Il vino è poesia in bottiglia

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Credit: Matt Taylor-Gross

Non so voi, ma la cosa che mi rilassa di più dopo una giornata lavorativa lunga e storta (ultimamente, l’80% delle mie giornate) è prendere in mano un libro di poesie.

La poesia sortisce un effetto su di me che la prosa non riesce a eguagliare: quando sono molto triste o molto scossa, stanca o con la sinusite, felice o innamorata, quando sono talmente irrequieta da non trovare pace per due minuti di seguito, i versi riescono a infondere in me calma, accettazione, prospettiva. Più semplicemente, mi regalano una boccata d’aria, un pensiero di bellezza. La stessa cosa succede quando mi metto a scribacchiare poesie.

La seconda cosa che mi rilassa di più è un bicchiere di vino, rigorosamente bianco. Non amando la birra né i superalcolici e non potendo bere vino rosso, sono diventata incredibilmente esigente dico a te, Chablis) e sempre più interessata agli abbinamenti eno-letterari.

In fondo, dovrebbe funzionare un po’ come con lo champagne e le fragole, no? Scegliere la poesia giusta non può che valorizzare un buon vino, e viceversa.

Ho chiesto quindi aiuto alla mia amica Cinzia Bonfà, master sommelier e giornalista (potete leggerla su bibenda.it o Cosedellaltrogusto.it, seguirla su Twitter e su Instagram).

Io ho scelto le poesie e l’accompagnamento musicale, Cinzia ha fatto il resto.

Buona lettura (con moderazione).

Ndrm (nota della redazione mia): il titolo del post è una citazione di Robert Louis Stevenson, tratta dal suo memoir di viaggio The Silverado Squatters, cronistoria del suo viaggio di nozze con Fanny Vandegrift a Napa Valley, California nel 1880.

Patrizia Cavalli

E se mi guardi davvero e poi mi vedi?

Io voglio che stravedi non che vedi!

(da Datura, Einaudi editore)

L’abbinamento di Cinzia:

Mi piace la destabilizzazione perché mi scuote e mi fa sentire viva e lo Champagne Franck Pascal Cuvée Emeric Extra Brut, dosato al minimo, lo ha fatto in modo prima elegante e poi impetuoso, presentando una personalità poliedrica.

Assorta nel brillìo di un tulle dorato ne scrutavo anche gli indolenti riflessi ramati nascosti da un sottilissimo perlage.

Un biodinamico lunatico, questa Cuvée Emeric di sole uve Pinot Meunier, perché cambia d’abito velocemente in un crescendo di profumi provocanti quali il pain grillé, la cotognata e richiami di terra umida e un che di metallico. Affascinante e ingannevole poesia dei sensi…

Soundtrack: Joni Mitchell, A case of you

Patrizia Valduga

Cos’è l’amore che mi mandi intorno?

Libido narcisistica con tanto di biglietto di ritorno.

Cosa farfugli di fusione mistica?

Ochetta che s’impanca…

L’amore è in ciò che manca, è l’Io che manca.

(da Lezione d’amore, Einaudi editore)

L’abbinamento di Cinzia:

Il Ruinart Blanc de Blancs è un abbraccio tra l’eleganza e la potenza dello Chardonnay in purezza.

Dorato, brillante con perlage che si eleva al cielo ma che rimane ancora un po’ sul bordo del calice; rimane lì in attesa di finire il suo meraviglioso respiro. La cremosità e il lungo ricordo del passaggio nel palato edificano un “sì”, un sì all’attimo fuggente, a ciò che non ritorna, a quel treno che passa una volta e che con “lui ” (#Champagne) può ritornare.

Soundtrack: Between the bars, Elliot Smith

Edgar Lee Masters

Sarah Brown

Maurizio, non piangere, non sono qui sotto il pino.

L’aria profumata della primavera bisbiglia nell’erba dolce,

le stelle scintillano, la civetta chiama,

ma tu ti affliggi, e la mia anima si estasia

nel nirvana beato della luce eterna!

Va’ dal cuore buono che è mio marito,

che medita su ciò che lui chiama la nostra colpa d’amore: –

digli che il mio amore per te, e così il mio amore per lui,

hanno foggiato il mio destino – che attraverso la carne

raggiunsi lo spirito e attraverso lo spirito, pace.

Non ci sono matrimoni in cielo,

ma c’è l’amore.

(dall’ Antologia di Spoon River, a cura di Fernanda Pivano, Einaudi editore)

 

L’abbinamento di Cinzia:

Luce 2000 di Luce della Vite, Frescobaldi.

Il tempo addolcisce le asperità, il dolore e anche i ricordi nella vita, così fa anche con il vino dove il tempo arrotonda, leviga, ammorbidisce creando sfericità nei sapori e negli odori. Pennellate rubino con riflessi granato. Spaziatura dolce, chiodi di garofano, tabacco su una distesa di confettura di fragole. Il calore bilanciato da una bella freschezza e i tannini ammorbiditi dal tempo rendono questo vino splendido e il suo ricordo sempre vivo.

Soundtrack: Fabrizio De André, Non al denaro non all’amore né al cielo (Si, l’intero disco, ispirato appunto all’antologia di Spoon River)

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