Il Calendario dell’Avvento letterario #22: io che in settimana bianca non ci sono mai stata, ma con Carrère sì

rosso intenso 2

Questa casella è stata scritta e aperta da Federica de Il lunedì dei libri

avventoletterario_22

Sono nata in inverno e il freddo mi piace abbastanza. Sono nata in inverno e il freddo mi piace abbastanza, ma da qualche anno a questa parte non amo tanto il Natale. Sono nata in inverno e il freddo mi piace abbastanza, ma da qualche anno a questa parte non amo tanto il Natale e, cosa importante per la storia che sto per raccontarvi, non sono mai stata in settimana bianca con la scuola.

Non ho mai imparato a sciare, a dire il vero. Avrei avuto più di qualche problema a restare in equilibrio, dicono. Poco male, già mi vedevo rotolare giù dal pendio, diventando una piccola e man mano sempre più grande palla di neve umana. Eppure ricordo che alle medie una professoressa insistentemente provò a convincermi. Per andare in settimana bianca, dico. Chissà per quale motivo avrei dovuto far spendere dei soldi ai miei per andare sulla neve, se proprio non posso mettermi un paio di sci ai piedi. La neve, per fortuna, l’ho vista in altri contesti, anzi: scendeva proprio a fiocchi qualche giorno fa mentre pensavo a che forma dare a quest’articolo.

Quindi io di settimane bianche ne so meno di niente. Mi pare di capire che intorno a queste esperienze compiute spesso e volentieri massimo in età adolescenziale aleggino sempre misteri, quei segreti non detti che però sanno tutti e sguardi d’intesa. Volevo scoprirne di più e farlo grazie a una buona (buonissima) penna, così sono andata in libreria e ho preso La settimana bianca di Emmanuel Carrère, nell’edizione Adelphi con la traduzione dal francese di Maurizia Balmelli.

Com’è stato per me leggere La settimana bianca? In una parola: esaltante. Un romanzo breve, poco più di centotrentapagine. Pieno di neve, di bianco, di freddo, ma anche di mistero, di nero, di quel calore che però non rassicura. Sconvolge. Un noir che è una storia ben raccontata e che diventa anche quasi un romanzo di formazione, di crescita e di crudo impatto con le difficoltà. Protagonista è Nicolas, ragazzino che in quella settimana bianca sembra quasi un pesce fuor d’acqua e che proprio in questa situazione capirà molto di più sulla propria vita e sulle persone che ne fanno parte.

La settimana bianca è stato il mio primo Carrère. Adesso non vedo l’ora di recuperare tutta la sua produzione letteraria. Un romanzo che vi consiglio se volete trascorrere una di queste sere natalizie a colpi di camino, divano, copertina e voglia di scoprire cosa sta succedendo sulla neve.

Ma loro non sarebbero usciti. Sarebbero rimasti tutta la notte stretti nel loro rifugio, trincerati nel cuore del carnaio, con le guance bagnate da un liquido caldo, forse il sangue di una ferita o le lacrime dell’altro. Sarebbero rimasti lì, tremanti. Nella notte senza fine. Magari per non uscirne mai più.

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s