunciare, un po’ come la faccenda dello spirito santo.

Era il 1995 dicevo, l’anno in cui l’amica del cuore mi forniva un maligno indizio, indizio che avrebbe fatto crollare la fede nel bianco natal.

“Io so cosa ti hanno comprato i tuoi per il 25, cerca in casa e capirai che non dico fandonie”.

La curiosità è stata più forte di tutto e un pomeriggio mi sono messa ad aprire armadi, cassetti, ripostigli alla ricerca di qualcosa che la smentisse. Come si permetteva lei di distruggere la mia idea di Natale? Come si permetteva lei che già indossava assorbenti tutti i mesi?

Lo trovai alla fine. Era un pacchetto discretamente grande, avvolto da una carta rossa e bianca, con dei piccoli pupazzi di neve. Sollevai delicatamente una delle linguette superiori, stando ben attenta a non modificarne in alcun modo la consistenza. Lessi l’etichetta: una Barbie. Non una bambola qualunque ma proprio quella, quella con l’usignolo e il vestito azzurro pieno di fiori, quella che sembrava una nuvoletta di zucchero filato, quella di cui avevo scritto nella mia lettera. Crollai sul letto, travolta dalla rabbia. Era tutto vero allora! Babbo Natale non esisteva! Quell’uomo grasso a cui avevo lasciato latte e biscotti per anni durante la notte della vigilia non era altro che una rubiconda bugia. Mi avevano lasciato crederci! Non mi avevano dissuaso dal farlo! Avevano continuato a farmi passare per una babbasona!

Cosa fare allora? Meritavano una lezione, meritavano che finalmente sfoderassi tutta la mia cattiveria, quella che avevo sempre tenuto buona a suon di preghiere e guance offerte.

Accoglierli con in mano la bambola decapitata? Infilargliela nel letto come la testa del cavallo che avevo visto in quel film? Distruggere a caso qualche giocattolo di mio fratello, così, a sfregio? No, avrei dovuto ragionare a mente fredda, pianificare lucidamente ma ero troppo ingenua per farlo, ero ben lontana dall’avere quella saggezza lieve dei protagonisti di Il dono dei magi di O. Henry, edito da Orecchio Acerbo.

Della e Jim sono una giovane coppia di sposi che vive in un appartamento modesto. Il Natale si avvicina e con esso anche la preoccupazione di non poter donare all’amato un regalo speciale. Un dollaro e ottantasette centesimi è tutto ciò che hanno risparmiato.

Che fare allora? Entrambi pensano a quello che più di prezioso posseggono: per Della sono i suoi splendidi capelli; per Jim l’orologio d’oro appartenuto a suo nonno.

Della decide così di vendere la sua folta chioma a un negozio di parrucche, ricavandone il necessario per comprare una catenina da abbinare all’orologio tanto caro al suo sposo. Jim invece si disfa del suo prezioso ricordo per comprarle degli adorabili pettinini, che Della ha sempre desiderato.

Si ritrovano così in cucina, con la cena sul fuoco durante la vigilia: i loro regali di Natale sono inservibili ma hanno qualcosa di più prezioso, il loro amore e il loro spirito di sacrificio. Sono saggi Della e Jim, come i re magi.

Diversamente da me, che nemmeno quella volta ho imparato qualcosa.

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Quattro chiacchiere, due tag e consigli per gli acquisti

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No, non sono sparita.

Non ho vinto la lotteria, cambiato identità e comprato un’isoletta in qualche atollo sperduto e meraviglioso, dove vivere senza scarpe e coi capelli spettinati (almeno, non ancora).

È semplicemente un periodo pieno: pieno di cose, cose che cerco di far succedere ma non arrivano; pieno di notizie da un mondo che fa sempre più rumore, e non il rumore che mi piacerebbe sentire. È insomma un periodo che mi fa desiderare silenzio, e leggerezza, mentre eventi e informazioni si accumulano così tanto da farmi perdere il filo delle cose che vorrei scrivere, mentre precipito nel delirio delle lettere motivazionali e delle gioie del precariato.

Si parla tanto di crisi dei blog, ed è una cosa che mi fa riflettere abbastanza; tuttavia, ciò che mi ha fatto più pensare questi mesi, tra attacchi terroristici, Brexit e crisi varie, è la mancanza di figure forti di intellettuali (versus l’ipertrofia di opinionisti dell’ultima ora), che siano politicamente e socialmente impegnati e riescano ad aiutare a capire, a elaborare, ad essere meno confusi e spaventati dalle cose che ci circondano.

Comunque, approfitto di queste quattro chiacchiere pre-vacanziere per parlare di cose totalmente diverse, di cose leggere, davanti a una limonata bella fresca, ché perfino qui al nord è arrivato qualche giorno d’estate, e rispondere velocemente a due tag: quello di Baylee de La siepe di more e quello della mia amica Alessandra di Una lettrice.

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Il tag di Baylee si chiama I posti che tag e mi sembra più che adatto alla voglia di vacanza che ho in questo periodo – tanta, tantissima. Per entrambi i tag risponderò semplicemente alle domande e, anziché taggare a mia volta altri blog, vi consiglierò alla fine del post un po’ di blog che mi piacciono e che potreste recuperarvi durante le tanto sudate, meritatissime vacanze. Pronti?

 

Il posto che porti nel cuore

Londra, sempre.

Il posto più divertente

Porto, una minifuga con una mia carissima amica, una cena in un ristorante très chic in cui siamo finite per sbaglio, piene di sabbia dopo aver trascorso una giornata al mare. Non riuscivamo a smettere di ridere, specie dopo dosi generose di vinho verde, tanto che a un certo punto ci hanno suggerito che sarebbe stato meglio se ce ne fossimo andate. Siamo tornate in ostello alle cinque del mattino, non abbiamo sentito la sveglia e abbiamo preso l’aereo per un soffio.

Il posto più commovente

La casa di Anna Frank ad Amsterdam. Ho letto così tante volte il suo diario da ragazzina che non riesco a evitare di commuovermi ogni volta che ci ritorno.

Il posto più deludente

La porta di Brandeburgo a Berlino – me l’aspettavo immensa, non so perché. E Staten Island, dove mi è toccato scoprire, nel corso di una gita improvvisata, che c’è veramente pochissimo da fare.

Il posto più sorprendente

Il campus dell’università di Harvard a Boston. Ho sempre desiderato visitarlo e, quando è finalmente successo, la realtà si è rivelata migliore delle aspettative alimentate da Gilmore Girls.

Il posto più gustoso

Barcellona, dove ho mangiato la zuppa di pesce più buona del mondo. Budapest, dove ho passato quattro giorni a rimpinzarmi di gnocchetti e risotto al formaggio di capra e rape rosse. Il Salento e i frutti di mare crudi e freschissimi. Casa mia in Calabria.

Il posto che ti ha lasciato un ricordo particolare

Sempre Londra, e i ricordi sono tanti e preziosi: un picnic col vino bianco ghiacciato a Hyde Park, un karaoke improvvisato in metro, i pomeriggi alla National Gallery e poi a cercare libri alla Waterstone’s di Trafalgar Square, la mia prima volta all’opera.

Il posto più romantico

Sempre Londra. Sono ripetitiva, lo so. Qui ho cercato di spiegare alcuni dei (tanti) motivi.

Il posto che vorresti rivedere

Boston, di cui mi sono innamorata, e New York, perche è cosi immensa che non riesci mai a scoprirla abbastanza.

Il posto dove ti piacerebbe andare

Mi piacerebbe visitare il New England di Sylvia Plath e di Emily Dickinson e da lì passare al Canada di Alice Munro. La Cornovaglia di Ross Poldark e tutta la mia amata Inghilterra. La Scozia, dove mi sono sentita un po’ a Hogwarts.

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Il tag di Alessandra è il Liebster Award 2016 (grazie, Ale!). Le domande proposte da una delle mie lettrici preferite sono le seguenti:

 

Cosa stai leggendo?

Ross Poldark di Winston Graham (pubblicato di recente in Italia da Sonzogno, nella traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini)

Per te qual è la storia d’amore più bella di tutti i tempi e perché? (Puoi citare libri, film ma anche raccontarmi come si sono conosciuti i tuoi nonni…vale tutto :))

La mia inclinazione bovaristica propenderebbe per una delle mie amate storie maledette e infelici, tipo Anna Karenina, Cime tempestose o Non lasciarmi di Ishiguro. Ho da poco iniziato ad apprezzare le storie d’amore più sane e meno distruttive – tipo Elizabeth Bennet e Mr Darcy di Orgoglio e pregiudizio, per intenderci, o Hannah Coulter di Wendell Berry. Suggerirei qualcosa a metà strada, tipo Via col Vento: Rossella perde i suoi anni migliori dietro l’uomo chiaramente sbagliato (chi di noi non l’ha fatto, almeno una volta nella vita?) e perde Rhett. Non c’è lieto fine, ma l’ostinata, testarda fanciulla non si arrende, ché domani è un altro giorno.

Passatempo preferito?

Leggere il sabato o la domenica mattina a letto o in riva al mare. Le maratone su Netflix (ora sto guardando Orange Is The New Black). Un bel film. Un aperitivo appena fuori c’è il sole. Viaggiare appena posso. Scrivere quando ne ho voglia.

Consiglia due libri imperdibili, due libri che secondo te tutti dovrebbero leggere. 

Anna Karenina di Tolstoj, il mio libro preferito, e Lolita di Nabokov, scritto talmente bene che le parole si sciolgono in bocca con un retrogusto frizzantino. Leggerlo in lingua originale è un’esperienza quasi mistica.

A cosa pensi prima di addormentarti?

Sono una persona molto ansiosa e soffro d insonnia, quindi in realtà tendo a leggere fino ad addormentarmi ancora con gli occhiali e il Kindle in mano.

Qual è un sogno che vorresti realizzare?

Trascorrere un’estate a studiare a Harvard.

Mini-vacanza. Qual è un posto in Italia che consiglieresti per trascorrere un bel weekend? 

Consiglierei la mia Calabria, regione spesso sottovalutata che invece nasconde vere e proprie perle, come Tropea, Scilla, Capo Vaticano, il parco nazionale della Sila e quello del Pollino per gli amanti della montagna.

Qual è un post del tuo blog che ti piace particolarmente? Linkalo.

Parlerei più che altro di post ai quali sono particolarmente affezionata, tipo quelli su Sylvia Plath, il mio pellegrinaggio austeniano nello Hampshire o quello un cui racconto un po’ di cose su Ophelinha.

Perché alle persone piace il tuo blog? 

Francamente non ne ho idea, questa sarebbe più una domanda per i miei venticinque lettori di manzoniana memoria 😉

Hai comprato qualcosa con i saldi?

Ho comprato alcune cose durante il periodo dei saldi ma non in saldo – vale lo stesso? – tipo questo vestitino di Mod Dolly, un piccolo brand inglese che adoro, e questa gonna handmade di emmevi loves. Ho inoltre preordinato The Cursed Child, il sequel teatrale di Harry Potter in uscita in UK il 31 luglio, e non vedo l’ora di leggerlo (potete pre-ordinarlo anche in italiano, nella traduzione di Luigi Spagnol).

Se potessi migliorare la tua vita cosa sarebbe la prima cosa che cambieresti? 

Ci sono diverse cose che non mi rendono felice in questo periodo, e la precarietà non aiuta. Spero di trovare il mio posticino nel mondo al più presto, e riuscire a essere meno ansiosa, più serena.

 

Come promesso, ecco una lista non esaustiva di blog che mi piacciono e che potreste recuperarvi durante le vacanze estive:

 

Una lettrice

Parole senza rimedi

Citazionisti avanguardisti

Il soffitto si riempie di nuvole

Interno storie

Librofilia

Librangolo Acuto

Just Another Point

Casa di ringhiera

La McMusa

Bellezza rara

Il tè tostato

Riru Mont In Glasgow

La filosofia secondo Baby P

Il Club dei Libri

Zelda was a writer

Capitano mio Capitano

Peek A Book

Il mondo urla dietro la porta

The Sisters’ Room, A Brontë-inspired Blog

 

In inglese:

 

Brain Pickings

Yummy Books

 

Avete anche voi bei blog da propormi (non necessariamente book o lit blog?) In caso affermativo fatelo nei commenti, e grazie!

Soundtrack: You’ve got time, Regina Spektor

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Un’ora con…Tamara Viola di Citazionisti avanguardisti

Avete presente la Fata turchina?

Non è mai stato uno dei miei personaggi preferiti, ma sono sempre stata affascinata dai suoi capelli. Basta con le principesse e le fate bionde! Largo a personaggi avant-garde e dai colori anticonformisti, capaci di riscrivere i dettami estetici del mondo delle favole.

Tutta questa premessa per dirvi che l’ho incontrata veramente, la fata turchina. Anzi, ho fatto di più: ho bevuto con lei uno Spritz nell’unico bar del mondo sprovvisto di menù, ma dotato del cameriere più lento della storia (credo rientri nel Guinness dei primati). Abbiamo chiacchierato di libri e social media, famiglie meridionali e progetti per il futuro.

La fanciulla in questione è lei, Tamara Viola, spacciatrice di poesia e buone letture, cantastorie di Casal Bruciato, collaboratrice della rivista Inutile. In un articolo sul blog The Blooker (ciao, Giulia!) la nostra eroina si descrive così:

Pur essendo dotata di una bellezza folgorante, continuo a puntare sul fascino della mente. Leggo più di quanto scrivo, ma meno di quanto parlo. Una volta ho visto la Madonna, ma l’ho scambiata per David Bowie. Sono segretamente fidanzata con uno scrittore morto.

 A questo punto sarei curiosissima di scoprire chi sia, il misterioso scrittore morto di Tamara (il mio è Fernando Pessoa, ma questo lo sapevate già). Sono ancora in tempo ad aggiungere una domanda fuori programma?)

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1) Come nasce Citazionisti avanguardisti?

Ho sempre avuto un blog, almeno da quando mi sono avvicinata a internet. Ci sono arrivata tardi, nel 2006, quando ho aperto il mio primo live space, che se ci penso adesso mi viene da ridere. Ne ho un ricordo bellissimo: mi ha permesso di conoscere l’amore della mia vita. Non sono una persona costante: ne ho aperti diversi su varie piattaforme, poi chiusi o abbandonati. Citazionisti Avanguardisti è arrivato nel 2011: sentivo di nuovo l’esigenza di avere un “contenitore” per tutto ciò che mi passava per la testa. Il mio blog non ha un target preciso, non segue un filo logico, esattamente come i miei pensieri: ci puoi trovare recensioni di libri, cose di moda, di cinema ma sopratutto un sacco di fatti miei.

2) Chi c’è dietro Citazionisti avanguardisti?

Dietro a Citazionisti Avanguardisti c’è poca preparazione, molta improvvisazione e un sacco di sigarette. Non seguo un piano editoriale, non posto negli orari giusti, vado un po’ a ruota libera. Il nome? Un inno alla cialtroneria: i Citazionisti Avanguardisti sono coloro che citano Baudelaire ma che allo stesso tempo conoscono tutte le battute dei Simpson. Dei cialtroni colti, insomma.

3) Il tuo scaffale d’oro

Qualche tempo fa ho realizzato un post con il mio scaffale d’oro su The Blooker, il blog di Giulia Depentor. Il dramma è che probabilmente adesso cambierei tutto. Ci sono dei libri ai quali sono affezionata da sempre, ad esempio Lolita di Nabokov oppure L’amore è un cane che viene dall’inferno di Bukowski. Non scelgo un libro solo per il suo valore letterario: molti dei testi ai quali sono legata si collegano a momenti importanti della mia vita. Se posso, preferisco consigliarti i miei tre libri “del cuore” per il momento: Gli anni al contrario di Nadia Terranova, Lacci di Domenico Starnone e Stanno tutti bene tranne me di Luisa Brancaccio. (Giuro che Einaudi non mi paga la stecca!).

4) Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente

Un personaggio in cui mi immedesimo particolarmente? Non saprei. Io mi immagino sempre come un Mini Pony che galoppa felice nei prati sfoggiando una criniera dai mille riflessi colorati. Se invece ti riferisci ad un personaggio della letteratura (mi sa di si, eh?) allora dico Zia Mame. Credo che sarò così da vecchia.

5) Se il tuo blog fosse una canzone..

Se il mio blog fosse una canzone probabilmente sarebbe Summertime nella versione cantata da Janis Joplin, su vinile, che poi a un certo punto salta perché è graffiato e la voce si sente strana.

6) Il tuo rapporto con la scrittura

Questa è proprio una domanda difficile. Non riesco a definirlo al meglio: passo momenti in cui non vorrei fare altro che scrivere; momenti in cui vedere la quantità mastodontica di quaderni, agendine e moleskine che accumulo compulsivamente (più o meno come faccio con le scarpe) mi disgusta e mi annienta. Un sacco di pagine bianche e nemmeno un pensiero: aiuto! È altalenante, come tutte le cose della mia vita.

7) Progetti in cantiere

Progetti in cantiere: ok, panico! Penso a tantissime cose che vorrei fare, ogni giorno mi viene in mente un’idea nuova. Allora la appunto su un foglio. Il giorno dopo leggo, cancello e ne scrivo un’altra. Ecco, se ne avessi la possibilità, mi piacerebbe aprire una libreria per bambini. Magari un giorno succederà, chissà.

(Io faccio il tifo per te).