Il Calendario dell’Avvento letterario: buon Natale 2017!

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Nota di Ophelinha: prima di passare la parola a Valentina di Meno male che non sono una mucca, che vi offre questo speciale natalizio, vorrei fermarmi un attimo a ringraziare tutti voi che avete partecipato all’Avvento Letterario, arricchendolo ogni giorni di sorprese, spunti e curiosità sul Natale letterario. Questo calendario non sarebbe esistito senza di voi, quindi grazie, di cuore.

Vorrei inoltre ringraziare (sono ripetitiva, lo so, ma quale momento migliore del Natale per esprimere la propria gratitudine e condividere le cose belle?) tutti voi che siete passati a leggere, a commentare, a condividere le nostre caselle, rendendo ognuna di esse unica e speciale.

Vi auguro il Natale più felice di sempre attraverso le immortali parole del genio incompreso Billy Mack.

billy mack

Oggi è il 25 dicembre. Ho pensato di regalare ai lettori di Ophelinha un assaggio natalizio (poche righe, l’equivalente di un cioccolatino, di un mozzico di panettone) di libri che ho molto amato, con l’augurio che almeno uno tra questi possa scatenarvi una voglia irrefrenabile di correre in libreria.

Buon Natale!

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Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

Johan Harstad, M. V. D’Avino

Iperborea

“Era il Natale del 1978 e mi era stato regalato il mio primo libro sulla luna, che mi tenne occupato per tutte le feste. Studiai le figure, le cartine, fu allora che cominciai a collezionare libri, li cercavo nei negozi, nelle librerie dell’usato, bisognava leggere tutto, volevo sapere tutto. E la primavera del 1979 decisi: sarei scomparso là fuori nella folla, sarei stato il numero due, uno che si rendeva utile invece di cercare di farsi notare, che faceva quello che gli chiedevano di fare. Ma questa naturalmente è solo una riflessione a posteriori, il tentativo di inchiodare il vero punto di partenza di una vita. È solo nella finzione, nei film e nei romanzi, che si può stabilire l’istante esatto del cambiamento. Nella realtà la scelta arriva strisciando, il pensiero si forma a poco a poco, e forse fu solo a un certo punto del primo anno delle medie che decisi attivamente di non essere visibile. ”

Il petalo cremisi e il bianco

di Michel Faber, Elena Dal Pra, Monica Pareschi

Einaudi

“Mentre prende tempo, si chiede se dire a Sophie la verità. Non sul bordello gestito da sua madre, naturalmente, ma sul Natale. Sul fatto che a casa Castaway la festività non si è mai celebrata; che Sugar aveva ormai sette anni quando ha capito che c’era un’occasione collettiva in cui i musicanti di strada suonavano motivi particolari, verso la fine di un mese chiamato dicembre. Sí, aveva sette anni quando ha trovato infine il coraggio di chiedere a sua madre che cos’era il Natale, e Mrs Castaway aveva risposto (una volta sola, perché da quel momento era diventato un argomento proibito): «È il giorno in cui Gesú Cristo è morto per i nostri peccati. Senza alcun risultato, visto che li stiamo ancora scontando».”

Ragioni per vivere   amyy.jpg

di Amy Hempel, S. Pareschi

Mondadori

“A La Rondalla, le luci colorate sulla Vergine annunciano ogni giorno il Natale. Le pietanze arrivano su vassoi simili a coperchi di tombino, e il bar è pieno di mariachi. Il dottor Diamond disse che a Guadalajara c’è un college per mariachi, che ne sforna classi intere. Ma secondo me questi qui non avevano fatto neanche le superiori per mariachi.”

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Da dove sto chiamando

di Raymond Carver, Riccardo Duranti

Einaudi

“C’era la macchina di Vera, nessun’altra, e Burt ringraziò il cielo. Entrò nel vialetto e fermò la macchina proprio accanto alla torta che gli era caduta la sera prima. Era ancora lí: la teglia di alluminio rovesciata, un alone di ripieno alla zucca sparso sul cemento. Era il giorno dopo Natale. Il giorno di Natale era venuto a trovare la moglie e i figli. Ma Vera l’aveva avvertito. Gli aveva detto come stavano le cose. Se ne doveva andare prima delle sei, perché il suo amico e i figli di lui sarebbero arrivati per cena.”

Il nuovo sesso: cowgirl

di Tom Robbins, H. Brinis

Baldini & Castoldi

“La mia prima cowgirl l’avevo vista su un catalogo dei Sears. Avevo tre anni. Fino a quel momento avevo sentito parlare soltanto di cowboy. Dissi: «Mamma, papà, ecco cosa voglio che mi porti Babbo Natale». E per Natale mi regalarono un completo da cowgirl. Il Natale dopo ne ebbi un altro, perché il primo l’avevo ridotto ormai a brandelli. Chiesi un costume da cowgirl ogni Natale fino a che arrivai a dieci anni, poi i miei mi dissero: «Sei troppo grande, ora; Babbo Natale non ha dei costumi da cowgirl che ti vadano bene». «Balle», dissi io.”

 

Nessuno scompare davvero

di Catherine Lacey,‎ Teresa Ciuffoletti

SUR

È di nuovo Natale, mia cara. Ma dove va il tempo così in fretta? E guardò in su verso i rami dell’albero, ma i rami dell’albero non risposero, e comunque se avessero risposto le avrebbero detto che il tempo va a dormire, va di matto, va in vacanza, va a Milwaukee, va e va e va e non fa che passare, passare, passato. O forse il tempo è più come una persona che cammina per strada con due buste della spesa e una grata si spezza e quella persona e tutta la sua spesa piombano giù nelle fogne, e di colpo si ritrovano da un’altra parte, di colpo un casino di uova rotte e spiaccicate e latte versato dappertutto, perché la gente se ne va in giro pensando che non succederà mai niente fino a quando non succede qualcosa, proprio come il tempo, che adesso è qui e noi non lo notiamo se non quando non c’è più.”

 

Il peso

di Liz Moore,‎ Ada Arduini

Neri Pozza

“Fuori è ancora buio e alcune case hanno appena messo fuori le luminarie di Natale. Penso a Lindsay Harper e alle cose che a volte sogno di darle e per un momento sono felice. Credo che non sia troppo tardi per noi due. Se mi scuso con lei. Se mi apro con lei e le racconto le cose che finora ho tenuto nascoste a tutti gli amici che ho. Immagino la situazione: seduto a gambe incrociate davanti a lei nel suo seminterrato che profuma di fragola, le prenderei le mani, lascerei che le parole scorrano fuori da me come acqua, confesserei a Lindsay Harper tutti i miei peccati, tutte le mie paure, tutte le mie speranze. Poi le poserei la testa in grembo, la testa leggera, scarica. Potrei farlo. ”

 

Colla

di Irvine Welsh , M. Bocchiola

Guanda

“Sicurissimo. Non è stato Gally, lui non è fatto così. Aveva accoltellato alla mano quel ragazzo là, Glen, a scuola, ed è stata una cretinata, ma è tutta diversa che squarciare la faccia a uno. Adesso a Gally lo metteranno dentro. Il giorno di Natale è il suo compleanno. Mi ricordo quando chiedevamo se gli facevano il doppio dei regali, uno per Natale e uno per il compleanno. Adesso non gliene faranno un bel niente. Il piccoletto. È il migliore amico che potevo avere, cioè.”

Ho pensato che mio padre fosse Dio

di Paul Auster,‎ F. Oddera

Einaudi

“Avevo l’animo colmo dello spirito del Natale. Sapevo che in un modo o nell’altro era stato papà a guidarmi. Quella notte lo sentivo vicino come non mai. Mi sembrava di vederlo nelle stelle alte sopra di me, in ogni finestra illuminata, nell’albero che mi stavo portando a casa. Non ricordo se incontrai qualcuno lungo la strada. Probabilmente sí, e se cosí fu, dovetti offrire uno spettacolo ben strano: una bambina abbracciata a un abete grosso il doppio di lei, intenta a cantare sottovoce carole natalizie. Ma in quel momento non mi preoccupavano affatto i commenti della gente, lo so.”

 

L’albero velenoso della fede

di Barbara Kingsolver, Alessandra Petrelli

BEAT

“Per Natale la mamma ci regalò biancheria da ricamare. Sapevamo di non doverci aspettare troppo e, per non farcelo dimenticare, il sermone natalizio di papà fu tutto incentrato sulla grazia che bisogna avere nel cuore, per scacciare la bramosia delle cose terrene. Va be’. Come albero di Natale avevamo un ramo di palma conficcato in un secchio pieno di pietre. Mentre eravamo radunate lì intorno aspettando di aprire a turno i pacchetti dei nostri miseri e costruttivi doni, io fissai quel pietoso albero di Natale decorato con angeli di pasta di mandorle bianca che si stava scurendo ai bordi, e decisi che era meglio ignorarlo. Anche se hai appena compiuto quindici anni senza nemmeno una torta di compleanno, è duro essere così mature a Natale.”

 

I ragazzi Burgess

di Elizabeth Strout, S. Castoldi

Fazi Editore

Una settimana prima di Natale Susan comprò un alberello alla stazione di servizio. Zach l’aiutò a decorarlo in soggiorno e la signora Drinkwater scese al piano di sotto portando l’angelo da sistemare come puntale. Susan glielo lasciava fare tutti gli anni da quando la vecchia signora si era trasferita in casa sua, ma dentro di sé non le piaceva quell’angelo, un cimelio appartenuto alla madre della signora Drinkwater, con delle lacrime azzurre ricamate sulla faccia sbrindellata, gonfia per l’imbottitura di cotone. «È gentile da parte tua, mia cara, metterlo sul tuo albero», disse la signora. «A mio marito non piaceva, perciò non lo usavamo mai».”

 

Bar sport

di Stefano Benni

Feltrinelli

“Al bar ci scambiamo i regali. Sigari, cambiali, abbonamenti di tribuna. L’albero, decorato con krapfen e candele di motorino, lampeggia e spande intorno un calore confortante. È indubbiamente Natale. Tacchino per tutti. Ai malati dell’ospedale, dentro al brodo. Al carcere, al manicomio e in caserma. E a mezzanotte, ragazzi, un bel presentatarm a Nostro Signore. Oggi siamo tutti uguali: soprattutto i poveri, ospiti d’onore nei discorsi dei cardinali, nelle riunioni conviviali, nei servizi dei telegiornali. Oggi siamo tutti uguali. Il 26, però vado al Sestrière. Buon Natale.”

 

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