Il Calendario dell’Avvento letterario #4: Merry Christmas, Sally Rooney

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Questa casella è scritta e aperta da Nellie di Just another point

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Caro Babbo Natale,

ti scrivo perché quest’anno sono tornata in Irlanda e non solo una volta, addirittura due. È stato bello anche se decisamente malinconico perché era dal 2014 che non la respiravo quell’aria del Nord, che non ne volevo sapere di tornare a Dublino pur avendola amata dal profondo del cuore. Eppure mi sono armata di coraggio, sono andata in libreria e ho letto i primi due romanzi di Sally Rooney, classe 1991, e tanti capitoli che stanno facendo il giro del mondo e insomma, lo devo ammettere: è stato proprio meraviglioso.

È stato dopo aver letto Parlarne tra amici (edito da Einaudi in Italia) e Normal People (edito da Faber & Faber) che ho deciso che per questo 25 dicembre voglio un regalo speciale, specialissimo, qualcosa che non si fa tutti gli anni ma ogni tanto sì. Perché anche quest’anno, caro Babbo Natale, la lista di libri che troverai qua sotto non è per me ma per una donna speciale che ha reso questi ultimi sei mesi più belli, più veri, più vissuti e che con i suoi libri mi ha fatto sentire meno sbagliata, meno diversa, più simile a tanti altri che sono soprattutto Frances e Marianne. Insomma, questi regali sono proprio per lei: Sally Rooney. E ovviamente, inutile dirlo, sono tutti romanzi che mi hanno scosso così tanto che sarebbe bello avere il suo parere.

Il primo libro che vorrei regalarle è Dove mi trovo di Jhumpa Lahiri (edito da Guanda) perché secondo me Sally Rooney è una che se la fa spesso questa domanda, che se lo chiede in che parte del mondo sta vivendo, con quali sogni e aspettative. Il romanzo scritto in italiano dalla scrittrice statunitense, nata a Londra da genitori bengalesi, è il regalo per chi non smette mai di farsi domande, proprio come la mente che ha fatto nascere storie così complicate nella loro semplicità come sono quelle di Parlarne tra amici e Normal People. Eppure, è da quelle domande che Sally Rooney e Jhumpa Lahiri trovano una risposta, una collocazione più o meno precisa di dove al momento stanno vivendo.

Un altro libro che vorrei regalare a Sally Rooney, poi, è La ragazza del convenience store di Sayaka Murata (edito Edizioni E/O) perché il Giappone è un mondo lontano, sì, ma quello di Keiko, la protagonista del libro, è soprattutto un mondo isolato nella propria mente, un continuo tentativo di raggiungere ciò che desidera che mi ricorda tanto Frances, la protagonista di Parlarne tra amici. Vorrei tanto sapere cosa ne penserebbe Sally Rooney di Keiko, del Giappone, del mondo all’interno dei konbini con tutte le vite che ci girano attorno da osservare 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Per Sally Rooney, caro Babbo Natale, vorrei anche una copia di Manuale per ragazze  rivoluzionarie di Giulia Blasi (edito da Rizzoli). Perché il femminismo ci rende felici solo che le protagoniste dei libri di Sally Rooney a volte se lo dimenticano. Sia Frances che Marianne si fanno scorrere la vita addosso, cercano di non prendere una posizione e se lo fanno è quella più semplice e meno coraggiosa. Un atto, forse, che la scrittrice vuole portare in modo inconscio in entrambi i romanzi per trasmettere al meglio il desiderio di rivalsa che dovrebbe scorrere nelle vene, quella voglia di farsi sentire perché, questo è da dire, una scelta spesso c’è. Serve solo il coraggio di sceglierla e percorrerla.

Ultimo, ma non per importanza, vorrei che sotto l’albero di Natale di Sally Rooney ci fosse anche una copia di Chesil Beach di Ian McEwan (edito da Einaudi) perché con questo scrittore ci avevo litigato, lo ammetto, ma con questo romanzo breve ci ho poi rifatto pace. Sarà che la protagonista della trasposizione cinematografica è Saoirse Ronan; sarà che Chesil Beach parla di una relazione, tutto quello che sta alla base di Normal People ma anche in Parlarne tra amici: quella spiaggia è entrata nel mio immaginario ed è il luogo dove vorrei andare a guardare le onde e dove Sally Rooney, ne sono quasi certa, si troverebbe davvero bene.

 Caro Babbo Natale, un’ultima cosa prima di andare: non ti dimenticare di lasciare insieme ai libri anche tanti dolci, che Sally Rooney un po’ di amarezza può anche dimenticarsela per un giorno. Ringraziala per tutte le storie che scrive, che ogni volta che vedo i suoi romanzi nella mia libreria è come agganciare lo sguardo a un’ancora di salvezza, qualcosa che è lì e ci ricorda perché siamo qui. Il potere della letteratura, non è forse così?

Merry Christmas, Sally Rooney.

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