Il Calendario dell’Avvento Letterario#1 – L’eggnog di Edgar Allan Poe

bannervale

Che siate dei cattivissimi Grinch o degli irriducibili Scrooge, che abbiate deciso di credere o meno a Babbo Natale, che aspettiate con ansia il Gingerbread latte di Starbucks e la legalizzazione del cenone di Natale tutto l’anno o manteniate una ferrea dieta che non comprende il pandoro a colazione, la realtà è una sola: dicembre significa Natale.

Siete dunque davanti a un bivio, e avete due scelte: spegnere la televisione, rinunciare a ogni mezzo di comunicazione, non uscire di casa per un mese e nascondervi sotto il piumone, o trascorrere questo mese insieme a noi.

Chi siamo? Siamo un gruppo di blogger determinati a dare un’impronta meno convenzionale al Natale, e infarcire i giorni prima dell’Avvento, casella dopo casella, di curiosità letterarie, di libri, di poesie, di storie. Di cose belle.

Ogni giorno qui sul blog sarà un blogger diverso (e potrei anticiparvi una lista, ma che razza di sorpresa sarebbe?) ad aprire una casella, svelandone il misterioso contenuto, intrattenendovi così dal primo al ventiquattro dicembre. Potere seguirci anche sui social con l’hashtag #AvventoLetterario.

Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti i partecipanti, in modo particolare Valentina di Peek A Book che mi ha aiutato a organizzare il tutto. Vorrei anche ringraziare Monica Naldi di MoMirAleLo (sito in costruzione), che ha realizzato il nostro banner dell’#AvventoLetterario, e Chiara di Librofilia, che mi ha aiutato a seguire la parte social.

Siete pronti? Siete caldi? Allora infilatevi il vostro maglione con le renne più improponibile e mettetevi comodi.

La prima casella la apro io, e ha quel sapore un po’ anglo-americano che mi piace tanto.

Da cinque anni ormai lavoro con colleghi inglesi (non nella mia amata Albione, purtroppo) e il mio Natale si è arricchito di christmas carols, sciarade e nuove tradizioni eno-gastronomiche.

Una delle mie preferite è bere l’eggnog, un salutare cocktail a base di brandy, uova, latte e noce moscata. L’ho bevuto per la prima volta ad Edimburgo, durante una serata freddissima, mentre cercavo di non congelarmi per arrivare al castello. Sono arrivata brilla e contenta, e Edimburgo mi è sembrata ancora più bella, con quelle atmosfere un po’ Hogwarts, un po’ gotiche. Parlando di gotico, indovinate chi era un altro celebre estimatore dell’eggnog? Edgar Allan Poe, signori e signore.

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Source http://bit.ly/1MSIp6D

 

Il giovane Edgar, studente presso la University of Virginia intorno al 1820, aveva scelto come attività extra-curriculari abbondanti libagioni di apple toddies (brandy di mele, mela cotta, Grand Marnier, moce moscata, scorza di limone) e, per l’appunto, eggnog. Secondo il biografo di Poe, James Albert Harrison,

a sensitive youth, … surrounded by the social circle that thought convivial drinking and card-playing indispensable to remaining at all in polite society, would easily fall in with the habits of his ‘set,’ and perhaps cultivate them with passion or excess.”

(per un ragazzo sensibile, circondato da persone secondo le quali bere e giocare a carte erano elementi indispensabili della vita in società, dev’essere stato facile acquisire i comportamenti del gruppo, forse dedicandosi ad essi con troppa passione, fino a portarli all’eccesso).

In sostanza, non era colpa sua: la sua università era una party school, e il povero ragazzo doveva fare del suo meglio per ambientarsi. Noblesse oblige.

Poe1

Quando lascia l’Università della Virginia per trasferirsi a West Point nel 1830, la sua passione per il brandy è diventata già leggenda. Il suo compagno di stanza, Thomas W. Gibson, lo ricorda affettuosamente con una bottiglia del miglior brandy sempre a portata di mano. La reputazione alcolica accompagna Poe per tutta la vita e anche oltre, tanto che per anni si è pensato che l’alcol fosse stato appunto la causa della sua morte (pare invece che sia morto di rabbia); inoltre, fino a qualche anno fa, un misterioso uomo mascherato, ribattezzato Poe toaster, ha fatto visita alla tomba di Poe ogni anno, in occasione del suo compleanno, lasciando una bottiglia di cognac e tre rose sulla tomba del poeta. Pare che in realtà tutta la vicenda fosse solo una trovata pubblicitaria, escogitata da un fanatico di Poe per celebrarlo.

In ogni caso, il messaggio è chiaro: a Poe piaceva bere, e non gli andava di certo di aspettare Natale per dedicarsi a drinking games a base di eggnog. Fortunatamente, il poeta era in possesso di una ricetta di famiglia per preparare l’eggnog, tramandata – così vuole la leggenda – dal 1780, e arrivata fino ai giorni nostri, pubblicata nel 2012 in A Second Helping of Murder: Diabolically Delicious Recipes from Contemporary Mystery Writers, a cura di Jo Grossman e Robert Weibezahl (dato che siamo in periodo di strenne, potrebbe fare al caso dell’amico/amica appassionato/a di libri e misteri, che si cimenti magari anche un po’ in cucina…).

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Ecco la ricetta dell’eggnog della famiglia Poe, che ho trovato qui (adattata da A Second Helping of Murder: Diabolically Delicious Recipes from Contemporary Mystery Writers e da The New York Times)

1 oncia (28,35 grammi) di brandy

1 oncia (28,35 grammi) di rum

1 oncia (28,35 grammi) di Madera

1 cucchiaino di zucchero

1 uovo

¾ di una tazza di latte oppure 2 once (56,7 grammi) di panna

noce moscata

Aggiungete il ghiaccio e shakerate. Filtrate in un Collins (un bicchiere di tipo tumbler della capacità da 300 a 410 ml, utilizzato per servire drink miscelati quali appunto il Tom Collins dal quale prende il nome) on in un highball (bicchiere a forma cilindrica di tipo tumbler di capacità variabile tra 240 e 350 ml). Se usate la panna, aggiungete un po’ di latte. Spolverate la superficie con noce moscata a profusione.

Soundtrack: Twelve days of Christmas, un Christmas carol semplicemente geniale e particolarmente adatto a brindare con l’eggnog (e a combattere l’Alzheimer): ogni strofa ripete anche quella precedente. Vi riporto le prime tre strofe qui sotto, così potete cimentarvi anche voi.

On the first day of Christmas,

my true love sent to me

A partridge in a pear tree.

On the second day of Christmas,

my true love sent to me

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.

On the third day of Christmas,

my true love sent to me

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.

Bonus extra: un drinking game letterario che allieterà le vostre serate di dicembre . Qualche esempio?

David Foster Wallace: bevete ogni volta che una frase ha due o più congiunzioni

Jane Austen: bevete ogni volta che qualcuno gioca a whist, va a cavalcare o si sposa

Gabriel García Márquez: Bevete per ogni personaggio che si chiama Aureliano (funziona solo con Cent’anni di solitudine)

Edith Wharton: Bevete ad ogni divorzio scandaloso, a ogni noveau riche che getta la New York bene nello sgomento, a ogni personaggio che scappa in Europa.

Da consumare con moderazione 😉

Poe2

31 responses to “Il Calendario dell’Avvento Letterario#1 – L’eggnog di Edgar Allan Poe”

  1. LaCornacchiaSepolta Avatar
    LaCornacchiaSepolta

    Bel tipo Poe, sapeva come divertirsi. Davvero deliziosa questa prima casella, curiosa e da acquolina in bocca. E poi il drinking game letterario è fantastico!
    Grazie a te 🙂

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    1. Ed è solo la prima di 24 curiosità…mi chiedo chi aprirà la seconda casella domani 😉

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  2. L’arrivo del Natale non è mai stato così pieno di curiosità 🙂

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    1. Speriamo di intrattenervi tutti fino al 24 😉

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      1. Non abbiamo dubbi :))

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  3. Mi ero quasi commossa alla vicenda della bottiglia e delle tre rose. Che peccato che invece era tutta una farsa -.-‘
    Che tipo Poe, non l’avrei mai detto :3

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    1. A me piace continuare a pensare che il Poe toaster, figura romantica e se vogliamo anche un po’ nerd alla Sheldon Cooper di The Big Bang Theory, sia realmente esistito ❤

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  4. Bravissima! Mi piace già un sacco questo #AvventoLetterario.

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    1. Grazie mille Amina, spero che ci terrai compagnia per questi 24 giorni 🙂

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  5. sarebbe il caso di fare un brindisi per inaugurare questo calendario dell’avvento 🙂

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    1. E facciamolo allora 🍾

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  6. Il tuo post è così ricco di curiosità che il mio sembra così… povero! Piango.

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    1. Ma cosa dici???? Non è affatto vero, la tua casella è originalissima! (E comunque, SPOILER ALERT)

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      1. Non anticipo nulla, però.

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      2. Io anticipo solo che la casella curata da Little Miss Book conterrà una sorpresa poco conosciuta e per questo ancora +gradita…

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  7. Evviva per il lancio del Calendario dell’Avvento Letterario!
    Non potevamo iniziare in un modo migliore, un post della padrona di casa! ^_^
    Sarà ancor più un mese di festa grazie a queste caselline quotidiane che ci terranno compagnia.

    Valentina
    http://www.peekabook.it

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    1. Ed è solo l’inizio..non vedo l’ora di farvi aprire le bellissime caselle che avete preparato

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  8. Questo è il calendario dell’avvento migliore in cui io mi sia mai imbattuta xD
    (e non ha neanche bisogno di dispensare cioccolatini.)

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    1. si, l’abbiamo fatto come misura preventiva, pensando al cenone 😀

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  9. brilliant! la curiosità mi divora…meno male che non sono un gatto!

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    1. Riesci ad aspettare fino a domani mattina? 😉

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      1. Allora ti aspettiamo per aprire insieme la seconda casella 😉

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  10. Strampalata e geniale idea di un calendario dell’avvento letterario! Sono proprio curiosa di scoprire cosa ci riserverete per i prossimi giorni!

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    1. Domani mattina apriamo la seconda casella, ti aspettiamo qui 😉

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  11. Mai calendario dell’avvento e’ stato cosi’ delizioso 🙂

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    1. Ma grazie, spero tornerai ad aprire le altre caselle insieme a noi 🙂

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  12. […] Natale iniziano i dodici giorni di Natale (vi ricordate il Christmas carol di cui vi parlavo qualche casella fa?), che culminano nella Twelfth night, la dodicesima notte, che celebra l’arrivo […]

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  13. […] Siete già in modalità natalizia? Provate allora l’eggnog di Edgar Allan Poe. […]

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  14. […] una tazza capiente, capace di contenere una dose generosa di eggnog (come insegna il buon vecchio Edgar Allan Poe), di vin brûlé o della cioccolata calda più festosa che abbiate mai bevuto, con gli immancabili […]

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  15. […] Natale più vicino; una pericolosa tendenza ad alimentarsi esclusivamente di pandoro, mince pies ed eggnog; infine, un’irrefrenabile voglia di indossare esclusivamente maglioni di Natale e vestitini da […]

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