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Questa casella è scritta e aperta da Valeria di Chi legge trova

Natale: tempo di neve. I bambini la desiderano, i grandi la guardano con occhi sognanti, ricordando di battaglie epiche e di scuole chiuse. Eppure, la neve non è sempre ben accolta – e non sto parlando dei disagi causati al traffico. No, sto parlando di una neve più pericolosa, diciamo “radioattiva” o fosforescente: che fare se il semplice contatto con una neve arrivata dallo spazio, una neve aliena, uccide?

Sono le premesse de L’Eternauta, fumetto di fantascienza scritto da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López, pubblicato dal 1957 in Argentina – oggi in un fantastico cartonato, con copertina di LRNZ.

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In Argentina il fumetto in questione ha raggiunto un notevole successo; oggi è considerato – a ragione – un capolavoro del fumetto mondiale. La saga, pur essendo puramente fantascientifica, fa riferimento alla situazione geopolitica del Sudamerica del periodo. La trama – un’invasione aliena violenta e improvvisa – è spesso considerata una sorta di anticipazione del golpe argentino del 1976 di Jorge Videla, del quale rimarrà vittima lo stesso Oesterheld, scomparso nel 1977, insieme alle sue quattro figlie e rispettivi mariti.

L’autore rimane vittima della profezia contenuta nella sua opera. Scrive la moglie Elsa a proposito di suo marito, uno dei tanti desaparecidos: “Ciò che nessuno poteva immaginare è che quella storia si sarebbe trasformata in una premonizione. La nevicata mortale cadde effettivamente sull’Argentina, facendo ‘sparire’ tutti coloro che credevano di poter aspirare a vivere in un paese più giusto: lo stesso Héctor ne rimase vittima, assieme alle nostre quattro figlie, ai mariti delle due più grandi e ai due nipoti che dovevano nascere”.

L’eternauta racconta una storia inquietante, tanto più inquietante perché il lettore sa che l’orrore è uscito dalle pagine di carta, ed è finito nel mondo reale.

La storia comincia e finisce nella stanza di uno sceneggiatore di fumetti nella Buenos Aires del 1957, e ha come protagonista Juan Galvez, uno strano personaggio che appare dal nulla e racconta di una misteriosa nevicata che, in una sera come quella, è entrata nella vita borghese in una grande città dell’America Latina (una Buenos Aires non ancora distrutta dalla dittatura e dalle crisi economiche). La nevicata è l’inizio di un’invasione aliena.

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Il racconto è lucido, cupo, freddo, ed è una premonizione della tragica situazione economica dell’America Latina e dell’Argentina, prossima alla fine temporanea della democrazia. Tutto in bianco e nero, L’eternauta ci ricorda che è importante diffidare di qualunque tipo di oppressione e di dittatura, che è importante combattere per la propria libertà.

Come un sergente nella neve, il nostro protagonista si batte per se stesso e per la propria famiglia, ma, sembra senza successo. Proprio come nella realtà, a vincere è la sopraffazione. Raccontare tutto, sotto forma di fumetto, è l’unico modo che ha l’autore e il protagonista della storia per dare un monito ai posteri.

Che fare? Che fare per evitare così tanto orrore? Sarà possibile evitarlo pubblicando tutto ciò che l’Eternauta mi ha raccontato? Sarà possibile?

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