Il Calendario dell’Avvento Letterario #2: Babbo Mark Twain

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Questa casella è scritta e aperta da Valentina di Peek A Book

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Le foto d’epoca ce lo presentano sempre un po’ così, duro, accigliato, questi baffoni che nascondono ogni parvenza di sorriso, ma anche Mark Twain sapeva diventare dolce come il miele, almeno sotto Natale, per le sue figlie.

Nello specifico abbiamo memoria di una lettera che scrisse nientepopodimeno che nelle vesti di Babbo Natale, in risposta a quella che sua figlia Susy aveva inviato al vecchio portatore di regali con la sua richiesta di doni.

Di solito le lettere a Babbo Natale sono a senso unico, si mandano e non si riceve mai risposta, se non sotto forma di desideri esauditi; questa volta, invece, la piccola Susy ha avuto il grande dono di ricevere una risposta, lunga, articolata, la risposta che farebbe tremare di felicità le gambe di ogni bambino.

Ed ecco a voi la lettera di Babbo Natale Twain per Susy:

 

Palazzo di San Nicola, sulla Luna

Mattina di Natale

 

 Mia cara Susy Clemens,

 

ho ricevuto e letto tutte le lettere che mi avete scritto tu e la tua sorellina… so leggere senza alcun problema la grafia frastagliata e fantasiosa, tua e della piccola. Ma ho avuto qualche problema con le lettere che avete dettato a vostra madre e alle balie, perché sono straniero e non so leggere bene in inglese. Vedrete che non ho commesso errori per quanto riguarda le cose che tu e la piccolina avete chiesto nelle vostre lettere – sono sceso lungo il vostro camino a mezzanotte mentre dormivate e vi ho portato tutto personalmente – e ho anche dato un bacio a entrambe… Ma… c’erano una o due piccole richieste che non ho potuto esaudire, perché abbiamo finito le scorte…

 C’erano una o due parole nella lettera della tua mamma che… penso fossero “un baule pieno di vestitini per le bambole”, è così? Mi farò trovare alla porta della cucina intorno alle nove di questa mattina per chiedertelo. Ma non devo vedere nessuno né parlare con nessun altro a parte te. Quando il campanello della cucina suonerà, George deve essere bendato e mandato ad aprire. Devi dire a George di camminare in punta di piedi e di non parlare – altrimenti morirà, un giorno. Quindi devi salire nella cameretta e stare in piedi sulla sedia o sul letto della tata e appoggiare l’orecchio al citofono che dà sulla cucina e, quando io ci fischierò dentro, dovrai dire: «benvenuto, Babbo Natale!» Quindi ti chiederò se era un baule che volevi. Se dirai di sì, ti chiederò di che colore lo vuoi… e dovrai descrivermi in ogni singolo dettaglio le cose che vuoi che contenga. Quindi, quando dirò: «arrivederci e buon Natale alla mia piccola Susy Clemens» tu devi dire «arrivederci, buon vecchio Babbo Natale, ti ringrazio moltissimo». Quindi devi scendere nella biblioteca e dire a George di chiudere tutte le porte che danno sulla sala e tutti devono stare fermi per un pochino. Andrò sulla Luna e, in pochi minuti, prenderò le cose che mi avete chiesto, tornerò passando per il camino della sala – se vuoi un baule – perché non posso far passare un baule dal camino della cameretta, sai… se lascio della neve nella sala, dite a George di spazzarla nel camino perché io non avrò il tempo di farlo. George non dovrà usare la scopa, ma uno straccio – o di nuovo, un giorno morirà… se i miei stivali lasciano una macchia sul marmo, George non dovrà pulirlo con la pietra pomice. Lasciatela lì per sempre a memoria della mia visita, e ogni volta che la guarderai o la mostrerai a qualcuno, deve ricordarti sempre di essere una brava bambina. Ogni volta che ti comporterai male e qualcuno ti indicherà quella macchia che lo stivale del buon vecchio Babbo Natale ha lasciato sul marmo, cosa dirai, piccolo tesoro mio?

Arrivederci tra pochi minuti, quando verrò sulla terra e suonerò il campanello della cucina.

 Il tuo amorevole Babbo Natale,

che ogni tanto viene chiamato Uomo della Luna.

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Non si sa esattamente come sia andata quella mattina, come si sia comportata Susy dopo aver letto e ricevuto la lettera, però ne è arrivata un’altra  fino a noi scritta dalla piccola, nella quale racconta del suo incontro con Babbo Natale (Mark Twain travestito?). Eccone uno stralcio:

 

[…] Una sera Rosa e tutti gli altri hanno detto che Babbo Natale sarebbe venuto prima di Natale e si sarebbe fatto vedere da tutti. Rosa ha detto che temeva che Babbo Natale non sarebbe venuto da noi perché non siamo tedeschi [in quel periodo la famiglia di Twain si trovava a Monaco, in Germania]. Mamma e tutti gli altri hanno detto che pensavano che Babbo Natale non sarebbe venuto. Quando mamma si è seduta a tavola, per mangiare il dolce, abbiamo sentito bussare alla porta ed è entrata Fraulein Dahlweiner e, dietro di lei, Babbo Natale. È entrato portando un sacco di tela e ha detto «Noch ein Sach!» («Un altro sacco!»). Ha tirato fuori un pacchetto, e quel pacchetto conteneva delle candele, poi ha tirato fuori due bambole, poi delle noci dorate e delle mele e delle gemme. Er hat gesagt (ha detto): «Wenn du nicht brav bischt, denn gibt es ‘was!» («Se non fai la brava le prendi!»). Aveva in testa un cappellone e continuava a coprirsi, non voleva che nessuno lo vedesse in faccia. L’ho guardato in faccia, a lungo, e ha riso. Andandosene ha detto: «Ich hab’ viele unnadige Knabe’n dass ich in Wasser [hinein] werfen muss, und wieder naus nehmen» («Ho un sacco di bambini cattivi da buttare in acqua e poi tirare fuori») – quindi ha salutato e se n’è andato. Questo è tutto, per quanto riguarda Babbo Natale. […]

Olivia L. e Olivia Susan (Susy) Clemens

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“L’ho guardato in faccia, a lungo, e ha riso”, chissà se Susy ha intravisto sotto la barba di Babbo Natale le fattezze del suo papà, chissà se l’ha riconosciuto dalla risata, chissà se le è venuto un piccolo dubbio.

E, soprattutto, chissà se i suoi piccoli aiutanti erano Tom Sawyer e Huckleberry Finn 😉

 

 

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