Il Calendario dell’Avvento Letterario#16: un Natale Regency con Jane Austen

bannervale

Questa casella, aperta da me medesima, è dedicata a Jane Austen, nata il 16 dicembre 1775, e corredata da una strenna gastro-letteraria offerta da Sigrid de Il cavoletto di Bruxelles.

janefruitcake

Inghilterra, fine XVIII secolo: dopo l’embargo del Natale imposto dai Puritani, si ricomincia a festeggiare la stagione dell’agrifoglio e dello Yule, il ceppo natalizio messo ad ardere nel caminetto la notte di Natale.
Prima dell’epoca Regency non era stata certo the season to be jolly, la stagione dell’allegria, come predica un famoso Christmas carol: nel 1644, Oliver Cromwell aveva deciso di bandire il Natale, sostenendo che favoriva piaceri dei sensi e della carne in grado di obnubilare l’essenza religiosa della festività. I Puritani, in generale, non amavano il Natale perchè lo associavano alla chiesa di Roma, e sostenevano che nelle Sacre Scritture non ci fosse alcuna menzione del 25 dicembre: si trattava semplicemente di un tentativo della chiesa cattolica di incorporare la festività pagana del solstizio d’inverno, svuotandola della sua valenza profana e attribuendogliene una sacra, incoraggiando al tempo stesso i fedeli agli eccessi. I canti di Natale erano stati proibiti, e chiunque si fosse azzardato a cucinare un’oca, una torta o un pudding natalizio sarebbe stato punito con la confisca del bene incriminato e multe salate.

Fortunatamente, Jane Austen e sua sorella Cassandra vivono nell’era georgiana (1714 – 1830), ben più liberale e permissiva nei confronti del Natale. Il periodo georgiano prende il nome dal primo dei  quatto Hannover ad essere insignito della corona reale in suolo britannico, George I. Il periodo della reggenza degli Hannover, da George I a George IV, viene per l’appunto chiamato Regency. E, parlando di Regency, si parla di Jane Austen quasi per antonomasia, identificando il momento storico con la pubblicazione e diffusione dei suoi romanzi, che a loro volta definiscono canoni di abbigliamento e di comportamento che diventeranno tratti essenziali dello stesso periodo Regency.

sketch-of-a-christmas-celebration-republic-of-pemberley

Jane e Cassandra, come le altre ragazze dell’epoca, decorano la loro casa (il rettorato di Steventon) di agrifoglio, alloro, rosmarino ed edera. Anche la frutta fresca – specie arance, mele e limoni – viene usata per decorare, sia per il suo profumo, sia come indicatore dello status sociale della famiglia, in grado di permettersi frutta fuori stagione o addirittura in possesso di una serra riscaldata. Si inizia a decorare la casa il giorno della vigilia di Natale: farlo prima porta male.

kissing bough

georgian dining room

A Natale iniziano i dodici giorni di Natale (vi ricordate il Christmas carol di cui vi parlavo qualche casella fa?), che culminano nella Twelfth night, la dodicesima notte, che celebra l’arrivo dell’Epifania. Dalle sue lettere, sappiamo che Jane Austen festeggiava i dodici giorni di Natale: un turbinio di giochi, come sciarade e tableaux vivants (rappresentazioni di quadri viventi), balli e pietanze tipicamente natalizie, come le mince pies (la cui origine risale addirittura all’epoca delle Crociate) nella variante con e senza carne, la Twelfth Night cake, un sacco di punch diversi e l’immancabile Christmas pudding, di cui torneremo a parlare più tardi.

getting-ready-for-a-game-19011
Ogni famiglia si prepara a ricevere un flusso costante di ospiti: in particolare, giovani in età da matrimonio – o quantomeno da fidanzamento – di ritorno da università, rettorati, reggimenti, navi della marina inglese. Così il Natale Regency, oltre ad essere la stagione della gioia, dei balli e dell’agrifoglio, diventa la stagione del match-making: è il momento di sistemare quelle fanciulle in età da marito che rischiano di vedersi condannate a una vita solitaria di zitelle dai mezzi limitati (ad essere sinceri, quello che sembra più preoccupare le fanciulle dell’epoca è la mancanza di mezzi più che la mancanza di marito. Erano delle Bridget Jones in crinoline e mussoline, insomma).

The mistletoe or Christmas gambols, c1796 British Museum 1884

The mistletoe or Christmas gambols, c1796 British Museum 1884

Il Natale del 1795 è particolarmente significativo per Jane Austen: a vent’anni si innamora per la prima volta, e si ritrova per la prima volta col cuore spezzato (ironico come le due cose tendano ad andare insieme…)
L’oggetto della sua infatuazione è il giovane, affascinante Thomas Langlois Lefroy, di origini irlandesi, studente di legge, venuto in Inghilterra a trascorrere il Natale con sua zia, Madam Lefroy.

Tom Lefroy
Jane è giovane, carina, fresca, entusiasta, vivace, molto più disinibita, impulsiva e incline al flirt di quello che si potrebbe pensare.
Claire Tomalin, autrice della biografia Jane Austen: A Life, scrive della Austen:
“(Jane) was already greatly admired among the many gentlemen of the neighborhood, and it was to become a moot point with her whether flirtation or novel-writing afforded her greater delight. On the whole, she rather inclined to believe that it must be flirtation…”
(Jane era già oggetto dell’ammirazione di molti gentiluomini dei dintorni, tanto che viene  da chiedersi se lei stessa traesse più piacere dai flirt o dalla scrittura. Nel complesso, propendeva per il flirt…)

SL-christmas-eras-_2757594b

Galeotti sono i balli, che a Natale sono più numerosi che mai e offrono intrattenimento alla gentry di campagna e ai loro ospiti. I balli sono una delle poche occasioni in cui si può parlare privatamente con persone dell’altro sesso, complici il rumore e la confusione di sale affollate e una prossimità fisica più unica che rara. Ci sono comunque tutta una serie di norme sociali da rispettare: non si può danzare con una fanciulla che non si conosce senza prima aver chiesto di essere presentati; ballare con uno sconosciuto può portare una ragazza alla rovina sociale; se una ragazza rifiuta di ballare con qualcuno che non le garba, deve rifiutare di ballare con tutti gli altri (per questo, in Orgoglio e pregiudizio, Elizabeth Bennet acconsente alla richiesta dell’odioso cugino Collins, che la prenota per due danze –  il numero massimo di balli concesssi con lo stesso partner).

pudding3
A vent’anni, Jane adora i balli; segue le ultime mode e tendenze in fatto di abbigliamento e capigliature ed è instancabile, vantandosi con la sorella Cassandra di aver danzato venti balli di fila, senza fermarsi nè stancarsi. Jane e Tom flirtano apertamente nelle sale da ballo – e non solo – attirando l’attenzione di tutti e diventando oggetto di pettegolezzi e preoccupazioni per le rispettive famiglie. Jane sa che il soggiorno di Tom nello Hampshire è limitato nel tempo: ma ha deciso di innamorarsi, e niente riesce a farla desistere dal suo proposito, nemmeno la mancanza di prospettive  concrete dei due innamorati.

Jane sembra convinta dell’affetto e delle costanza del suo innamorato, tanto da scrivere alla sorella Cassandra – che la rimprovera per la sua imprudenza – di aspettarsi una proposta di matrimonio da Tom nel corso dell’ultimo ballo a cui avrebbero partecipato tutti e due, ad Ashe. Le preannuncia, scherzosamente, che ha intenzione di rifiutare, a meno che lui non riununci ad indossare un cappotto bianco, per via del quale Jane l’ha preso in giro più volte.
Tuttavia, il ballo tanto atteso, nei confronti del quale Jane ha nutrito tante speranze, è destinato a spezzarle il cuore: Tom non vi parteciperà, costretto dalla sua famiglia a partire immediatamente per  Londra per evitare i danni e le conseguenze di un fidanzamento tra due giovani quasi del tutto sprovvisti di mezzi. La famiglia di Tom era povera, la sua istruzione era pagata da un vecchio zio benestante; la stessa Jane non aveva di certo una dote che potesse permetterle di sposarsi per amore.
I due sono destinati a non rivedersi mai più. Lo stesso fatidico venerdì del ballo rovinato, del fidanzamento mancato, Jane scrive alla sorella Cassandra:
“At lenght the day is come on which I have to flirt my last with Tom Lefroy, and when you receive this it will be over. My tears flow as I write at the melancholy idea”
(Alla fine è giunto il giorno che ha messo termine al mio flirt con Tom Lefroy, e, quando riceverai questa mia lettera, tutto sarà già finito. Alla sola idea, lacrime di malinconia scorrono copiose mentre scrivo).

Dal film

Dal film “Becoming Jane”

Da quel famigerato Natale del 1795, Jane porta con l’amara consapevolezza della vulnerabilità, del desiderio, della passione amorosa, delle farfalle nello stomaco, della speranza, del dolore della perdita. Scrive Michiko Kakutani, celeberrimo e temuto critico del New York Times:

“No doubt the disappointment of this love affair galvanized feelings of vulnerability and defensiveness that Austen felt as a child. It was in the months after Lefroy’s departure from Hampshire that Austen turned incresingly to writing”.
(Non c’è dubbio che la delusione amorosa abbia galvanizzato un senso di vulnerabilità e impotenza che la Austen nutriva fin da piccola. Proprio nei mesi successivi alla partenza di Lefroy dallo Hampshire, la Austen si dedica sempre di più alla scrittura).

0b6456b04dfeba613a5ba93992a2f3d8

Jane è stata bruciata: ha amato ed è stata lasciata, senza nemmeno poter vedere Tom un’ultima volta, senza nemmeno dirgli addio. Se lui chiama la prima figlia Jane Christmas Lefroy, lei trasforma passione amorosa e dolore in grande letteratura, condendo il tutto di una buona dose delle sua inimitabile ironia.

Mi piace pensare che il cuore spezzato di Jane abbia trovato sollievo tra le braccia dell’amata sorella Cassandra e quelle materne. Mi piace pensare che Jane sia stata assorbita dai preparativi degli ultimi giorni delle festività natalizie, e abbia preferito essere attiva, scendendo ad aiutare in cucina, magari preparando il bread pudding di mamma Austen, che oggi potete provare a preparare anche voi, grazie a Sigrid de Il cavoletto di Bruxelles . Sigrid, ispirandosi a questa ricetta in versi di mamma Austen, ha ricreato la sua propria variante di bread pudding con un twist à la cavoletto.
La ricetta e le foto che seguono sono opera delle manine, della cucina e della macchina fotografica di Sigrid.

Il bread pudding di Mrs Austen

brioche del giorno dopo 420g
latte 500ml
burro 100g
uvetta di Corinto 100g
zucchero 100d
tuorli 3
acqua di rosa 3 cucchiai
cardamomo macinato mezzo cucchiaino
chiodi di garofano 3
noce moscata una grattugiata
una bustina di tè nero

1. Preparare una tazza di tè, versarla sull’uvetta e lasciare in ammollo per 10 minuti.
2. Tagliare la brioche a cubetti e versarli in una teglia da forno.
3. Portare il latte a ebollizione insieme al cardamomo e ai chiodi di garofano.
4. Preparare una crema inglese: sbattere i tuorli con lo zucchero, fino a ottenere un composto di color chiaro. Versarci sopra il latte (dal quale avrete tolto i chiodi di garofano), mescolare bene con la frusta, poi riversare il tutto nel pentolino del latte e mescolare con un cucchiaio di legna a fuoco basso (attenzione, il composto non deve bollire) fino a quando la crema si sarà leggermente addensata. Spegnere, incorporare il burro tagliato a pezzettini, l’acqua di rosa e la noce moscata.
5. Scolare l’uvetta e mescolarla con i dadini di brioche. Versare la crema profumata sui dadini di brioche, coprire e lasciar riposare per un paio d’ore o una notte intera.
6. Infornare il tutto a 180°C per circa 50 minuti o fino a quando si forma una crosticina in superficie. Servire tiepido, cosparso di zucchero a velo.

breadpudding1_s (2)

breadpudding3_s (2)

breadpudding2_s (2)

Soundtrack: Deck the halls, un altro dei miei Christmas carols preferiti (deck the halls with boughs of holly, tis the season to be jolly)

Per saperne di più:

A Jane Austen Christmas: Celebrating the Season of Romance, Ribbons and Mistletoe, Carlo De Vito

Bonus extra: un’infografica sul Natale inglese

anglotopia-christmas-infographic1.png

Advertisements

10 thoughts on “Il Calendario dell’Avvento Letterario#16: un Natale Regency con Jane Austen

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s