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Questa casella è scritta e aperta da Chiara di Librofilia.

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Alzi la mano chi di voi, per Natale, non ha mai ricevuto in regalo un libro, oppure chi non ne ha mai regalato uno.

Bene, ora chiedetevi se quel libro che avete ricevuto in regalo – oppure che avete donato – è stato realmente apprezzato e soprattutto se ha soddisfatto i vostri gusti o quelli di chi l’ha ricevuto in dono. Che dite?

Secondo me, il risultato, spacca in due l’opinione pubblica ed evidenzia quanto sia effettivamente complicato e difficile regalare o ricevere in dono un libro: un oggetto apparentemente semplice, fatto solo di carta e di parole, eppure, dannatamente “pericoloso” e fonte imprevedibile di malumori e delusioni.

Utilizzo tutto questo preambolo per confessare che il primo libro che ho ricevuto in regalo per Natale, da una cara amica di famiglia, è stato Piccole donne di Louisa May Alcott e ricordo ancora benissimo tutto l’imbarazzo e la delusione che ho provato scartando quell’ apparentemente innocuo pacchettino. 

Avevo all’incirca otto o nove anni e quello era il periodo nel quale ero in fissa solo per due cose: i Polly Pocket e gli animali – più precisamente i cani – ecco perché scartare il regalo e ritrovarci dentro un libro, per giunta con un titolo che invocava femminilità e imminente pubertà da tutti i pori, mi provocò un vero e proprio colpo al cuore e ci mancò davvero poco a non farmi precipitare in uno stupido pianto.

Inutile dire che, insieme alla delusione, ebbi un vero e proprio rifiuto verso quel regalo che mi condusse ad accantonarlo in un angolo remoto dell’armadio. Eppure, dopo qualche anno, provai davvero a leggere Piccole donne di Louisa May Alcott, ma confesso di non essere mai riuscita a terminarlo e sempre per mille diversi motivi, nemmeno adesso che i libri occupano gran parte della mia vita e che sono in qualche modo la mia stessa vita.

Eppure, se penso al Natale, non posso non ripensare proprio ad un capitolo specifico di Piccole donne intitolato proprio Un lieto Natale, nel quale le sorelle March – Meg, Jo, Beth e Amy – e la loro madre rimuginano sulla loro condizione di povertà e di solitudine, dettata dall’assenza del padre, costretto a partire per il fronte nel bel mezzo della Guerra di Secessione, lasciando da sola la famiglia e proprio a ridosso delle festività natalizie.

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Così le quattro ragazze March, per tirarsi su di morale e per alimentare in qualche modo lo spirito natalizio, inizialmente decidono di comprare un regalo a testa ma successivamente, ripensandoci meglio, decidono invece di unire le loro esigue finanze e di fare qualcosa di più generoso e altruista: comprare un regalo di Natale per la loro adorata madre.

E, proprio come prevede la vera atmosfera magica e festosa del Natale, ecco che, proprio la mattina di Natale, una sorpresa inaspettata e graditissima sarà in grado di allietare il cuore delle quattro ragazze e soprattutto sarà capace di veicolare ancora altro bene.

Detto questo, non preoccupatevi di ricevere il regalo sbagliato – anche se è un libro e voi siete fervidi lettori – oppure di donare l’oggetto sbagliato, perché l’importante è farlo sempre e soltanto con il cuore: i regali vanno e vengono e alcuni, persino, si dimenticano, mentre il bene resta per sempre.