Il Calendario dell’Avvento Letterario#10: Natale con Fëdor Dostoevskij

bannervale

Questa casella è scritta e aperta da Noemi di Tazzina di caffè

Natale2

A Natale, e tanto più nei giorni che lo precedono, i sentimenti si fanno più intensi e le emozioni si amplificano. Tutto sembra più bello: le luci, i profumi, i sapori, la famiglia, gli amici. Le cose e le persone brillano di nuova bellezza e magia.

Ed ecco che proprio in questa  meravigliosa atmosfera arrivano certi scrittori, con racconti strazianti come questi due, a guastare la festa. Ma non vorrei essere fraintesa: è un guastare buono, lo dico subito, che a guardarlo bene è il più bel regalo che si possa ricevere a Natale, e non solo…

La vocazione di molti maestri, come è il caso senz’altro di Dostoevskij, sembrerebbe proprio quella di inguaribili guastafeste. Se leggerete questi due brani, tratti dai Racconti e romanzi brevi e confezionati da Mursia in questa elegante e piccola strenna di Natale nel 2011 (ma ancora reperibile in commercio), sperimenterete proprio questa sensazione di “guasto” e poi di regalo.

In poche parole, il venerabile Fëdor cosa fa? Prende il Natale e con il suo sguardo innocente, eppure acuminato come la più affilata delle spade, ci costruisce dentro due storie di dolore. Il suo sguardo è quello di chi non può non vedere come vanno le cose.

Ecco come opera, ad esempio nel primo racconto, che comincia in una festicciola di Natale in una casa qualunque:

“Non potevo poi fare a meno di ammirare la saggezza dei padroni di casa nella distribuzione dei doni natalizi: la bambina dalla dote da trecentomila rubli aveva ricevuto una bambola di grande valore; quindi erano seguiti regali di sempre minor costo, in proporzione ai ranghi dei rispettivi genitori di tutti questi bambini fortunati. Infine, l’ultimo bambino, un maschietto di circa dieci anni, magrolino, piccolo, dai capelli rossi, dal viso coperto di efelidi, ricevette soltanto un libro di racconti sulla maestosità della natura, libro senza illustrazioni e perfino senza vignette. Il ragazzino era il figliolo di una povera vedova, istitutrice dei figli del padrone di casa, ed era un fanciullo estremamente timido e alquanto impaurito”.

Noemi2

Qui introduce una situazione che suona a tutti normale, ma che a vederla scritta fa male: i regali di Natale, ma anche tutto il resto della nostra vita, sono proporzionali “ai ranghi”.  Quello che non sappiamo è che non sempre a rimetterci sono i più poveri, ma tocca leggere fino alla fine.

Inoltre Dostoevskij fa un passo avanti, beh altrimenti non sarebbe Dostoevskji (ovvero quello, ricordiamolo, che ha scritto i suoi migliori capolavori dopo essere tornato dai lavori forzati in Siberia…), e questa situazione verrà esaminata, si evolverà e prenderà pieghe inaspettate fino a farci giungere a una conclusione: la realtà è quella che è, talvolta è orribile e spetta alla scrittura svelare questa  faccenda, e consolarci.

Nel secondo racconto l’autore non sarà meno spietato, ma si affiderà alla fantasia. Per concludere con una frase disarmante:

“Non è per inventare un poco che io son romanziere”?

Noemi

Ed è proprio alla fine che scatta il legame più forte con questi due brevi racconti: ci hanno fatto vedere la realtà, e il Natale, anche nei suoi risvolti più drammatici, eppure noi stiamo meglio, siamo grati all’autore, alla sua arte. In una parola: siamo cresciuti insieme.

Advertisements

3 thoughts on “Il Calendario dell’Avvento Letterario#10: Natale con Fëdor Dostoevskij

  1. amisaba says:

    Grazie Noemi per questa casella! Ho appena finito di rileggere I fratelli Karamazov quindi, come dire?, è più facilmente comprensibile per me capire quanto dici dell’autore. E poi di questi racconti non ne sapevo niente.

    Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s