Il Calendario dell’Avvento letterario #14: Charlotte Brontë e il mistero di Natale

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Questa casella è scritta e aperta da Serena & Selene di The Sisters’ Room – a Brontë ispired blog

 

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Esiste una storia bronteana ambientata nel periodo di Natale che forse solo in pochi hanno letto. Si tratta della vicenda di Matilda Fitzgibbon, l’ultima eroina pensata da Charlotte e protagonista del romanzo incompiuto Emma. Matilda è un personaggio femminile che Brontë non ha avuto il tempo di portare a compimento, e che nasconde un vero e proprio mistero.

Come altre ben più celebri protagoniste di Charlotte, Matilda è ospite di un collegio femminile. Si tratta di una ragazza piuttosto impopolare tra le alunne, viziata e celebrata dalla direttrice per via delle sue origini aristocratiche. Si conosce ben poco di lei, se non quello che raccontano la regale carrozza che l’ha portata al collegio e i suoi abiti costosi. Sarà durante le feste di Natale però che questa presunta aristocraticità inizierà a destare sospetti. Quando infatti la direttrice invierà una comunicazione alle famiglie, informandosi sui piani delle alunne per il periodo festivo, tutte risponderanno tranne una: quella di Matilda. È così che entra in gioco William Ellin, rielaborazione di un personaggio precedentemente pensato per un altro romanzo, il quale investigherà sulla storia di Matilda Fitzgibbon scoprendo che la sua famiglia in realtà non esiste. Chi è allora questa ragazza? Davanti alle domande freddamente poste dalla direttrice, la giovane si accascia al suolo turbata, suscitando la tenerezza del signor Ellin, il quale invita tutti a rispettare la sua delicata natura prima ancora di interrogarsi sulle sue origini sociali.

Riguardo questo manoscritto, il marito di Charlotte, reverendo Arthur Bell Nicholls, raccontò all’ editore George Smith che in una fredda sera del 1854: “Mentre eravamo seduti davanti al fuoco, ascoltando il vento che infuriava attorno alla casa, la mia povera moglie disse all’improvviso ‘Se non fossi stato con me, sicuramente in questo momento starei scrivendo’. Corse al piano di sopra, portò giù l’inizio del suo Nuovo Racconto e lo lesse ad alta voce. Quando finì osservai ‘I critici ti accuseranno di essere ripetitiva, hai di nuovo parlato di una scuola’. Lei rispose ‘ Oh, lo cambierò. Ricomincio sempre due o tre volte prima di essere soddisfatta’”. Ma non fu così, e Charlotte non ebbe il tempo di modificare nuovamente la storia.

Il mistero di Natale contenuto in questo romanzo mai terminato, si accompagna dunque al mistero di come Charlotte Brontë avrebbe potuto cambiare o riscrivere la storia. Impossibile negare che è anche qui il fascino di quest’opera incompiuta, e in un periodo come questo ve la raccomandiamo accompagnata da biscotti e thè, perché è perfetta da leggere comodi, davanti al camino, abbandonandosi alle domande e alla fantasia.

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