Il Calendario dell’Avvento letterario #3: un Natale tra i Brat Pack

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Questa casella è scritta e aperta da Chiara di Librofilia

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Meno di zero è il romanzo d’esordio di Bret Easton Ellis, pubblicato per la prima volta nel 1985 ed è uno dei pochi libri che, già durante la lettura, lascia avvertire una sorta di battito – o di beat, se preferite – costante nella testa poiché è pieno di musica e di riferimenti musicali, dalla prima all’ultima pagina.

Bret Easton Ellis era all’epoca un giovane scrittore appena uscito da un corso di scrittura creativa nel Vermont. Con il passare del tempo, è diventato sempre meno scrittore e più testimonial pubblicitario ma soprattutto troll sul web – a tal punto da aver perso più volte la pazienza, la motivazione e l’ispirazione necessaria per rimettersi a scrivere, anche se è prevista per aprile 2019 l’uscita del suo nuovo libro negli Stati Uniti, a ben dieci anni di distanza da quell’Imperial bedrooms nato come sequel proprio di Meno di zero ma che sembra fare un po’ acqua da tutte le parti. In Meno di zero, Ellis racconta di una generazione dedita solo ed esclusivamente allo sbando più totale e ben presto diventa una vera e propria epopea giovanilistica di vita metropolitana che racchiude in sé un malessere generalizzato e un costante desiderio di devastazione interiore.

Il romanzo narra le vicende del diciottenne Clay, che lascia il college del New Hampshire, dove studia, per ritornare a Los Angeles in occasione delle festività natalizie. Qui rivede i suoi amici – quasi tutti figli di produttori cinematografici o di artisti – e la sua ex ragazza Blair, tutti appartenenti ad una classe sociale materialista, affettivamente incapace e pericolosamente propensa alle esperienze estreme, interessata solo a sballarsi, a fare sesso, a dare festini e a correre frenetiche corse in auto.

La vacuità dei personaggi, la totale assenza di autorevoli figure genitoriali e la ricerca continua dello sballo rappresenta ovviamente il riflesso dell’ambiente circostante: la California e nello specifico Los Angeles, intesa come città senza un’anima e senza un’identità precisa, insomma un paradiso di lusso, di divertimento e di perdizione che però nasconde al suo interno immagini di un disastro sempre più imminente e inevitabile anche in prossimità del Natale.

Let's fuck Christmas together friday my house

La bellezza e l’importanza di questo romanzo è racchiusa quasi certamente nel talento e nella bravura di Bret Easton Ellis nel ricorrere ad una tecnica narrativa che affonda le sue radici nel minimalismo e che fa sì che lo stato delle cose sia descritto nel modo più oggettivo possibile, consentendo all’autore di sparire o di mostrare tutta la sua indifferenza nei confronti di una generazione di cui egli stesso fa parte, ma soprattutto perché contrappone l’alcool, il sesso, la droga e le scorribande cittadine al candore e alla purezza del Natale.

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