Anch’io volevo un Nobel – i celebri esclusi

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Anche quest’anno l’attesa da TotoNobel è passata, e le congratulazioni di turno spettano alla bielorussa Svetlana Alexievich (di cui onestamente non ho mai letto nulla).

Se, come me, anche voi aspettate questo periodo dell’anno per ridere con i post del mitico Tumblr Philip Roth rosica, e, in fondo in fondo, a ogni giro sperate che vinca un autore che amate, o almeno conoscete (la mia doppietta del cuore è rappresentata da Wisława Szymborska nel 1996 e dalla mia amatissima Alice Munro nel 2013), ecco a voi una lista di celebri (e, a parer mio, meritevolissimi) autori snobbati dall’algida Accademia svedese.

Tra l’altro, si vocifera che l’Accademia sia un filino (no, non c’è un modo politicamente corretto di dirlo, o se c’è mi sfugge) antiamericana: nel 2008 il segretario permanente della giuria dell’Accademia, Horace Engdahl, in una dichiarazione all’Associated Press, affermò quanto segue:

There is powerful literature in all big cultures, but you can’t get away from the fact that Europe still is the centre of the literary world … not the United States.The US is too isolated, too insular. They don’t translate enough and don’t really participate in the big dialogue of literature …That ignorance is restraining.

(C’è della grande letteratura in tutte le grandi culture, ma non si può negare che l’Europa continui a rappresentare l’ombelico del mondo letterario..non gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono troppo isolati, troppo insulari. Non traducono abbastanza e non partecipano realmente al dialogo letterario in senso lato…Quell’ignoranza li limita).

Quindi, caro Roth, mi sa che ti tocca rassegnarti. Tuttavia, non disperare: sei in ottima compagnia.

tolstoj1) Leo Tolstoj. Se qualcuno di voi riesce a trovare un solo buon motivo (letterario, non politico, ovvio) per cui l’autore di opere immortali come Guerra e pace e Anna Karenina (tra parentesi, il mio libro preferito) non possa essere giudicato meritevole del premio Nobel me lo comunichi, per favore.

E non solo la sola a pensarla così: nel 1901, anno di rodaggio del Nobel, quarantadue autori svedesi scrissero un’accorata lettera a Tolstoj, esprimendo tutto il loro dispiacere per la sua esclusione dal premio, assegnato a Sully Prudhomme (Wikipedia può esservi più utile di me, dato che non ho idea di cos’abbia scritto). Il buon vecchio Leo la prese molto sportivamente: si dichiarò sollevato, scrivendo ai quarantadue svedesi di essere certo che quel denaro non gli avrebbe portato che male. Ricorderete che, a un certo punto, Tolstoj inizia a soffrire di acuta depressione, abbandona gradualmente la famiglia e la pretesa di possedere beni materiali e si rifugia nella religione.

1311162-Marcel_Proust2) Marcel Proust. Forse il suo Alla ricerca del tempo perduto era troppo sperimentale e innovativo per i gusti dell’Accademia? La butto lì.

3) James Joyce. L’esclusione di Joyce sorprende un po’ di meno: non fu apprezzato in vita, e la famosa scena dell’Ulisse in cui Leopold Bloom si masturba su una panchina guardando un gruppo di scolarette non aiutò di certo la sua causa presso l’Accademia svedese (Ulisse, d’altro canto, ha fatto parte dei banned books negli States fino al 1930).

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4) John Updike. Che dire? Troppo bianco, troppo Americano, troppo sessualmente esplicito?

John Updike in 1986

5) Virginia Woolf. Su 112 Nobel per la letteratura, solo 13 (14 con la Alexievich) sono stati assegnati a autrici donne (ma in Svezia non esistono le quote rosa?). Comunque, la leonessa del Bloomsbury group non è stata tra le scrittrici insignite. Troppo avant-garde, troppo depressa? Il suo flusso di coscienza è rimasto sul groppone dell’Accademia, come quello di Joyce? AI posteri l’ardua sentenza.

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borges6) Jorge Luis Borges. Ancora una volta, l’unica spiegazione plausibile per giustificare il mancato riconoscimento all’autore dell’Aleph o de Il giardino dei sentieri che si biforcano sono le sue simpatie per regimi dittatoriali (Pinochet, Franco) e le sue critiche rivolte all’Accademia stessa.

Borges, candidato per trent’anni al Nobel senza averlo mai vinto, affermava – non senza una certa amarezza – che “quelle persone in Svezia” dovevano essersi dimenticate di lui, o essere convinte di avergli già assegnato il premio in passato. Povero Jorge.

nabokov7) Vladimir Nabokov. Se iniziassi ad elencare tutti i motivi per cui Nabokov avrebbe dovuto vincere il Nobel, non la finirei più. Già il fatto di essere un grande scrittore in due lingue (russo, la sua madre lingua, e inglese) e aver regalato al mondo un capolavoro come Lolita dovrebbero bastare. D’altro canto, proprio l’autore di un libro come Lolita non poteva essere scelto come Nobel laureate. Tra l’altro, sapete chi vinse il premio l’anno in cui Nabokov venne nominato (1974?) Due Svedesi, Eyvind Johnson and Harry Martinson (se vi state chiedendo chi siano, la risposta è: non ne ho idea). Piccola curiosità: i premi Nobel svedesi sono stati sette, numero superiore a quello di ogni altra nazionalità. Sorpresi?

Henry-James8) Henry James. Soprannominato The Master dai suoi contemporanei per la dedizione assoluta alla revisione e alla limatura dei suoi scritti, ci ha lasciato indubbiamente alcuni dei più grandi capolavori della letteratura mondiale – Ritratto di signora in prima linea.

Perché allora i sommi accademici l’avrebbero escluso? Apparentemente, durante i suoi primi anni di vita, il comitato di selezione scartava autori considerati esplicitamente “idealisti” (anche Kipling è stato scartato per lo stesso motivo). Inoltre, ai suoi albori, il Nobel per la letteratura veniva assegnato prevalentemente ad autori europei (quasi tutti svedesi, sorpresa sorpresa). Bisogna aspettare il 1923 per assistere al trionfo di William Butler Yeats.

9) Philip Roth. Niente, non riesco a rimanere seria e a parlare del valore letterario dell’autore di Pastorale americana, specie in questo periodo. Visitate il tumblr Philip Roth rosica e capitere perché. Comunque Philip, non disperare: finché c’è vita c’è speranza. Ci rivediamo l’anno prossimo!

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10) E. L. Doctorow. Anche lo scrittore americano, deceduto quest’anno, si sarebbe meritato un viaggetto nella capitale svedese.

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Niente, io continuerò a fare il mio eterno tifo per Ismail Kadaré, autore di meraviglie quali Il palazzo dei sogni e Il ponte a tre archi, purtroppo poco apprezzato in Italia, Milan Kundera e Leonard Cohen (per i profani: Cohen, oltre ad essere un grandissimo musicista, è un incredibile poeta).

Vi lascio con una lettura per il fine settimana: una bellissima intervista della Paris Review ad Ismail Kadaré. Buona lettura, e buon weekend.

Soundtrack: The winner takes it all, Abba

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24 thoughts on “Anch’io volevo un Nobel – i celebri esclusi

  1. Aldievel says:

    Condivido quello che dici nel post e, tranne due casi, a tutta la tua lista avrei dato senz’altro il nobel. Probabilmente è anche una questione numerica, c’è un premio all’anno ma di autori validi ce ne sono molti di più.
    Aggiungo una riflessione. Scorrendo la lista dei vincitori negli anni ho notato una netta predominanza di bandiere occidentali. Ovvio fino ad un certo punto.
    La letteratura è solo occidente? Per gli svedesi pare di sì.
    Un abbraccio forte

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  2. LaCornacchiaSepolta says:

    Una donna che secondo me se lo meritava molto è Christa Wolf. Un esempio di come il contesto socio-geo-politico possa essere un punto di partenza per poi inglobare un discorso che riguarda l’interesse e i sentimenti dell’intera umanità. E poi scriveva divinamente.

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  3. amaranthinemess says:

    Leggo un po’ di articoli in giro che esprimono più o meno aspramente per questo nobel e per il nobel in generale: francamente non mi scompongo più di tanto, il mio “riconoscimento personale” non segue quello istituzionale e, ad esempio, Virginia Woolf resta per me una delle più grandi scrittrici mai esistite, anche se non ha vinto il nobel.
    Per il sospetto atteggiamento antiamericano, anche questo discorso mi lascia tiepidina, lo scopo del nobel è a mio avviso premiare una letteratura “straordinaria” da tutti i punti di vista sia interni che esterni all’opera e personalmente apprezzo di più scoprire la scrittrice ucraina di turno che aver confermato che Roth sia una grande autore.

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    • ophelinhap says:

      Guarda, sono rimasta stupita anch’io leggendo in giro e trovando informazioni come le presunte tendenze anti-USA della giuria del Nobel. Detto questo, per me i premi letterari valgono ben poco, anche se il Nobel rimane comunque una sorta di “medaglia al valore”, quindi se lo assegnano a qualche autore che amo che ben venga, altrimenti non mi scompongo poi tanto 😉

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  4. Valentina Meloni says:

    Grazie per avermi fatto scoprire Leonard Cohen poeta .) sono andata a leggere il post che hai linkato *-*
    Comunque, se sono stati incompresi loro, (stento a credere che loro non siano stati meritevoli di Nobel), posso stare tranquilla e crogiolarmi in maniera spensierata nell’incomprensibilità 😀

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  5. librofilia_it says:

    Ahahah fantastica la “voce di corridoio” che vuole l’Accademia un tantino antiamericana (effettivamente sono oltre vent’anni che il premio non viene assegnato agli USA) anche se leggendo la dichiarazione del segretario Engdahl che riporti sopra, in un certo senso posso comprenderne le ragioni anche se questo non giustifica eventuali o presunti atteggiamenti “discriminatori” poiché la lettura teoricamente dovrebbe “sempre e comunque unire e mai dividere”.
    Allo stesso tempo, credo che il premio Nobel sia comunque un premio fin troppo “accademico”, spinto da dinamiche che in qualche modo sono di difficile comprensione da parte dei lettori e di conseguenza lontane dai gusti reali della gente, ecco forse perché ogni volta che il premio viene assegnato, lascia un tantino basiti e spaesati.
    E questo forse in qualche modo spiegherebbe il perché alcuni premi letterari (tranne rare eccezioni) hanno perso appeal. 😉

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