Il Calendario dell’Avvento Letterario#6 – Un Natale a New Orleans

bannervale

Questa casella è scritta e aperta da Marta di La McMusa.

1. truman capote

C’era una volta un bambino preoccupato: aveva più o meno sei anni, viveva in Alabama con alcuni zii e una cara cugina di nome Sook, molto molto più grande di lui, e, che fosse inverno o no, credeva in Santa Claus. Un giorno di dicembre, all’improvviso, il bambino preoccupato ricevette una lettera decisa e misteriosa in cui veniva richiesto.

Veniva richiesto dal padre – un signore lontano che aveva visto poche altre volte nella sua vita e che abitava a New Orleans – che adesso lo invitava a trascorrere il Natale con lui. Padre e figlio, e una manciata di giorni insieme per ricordarsi, forse, di un calore ormai disperso. Spaventato e in lacrime, il bambino disse a Sook che a New Orleans per Natale non ci voleva andare e che avrebbe preferito stare con lei a scartare i regali che Santa Claus avrebbe di certo consegnato sotto l’albero della loro casa di campagna la notte del 24 dicembre: un cappello da cowboy con tanto di lazo, un coltello con il manico di perla, un fucile ad aria con cui sparare ai passeri.

“Non piangere, Buddy. Magari a New Orleans vedrai la neve!”

Il bambino preoccupato, convinto allora dal sogno della neve, prese la corriera e, quando arrivò a New Orleans dopo 400 miglia di terre paludose, per sopportare il distacco, la paura e la solitudine, si mise in attesa di fiocchi bianchi e un poco di magia. Si mise in attesa di un soffio di fiaba abbagliante come abbagliante era stata la neve delle storie che gli leggeva Sook da quando era piccolo per dargli la buonanotte.

Solo che la neve, a New Orleans, non arrivò mai. Né quel Natale, né gli altri. Al suo posto il bambino preoccupato conobbe per la prima volta i suoni e frastuoni dei tram di quella grande città afosa, il vociare della gente nelle strade, la radio e il frigorifero (insieme, nella casa del padre, nel bel mezzo della Grande Depressione), il balcone della stanza da letto con i merletti di ferro, il cortile con i fiori e la fontana a forma di sirena, una mezza dozzina di amiche del padre, un aereo.

2. vintage aeroplane toy

Stava in una vetrina di un negozio di giocattoli. Il giorno prima di Natale, camminando per Canal Street, il bambino preoccupato era rimasto ammaliato: l’aereo aveva i pedali, un motore rosso ed era tanto grosso da poterci entrare dentro e pedalare fino a prendere il volo. Con quell’aereo sì che avrebbe fatto ridere i suoi cugini; con quell’aereo sì che avrebbe potuto correre in mezzo alle nuvole; con quell’aereo sì che Santa Claus l’avrebbe reso felice.

Il bambino preoccupato quella notte si mise a pregare e pregò proprio rivolto a Santa Claus: il Signore raccoglie gli ordini, Santa Claus li consegna sotto forma di regalo. Così diceva Sook.

Fu quella notte stessa, però, che il bambino preoccupato – che di nome faceva Truman e come cognome portava la malinconia agitata di un matrimonio durato poco e finito male tra un ricco uomo d’affari di New Orleans e una tipica southern belle che era stata anche Miss Alabama – scoprì che Santa Claus non esisteva: la piramide di regali sotto l’albero stava sì prendendo forma, ma la stava costruendo il padre, tradendo rumore e prosaicità nel bel mezzo della notte più poetica dell’anno.

“Un ragazzino della tua età non può credere ancora nel Signore. E neanche in Santa Claus.”

Senza lacrime ma con rabbia, Truman pregò allora per un altro padre, che pochi anni dopo arrivò e gli diede il cognome Capote, un’istruzione prestigiosa e una stabilità emotiva che non aveva mai avuto ma che adesso, forse, era troppo tardi per apprezzare. Pregò allora anche per un’altra madre, che da quel Natale fino alla sua morte divenne proprio New Orleans, la città senza neve e con un grosso aeroplano in vetrina, la città dove vivono le sirene, i colori, uomini e donne in costume, e la libertà di poter credere a Santa Claus perché Santa Claus, in fondo, altro non è che la bellezza di avere qualcosa in cui credere.

3. new orleans at xmas

Il racconto One Christmas di Truman Capote – da cui è tratta la mia storia natalizia di oggi – lo potete trovare in una vecchia edizione Garzanti intitolata Un Natale e altri racconti. È una storia  semplicemente perfetta, di cui io ho modificato il finale facendolo convergere sulla vita vera, ma che sulla pagina fa il paio con il celeberrimo (almeno in America) racconto Un ricordo di Natale: nostalgia, dolcezza e amicizia proiettati nell’infanzia e riportati in vita nel presente da uno degli scrittori più amabili e potenti della storia letteraria contemporanea. Non solo americana.

Buon Natale 🙂

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9 thoughts on “Il Calendario dell’Avvento Letterario#6 – Un Natale a New Orleans

  1. La McMusa says:

    Reblogged this on La McMusa and commented:
    Conoscete il calendario dell’avvento di Manuela di “Impressions chosen from another time”? Ogni giorno, dall’1 al 24 dicembre, piccole sorprese letterarie a tema natalizio curate da diversi blogger italiani.

    E oggi tocca a me.
    Per la sesta casella del calendario dell’avvento racconto uno dei primi Natali di Truman Capote nella straordinaria e colorata New Orleans. Una storia dolce e malinconica, che mi fa sentire tanto vicina a uno dei miei preferiti della letteratura americana. E alla sua città, che tanto ho amato anche io ❤

    Buona lettura e buon Natale in arrivo!

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