Un’ora con…Elisa Ponassi de La Lettrice Rampante

Lettrice supersonica, la Lettrice Rampante non ha bisogno di molte presentazioni. Le lascio quindi la parola, e auguro a voi buona lettura e buon mercoledì di fine febbraio.

foto_Elisa

1)    La Lettrice Rampante: come e perché?

La lettrice rampante è nato un po’ per caso, ormai sei anni fa, come una sorta di spin-off del mio vecchio blog personale, ora chiuso.
Mi ero resa conto che per metabolizzare per bene un libro, per poterlo lasciare andare e passare a un altro, avevo bisogno di parlarne. Non potevo certo affliggere parenti e amici con lunghi monologhi su libri che magari neanche avevano letto, quindi avevo iniziato a scriverne su quel primo blog. Presto però le recensioni avevano preso il sopravvento su tutto il resto e alla fine mi è sembrato naturale creare un spazio a loro completamente dedicato.
Qualche anno dopo, ho poi creato un’omonima pagina Facebook, che mi ha aiutato molto a farlo conoscere e ad arrivare a molti più lettori.

 

2)    Chi c’è dietro La Lettrice Rampante?

Dietro La Lettrice Rampante c’è Elisa, una trentenne piemontese timidissima, che ha una laurea in Traduzione e che sogna da sempre di lavorare con i libri.
Al momento lo faccio come editor per una piccola casa editrice e, da poco più di un anno, anche come traduttrice (solo di manuali per il momento, ma sono sicura che presto arriverà anche il primo romanzo!) Spero con il tempo di poter consolidare queste due attività e farle diventare il mio unico lavoro.
E poi c’è, ovviamente, una lettrice appassionata, con gusti e preferenze di lettura molto varie, e a volte forse un tantino snob,  che crede davvero che i libri possano cambiare la vita, o almeno alcune sfumature di essa, delle persone che li leggono.

Ah sì, dietro la lettrice rampante c’è anche il lettore rampante, citiamolo se no si offende. Lui è co-protagonista di buffi siparietti domestici-letterari, è un grande lettore e soprattutto un campione di sostegno, pazienza e sopportazione.

 

3)    Il tuo scaffale d’oro

Domanda difficile questa, perché la lista dei miei imperdibili, ovvero quei libri che in un modo o nell’altro mi hanno cambiato la vita, è davvero molto lunga.

Però, per selezionarne alcuni, direi: Don Chisciotte di Miguel de Cervantes e Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez come assolutamente imprescindibili. Poi Follie di Brooklyn di Paul Auster, tutti e quattro i romanzi di Elizabeth Strout (iniziando da Olive Kitteridge), i racconti di Alice Munro, più o meno qualunque cosa di Raymond Carver e Ho paura torero di Pedro Lemembel.
Aggiungo poi anche Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg (e già che ci sente guardatevi anche il film) e In viaggio contromano di Michael Zaadorian, libri che mi più di tutti gli altri mi hanno fatto commuovere.
Per quanto riguarda gli italiani, per quanto non siano alta letteratura, i gialli di Marco Malvaldi e di Antonio Manzini negli ultimi anni mi stanno tenendo tanta compagnia, e mi mancherebbero se non ci fossero.
Sul mio scaffale d’oro non possono poi mancare i fumetti: i Peanuts di Schulz, soprattutto, ma anche Calvin & Hobbes di Watterson e la mitica Mafalda di Quino.

 

4)    Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente

Non c’è un personaggio preciso in cui mi immedesimo, ma ne cerco sempre uno in ogni libro che leggo, uno che mi faccia dire “ok, questo o questa potrei essere io”. E quasi sempre uno o una che abbiano delle caratteristiche che sento mie riesco a trovarlo.
Ho una certa predilezione per i personaggi semplici, all’apparenza ingenui, che però riescono sempre a trovare il lato bello e poetico delle piccole cose, delle cose quotidiane, e anche per quelli che si fanno un sacco di seghe mentali. In entrambe le tipologie mi identifico molto.

Se proprio devo scegliere un personaggio, comunque, direi Joanna Rakoff, autrice e protagonista di Un anno con Salinger, non tanto perché sono così ma perché è così che mi piacerebbe diventare, e Lucy dei Peanuts di Shulz, una bambina all’apparenza scorbutica e prepotente, ma dal cuore tenero e piena di insicurezze e fragilità.

 

5)    Se il tuo blog fosse una canzone…

…sarebbe sicuramente stonata, se la cantassi io.
Non ho mai pensato a quale canzone potrebbe fare da colonna sonora al blog. Forse perché non ne ho nemmeno una ben precisa nella mia vita.

C’è però una frase di Cyrano, canzone di Francesco Guccini che racconta la storia del Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, che rappresenta un po’ tutto il mio modo di pensare: “io sono solo un povero cadetto di Guascosgna, però non la sopporto la gente che non sogna”.
Quindi, pur non essendo io un cadetto di Guascogna, forse anche per il blog sceglierei questa canzone.

 

6)    Il tuo rapporto con la scrittura/con la lettura

Inizio dalla lettura, che è più semplice. Leggo tanto, in ogni momento libero, anche se non lo faccio da sempre. Il mio primo approccio con i libri è stato con Pollyanna, quando avevo sette od otto anni. Quando l’ho finito, circa tre mesi dopo, il primo pensiero è stato “col cavolo che mi convincete a leggere di nuovo”. Poi per fortuna sono arrivati Il giornalino di GianBurrasca di Vamba e una versione ridotta per bambini, con le pagine profumate, di Tre uomini in barca di J.K. Jerome e da lì tutto è cambiato. Ora mi è impossibile pensare di non leggere, di non avere un libro in borsa o sul comodino la sera.

Per quanto riguarda la scrittura, il rapporto è più complesso. Fino alla terza liceo scrivevo tantissimo. Su un diario, come quasi tutti i ragazzini della nostra generazione, ma anche molti racconti. Partecipavo a concorsi, li facevo leggere a tutti. Poi qualcosa è cambiato nella mia vita, mi sono ritrovata a dover diventare grande un po’ troppo in fretta e la voglia di scrivere mi è un po’ passata. Ho ricominciato poi qualche anno dopo, con le recensioni, con qualche riflessione sempre legata al mondo dei libri e con gli articoli di cultura che da anni scrivo per un giornale locale. E per ora mi va benissimo così. Non credo che chi legga tanti libri debba per forza poi doverne scrivere uno suo (dovrebbe essere vero il contrario però, che chi scrive legge, ma sappiamo bene che non è così).

 

7)    Progetti in cantiere
Il blog è tornato un po’ alle sue origini e ora ci si trovano principalmente recensioni. Mie e, da poco, anche del lettore rampante, che ogni tanto si cimenta con qualche consiglio o sconsiglio (solitamente un po’ più nerd rispetto ai miei).
Poi a dicembre è partito “Una valigia di libri”, un progetto “fisico”, che si svolge in una piccola libreria di Caluso, in provincia di Torino, creato insieme a Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri. Si tratta di sei incontri, a ognuno dei quali è associato un continente, in cui noi e tutti i partecipanti possono presentare un libro o un autore legato proprio a quel continente. Lo scopo è quello di conoscere e far conoscere più libri e autori possibile.

Per quanto riguarda il blog, mi piacerebbe riuscire a inventarmi qualcosa che riguardi la traduzione e i traduttori, a volte un po’ troppo bistrattati dai lettori, a cui mi piacerebbe riuscire a dare sul blog la giusta visibilità e il giusto merito. Vedremo!

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