La saga dei Cazalet

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Prima di scrivere questo post, ho preferito finire tutti i capitoli per avere un’idea più completa della saga familiare creata dalla penna (brillante e inglese to the core) di Elizabeth Jane Howard.

In realtà, devo ammettere che, semplicemente, non sono riuscita a fermarmi. Non mi capitava da tempo (specie perché da mesi sono assorbita da preoccupazioni poco letterarie) di perdermi totalmente in una storia, divisa tra due desideri contrastanti: che il capitolo in lettura finisse presto, per passare al successivo e inseguire le sorti dei miei amati Cazalet, e che i capitoli della saga non finissero mai.

Ho appena chiuso l’ultimo (All Change, per il momento disponibile solo in inglese – io ho quest’edizione) e non ho potuto fare a meno di versare qualche lacrimuccia, perché so che i Cazalet mi mancheranno, terribilmente. Con loro si chiude un’intera epoca della storia inglese: quella dominata dalla gentry, da uno stile di vita lento, armonico e raffinato, da ville in campagna per le vacanze e appartamenti a Londra per la season e i balli delle debuttanti, dalla – pressoché – totale incapacità di questa classe sociale di guardare al di fuori della sua propria bolla – e delle convinzioni Tory ereditate dai padri e dai nonni – e di rendersi conto dei problemi, delle sfide, della povertà del resto della nazione.

Perdonatemi: presa dalla foga, sto iniziando dalla fine, il che non ha molto senso. Facciamo quindi un (bel) passo indietro.

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Quella dei Cazalet è una saga familiare in cinque volumi, pubblicati tra il 1990 e il 2013 (l’anno prima della morte della Howard). Fazi ha avuto l’ottima idea di portare i Cazalet in Italia, pubblicando i primi tre volumi del ciclo nella traduzione di Manuela Francescon: Gli anni della leggerezza (The light years, 1990); Il tempo dell’attesa (Marking time, 1991); Confusione (Confusion, 1993). Seguono altri due volumi, che Fazi pubblicherà prossimamente: Casting off (1995) e All Change (2013).

Le vicende narrate vanno dal 1937 al 1958: un ventennio che vede le generazioni di Cazalet succedersi, l’avvento di Hitler, un sanguinoso conflitto mondiale, la disfatta dei Tory e l’affermarsi dei labouristi e un’infinità di cambiamenti economici e, soprattutto, sociali che colpiscono in modo particolare i protagonisti, ricchi imprenditori dediti da decenni al commercio di legname raro e pregiato.

Per evitare che vi perdiate nella trama familiare dei Cazalet, cercherò di presentarvi i personaggi principali:

–           il Generale e la Duchessa, capostipiti della famiglia, eredi della rigida morale vittoriana, ostinatamente contrari a ogni tipo di cambiamento;

–           Hugh, Edward, Rupert e Rachel, figli del Generale e della Duchessa, tutti molto diversi tra loro: Edward è affascinante, ama le belle donne, il buon vino, il buon cibo e la caccia; Hugh, rimasto duramente segnato dalla prima guerra mondiale, nel corso della quale ha perso una mano e a causa della quale soffre di feroci mal di testa, ha ereditato dal padre un rigido senso del dovere e un’inflessibile resistenza al cambiamento, attenuati dall’amore per sua moglie Sybil; Rupert, eternamente indeciso, dal temperamento artistico, ha perso la prima moglie Isobel, morta di parto, e si è risposato con la bellissima Zoë, frivola, vanesia e capricciosa, che fatica a mettersi nei panni di matrigna dei figli di Rupert, Clary e Neville; Rachel, tutta compresa dal suo ruolo di unica figlia femmina che deve prendersi cura dei genitori – un po’ di tutti, in realtà – che nasconde accuratamente il suo amore per l’amica Sid;

–           Villy (la prima moglie di Edward); Diana, l’amante e poi (insopportabile) seconda moglie di Edward; Sybil, la prima moglie di Hugh, morta di cancro; Jemima, la (dolcissima e minuta) seconda moglie di Hugh; Isobel, la prima moglie di Rupert, morta nel dare alla luce Neville; Zoë, la seconda moglie di Rupert; Sid, l’amica, innamorata e poi amante di Rachel;

–           Louise, Teddy, Lydia e Roly, i figli di Edward e Villy; Polly, Simon e Wills, i figli di Hugh e Sybil; Laura, la figlia di Hugh e Jemima; Clary e Neville, i figli di Rupert e Isobel; Juliet e Georgie, i figli di Rupert e Zoë.

Vi risparmio i nomi dei Cazalet di quarta generazione (che trovate principalmente nel quinto e ultimo capitolo della saga) perché vi immagino già persi tra figli di primo e secondo letto; accludo però questo comodo albero genealogico, made in Fazi, per facilitarvi la navigazione.

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Dopo questo (lunghissimo) preambolo, giungiamo al punto: perché leggere (e amare) la saga dei Cazalet? Perché, come spiegavo prima, non si può fare a meno di amarli. Perché la Howard ha una penna magica, capace di far perdere al lettore la cognizione dello spazio e del tempo. Perché offre un affresco storico interessantissimo: la calma prima della tempesta, la vita tranquilla e ordinata prima dello scoppio della guerra, fatta di weekend in campagna, battute di caccia, ricami e acquarelli, piccole e grandi rivalità familiari, amori contrastati, tè del pomeriggio (a proposito, questo libro è una vera e propria miniera di spunti in materia di ricette letterarie); lo scoppio della guerra, la vita con gli uomini al fronte, l’ansia per i propri cari lontani, la paziente disperazione di chi aspetta un padre, un marito disperso, i coupon per il cibo e per i vestiti; crescere durante la guerra, diventare adolescenti e poi donne quando nessuno ha tempo di spiegare la difficile transizione, vivere isolati in campagna, annoiarsi e sognare le mille luci di Londra; innamorarsi per la prima volta, sperimentare sulla pelle (come un taglio profondo, come un’ustione) l’incommensurabile dolore del rifiuto; essere donna in un mondo di uomini, poi di uomini al fronte, in una società che consegna ancora il destino delle ragazze al matrimonio e alla maternità, e trovare il coraggio di inseguire le proprie ambizioni artistiche e letterarie, di sposarsi solo per amore, di divorziare, di seguire il proprio cuore.

Nel corso dei cinque capitoli ho sviluppato le (inevitabili) simpatie e antipatie per i vari personaggi: se non ho sopportato Edward e Diana, ho amato Polly, Clary, Zoë e Archie, paziente amico di famiglia dell’intero clan (almeno fino all’ultimo libro, quand’è successo qualcosa che ha distrutto un po’ l’immagine di cavaliere senza macchia e senza paura che avevo di lui e l’ha relegato – parzialmente – nella categoria degli #uominichenonsapevanoamare).

Polly è bellissima, ma non ha una grande considerazione di sé: è afflitta dall’ansia di non avere una vocazione precisa, di non reputarsi particolarmente intelligente o brillante, di non sapere cosa fare della sua vita. Un grande amore non corrisposto – il primo, il più devastante – la allontana da Clary, sua compagna di avventure da sempre, e, se la fa chiudere un po’ in se’, non le fa perdere quella dolcezza e quell’ottimismo che le garantiranno il suo lieto fine, se pur molto diverso da quello che si aspettava.

Zoë, all’inizio del primo libro della saga, è un personaggio francamente insopportabile: innamorata di se stessa, sgarbata con la madre, petulante col marito Rupert, di cui vuole l’attenzione continua ed esclusiva, insofferente nei confronti di Clary e Neville, ai quali non riesce assolutamente a fare da matrigna. Tuttavia, nel corso della saga, è uno dei personaggi che cresce, cambia e matura di più: attraverso la perdita, il dolore, un grande amore terminato in tragedia, un tradimento dalle conseguenze devastanti, la maternità portata avanti da sola, con Rupert disperso in Francia, Zoë impara l’arte della pazienza, dell’empatia e della comprensione. Smette di guardarsi continuamente allo specchio e inizia invece a guardare (e a vedere) gli altri. Accetta finalmente di essere diventata una Cazalet e si integra perfettamente nel tessuto sociale della famiglia, sviluppando un’inaspettata amicizia con la Duchessa. Cosa più importante di tutte, Zoë impara ad amare; impara anche ad essere umile, a contare solo su se stessa, ad affrontare gli ostacoli, a domare l’arte di perdere. È questo che la rende davvero bella.

Clary è il mio personaggio preferito in assoluto: è una ragazzina solitaria, che ha perso la madre da piccolissima e poi è costretta ad affrontare anni di angoscia per l’assenza del padre Rupert, disperso in Francia. Non è particolarmente bella, è sempre spettinata, piena di macchie e di cicatrici: ma ha un cuore d’oro, un’anima bella e generosa, un’indole creativa e una fede incrollabile. Aspetta il padre per anni, quando tutti lo credono ormai morto; scrive per anni un diario da consegnargli al suo ritorno e si consola inventando storie fantasiose sulle sue vicissitudini in Francia. Clary non conosce le mezze misure: ama o odia, e si butta a capofitto nelle cose. Si butta a capofitto anche nel primo amore, uscendone ammaccata e depressa; tuttavia, grazie all’aiuto di Archie, che le sta vicino tutta la vita, si rifiuta di farsi sopraffare dal cinismo e si dedica invece al suo primo romanzo. La sua vita non sarà mai perfetta: caotica, disordinata, squattrinata, ma sempre piena d’amore, di generosità e di fiducia nell’altro, anche nei momenti più cupi della sua esistenza.

I Cazalet mi hanno fatto innamorare, sorridere e piangere insieme a loro, e mi mancano già terribilmente, tanto che il mio fine settimana, tra una zucca e l’altra (sì, adoro Halloween), sarà quasi interamente dedicato alla miniserie che la BBC ha fortunatamente dedicato alla saga familiare (fan di Downton Abbey, c’è anche Hugh Bonneville, nei panni di Hugh Cazalet).

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Soundtrack: Leaving the table, dall’ultimo (bellissimo) disco del mio amato Leonard Cohen, You Want It Darker)

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Gli anni della leggerezza: La saga dei Cazalet 1

Il tempo dell’attesa. La saga dei Cazalet: 2

Confusione. La saga dei Cazalet: 3

Casting Off: Cazalet Chronicles Book 4 by Jane Howard, Elizabeth (2013) Paperback

All Change (The Cazalet Chronicle)

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23 thoughts on “La saga dei Cazalet

  1. riruinglasgow says:

    Mi era arrivata la newsletter di Fazi con questo libro e poi mi e’ apparso anche altrove, deve essere uno di quelli che prima o poi vanno letti, lo dice il cosmo! Ho appena finito preghiera per un amico di Irving, lo hai mai letto? E’ molto bello. Adesso ne ho un paio pronti, devo capire di cosa ho voglia!

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  2. Valentina says:

    Io ho letto solo i primi tre, perché per star dietro a tante cose non ho il tempo di cercarmi gli altri due in inglese, aspetto Fazi. Sono d’accordo con tutto quello che hai detto, è una saga magnifica e la Howard racconta la storia dei Cazalet con grande eleganza e – allo stesso tempo – forza. Per me è incredibile il modo in cui riesce a trattare diversi argomenti anche scottanti (almeno per quell’epoca) in modo naturale, senza cadere nel volgare. E mi riferisco all’omosessualità, all’adulterio, e via dicendo.
    Bellissimi, non vedo l’ora che escano gli altri volumi.

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  3. margherita says:

    Che bellezza questo post, condivido ognuna delle tue impressioni.
    La Cazalet-mania è una cosa che va celebrata e condivisa!
    Ho finito di leggere da poco Confusione ed è inutile dire che aspetto il prossimo e poi l’altro ancora come manna dal cielo.
    Che narratrice raffinata la Howard.
    (Ho scoperto l’esistenza della miniserie BBC poche ore fa e la cosa mi ha spiazzato. Perché nessuno ne ha parlato in Italia?)

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  4. Athenae Noctua says:

    Una saga eccezionale, travolgente, appassionante… ha l’unico difetto di essere destinata a finire, promettendo già un grosso vuoto nel cuore di noi lettori, ormai dipendenti da questa magia letteraria! 🙂

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  5. sossolty says:

    Sì, tutto molto bello ma un ALLARME SPOILER grosso come l’Inghilterra forse sarebbe stato utile! In alto, fiammeggiante, in quattro dimensioni. Nella descrizione dei personaggi è ingiusto descrivere Diana come “seconda moglie di Edward”, si sta già dicendo troppo, non serve specificarlo. E soprattutto lo spoiler su Archie nell’ultimo libro, dai! Sono a pagina 211 di Confusione e sono molto triste.

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      • sossolty says:

        Beh, allora avresti potuto/dovuto specificarlo subito: “ehi tu, non leggere l’articolo se non hai finito la saga!” Chi si imbatte nell’articolo per informarsi, e magari decidere se approcciarsi o meno ai Cazalet, si trova penalizzato nella lettura, ahimè, perché sa già dove si va a parare (almeno riguardo Diana e Archie) ed è un peccato. Come te condivido(evo) la visione cavalleresca di Archie e ora mi ritrovo ad aver già macchiato la mia idea del personaggio. Sono abituata a leggere/guardare video su libri e film e ogni volta che si va in profondità nella descrizione della trama viene ben specificato.

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      • ophelinhap says:

        Ripeto, l’articolo si chiama ‘La saga dei Cazalet’. Non ‘Confusione’ o ‘Il tempo dell’attesa’ o altro. All’inizio preciso che parlo di tutti i libri della saga – tautologico, no? Buona continuazione.

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  6. sossolty says:

    Tautologico non credo proprio. Inoltre ritengo piuttosto improbabile che la Saga sia stata portata a termine da un gran numero di lettori dato che gli ultimi due volumi devono ancora essere pubblicati in Italia (e proprio per questo l’avviso spoiler è doveroso: non è così scontato andare a recuperare i volumi in lingua a costo di leggerli e dunque non saranno in tanti ad aver concluso la lettura). Nei commenti precedenti, infatti, noto che soltanto gente che si trova ancora a metà lettura come me ha letto il tuo articolo e, d’altronde, come potrebbe essere diverso?! Dunque il tuo discorso riguardo il target di lettori del tuo articolo (“ovviamente da leggere solo dopo aver finito, non a metà dei capitoli 😉”) non mi convince. Avresti potuto pubblicarlo quando tutti i volumi sarebbero stati disponibili anche in Italia. Mi spiace e la chiudo qui.

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    • ophelinhap says:

      I lettori del mio blog sanno che propongo spesso testi in inglese non ancora pubblicati in Italia. D’altro canto, questo blog è uno spazio personale, che riflette le mie letture, quindi ho scritto e pubblicato questo post (sull’intera saga dei Cazalet, quindi sì, su tutti e cinque i libri, come anticipato da titolo e ripreso nell’introduzione) alla fine del mio ciclo di lettura. Non credo di riuscire ad essere più chiara di così, anche perché non andrei mai sullo spazio di qualcun altro (non conoscendo poi il suo stile e il suo blog) per dirgli/dirle come gestire i suoi articoli, quindi sono un po’basita.
      Buon weekend.

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  7. Francesca says:

    Manuela, ( mi permetto di darti del tu dopo che sono stata ospite da voi a Bruxelles in qualità di amica di Eleonora un paio di anni fa) questo post è stato una salvezza!
    Ho appena finito volume 5 e nell’attesa di ricevere il DVD della serie (prontamente ordinato su Amazon come ogni addicted che si rispetti) mi sono sentita subito sola!
    Trovare gente che parla dei Cazalet come fossero propri parenti e con cui condividere le antipatie ( Diana Diana Diana ), le simpatie , i farotismi ( #teamClery ), e tutte le emozioni provate leggendo è stato meraviglioso!
    Bellissimo sito! Bellissima community di lettori !!!

    Un saluto da Roma, Home Place dei poveri ! 🙂

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