Un’ora con…Luca Albani de Il lettore digitale

Faccio coming out: adoro gli e-book.

Ho comprato il mio primo Kindle a New York nel 2012 e, nel tempo, ho iniziato ad apprezzarne le molteplici qualità, tra cui le dimensioni ridotte e la possibilità di portare con me un numero indefinito di libri – cosa che a un’expat come me non può fare che comodo, e che ha alleggerito di molto la mia valigia sempre pronta.

Il lettore digitale di Luca Albani è un luogo ideale per i curiosi, i simpatizzanti e – perché no? – gli scettici del digitale. Le riflessioni di Luca sulle evoluzioni dell’editoria, digitale e non, si affiancano a delicate recensioni, come questa.

Il fatto che Luca sia anche una persona adorabile l’ha reso tappa obbligata del nostro consueto appuntamento mensile con Un’ora con: quindi, senza ulteriori indugi, lascio la parola al nostro lettore digitale.

 

LA

 

1) Il lettore digitale: come e perché?

Il nome del blog è un omaggio a un sito per me molto autorevole, the digital reader di Nate Hoffelder, un punto di riferimento sul Web che consiglio a tutti coloro che voglio capire dove sta andando l’editoria digitale negli USA e di conseguenza anche nel nostro paese. Ho scelto questo nome anche perché gran parte della nostra lettura oggi è digitale, la carta viene come dopo, non credi? L’immediatezza della nostra epoca ha trovato il suo mezzo nei bit e non è poi così male. Leggere di più significa scrivere di più e di conseguenza ragionare di più.

 

2) Chi c’è dietro Il lettore digitale?

Il lettore digitale che sta dietro al blog è un lavoratore dell’industria editoriale libraria italiana che non può ignorare una nuova declinazione dell’oggetto libro: l’ebook. Dieci anni fa in Italia erano in pochi a conoscere il libro elettronico e men che meno a credere in questo formato. Oggi gli editori tradizionali si stanno rendendo conto che una piccola parte dei loro fatturati dipenderà dalle vendite di questi testi privi di materia e anche gli operatori del settore come il sottoscritto non possono di conseguenza ignorare come sono fatti.

 

3) Il tuo scaffale d’oro

Il mio scaffale d’oro è aperto, è la biblioteca del mio paese d’origine dove sono cresciuto e potevo prendere qualsiasi libro fosse di mio gradimento curiosando tra gli strani codici della classificazione Dewey, 823 e 853 in particolare. Rispetto ad altri scaffali ci troveresti molta fantasy e molta fantascienza, una spruzzata di gialli classici e qualche incursione nella narrativa spagnola e in quella italiana. Oramai so cosa mi piace ed è un peccato che Tibor Fischer ad esempio non scriva più da un pezzo e che altri scrittori amati stiano pian piano invecchiando

 

4) Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente…

… non mi viene in mente così su due piedi quindi posso concludere che non ci sia, tuttavia so da chi vorrei fosse scritto, questo personaggio, da Jim Jarmusch. Un regista che ha ideato e diretto storie bellissime, Ghost Dog, Broken Flowers, Solo gli amanti sopravvivono (spero vada in porto il suo progetto su Tesla…), che sono certo sarebbero stati libri stupendi ma non lo sono stati mai, per sorridere di coloro che ritengono validi solo i film tratti da libri. Jarmusch porta sullo schermo dei personaggi nei quali non mi immedesimo ma vorrei rivedermi.

 

5) Se il tuo blog fosse una canzone…

… sarebbe In un giorno di pioggia dei MCR scritta da Giovanni Rubbiani. Nel mezzo del cammino della mia vita le canzoni di quando avevi quattordici anni realizzi che ti sono rimaste dentro più di quelle che scopri dopo, perfino di quelle degli Smiths per dirne altre, senza offesa per nessuno. E poi in quella canzone c’è una dichiarazione d’amore per l’Irlanda che considero una patria d’adozione, mi ha dato molto quando non le ho chiesto niente e mi prendo tutti i giorni di pioggia che vorrà ancora darmi quando vi farò nuovamente ritorno.

 

6) Il tuo rapporto con la scrittura/con la lettura

Faccio di tutto per ritardarlo il mio rapporto con la scrittura; questo è un tempo che quasi ti obbliga a scrivere, in genere di sé, e non mi va. Non mi è mai piaciuto che qualcuno mi costringesse a fare qualcosa. Se arriverò a cedere a questo demone spero di produrre qualcosa di talmente contaminato da risultare originale perché c’è troppa fiction derivata o autofiction in giro ed è difficile separare quella buona da quella pessima. Il mio rapporto con la lettura anche grazie agli ebook è rimasto costante nel tempo, sono un lettore forte senza complessi.

 

7) Progetti in cantiere

Imparare a fare il mio mestiere sempre meglio, mettere la testa a posto, incamminarmi verso il resto del secolo XXI senza credere alle chiacchiere di quelli che sono sempre in TV, vivere almeno fino allo sbarco dell’uomo su Marte o a una colonia permanente sulla Luna. Ascoltare più radio, leggere di più, correre più forte. L’effetto velocità, servirà no? Ci sarà un motivo? Probabilmente sì, è giusto accelerare ora, perché la vecchiaia, quella vera, non quella che ci dipingiamo ora immaginandoci splendidi ottantenni, significherà rallentare, fino a fermarsi. E allora muoviamoci.

 

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