Un’ora con…Tamara Viola di Citazionisti avanguardisti

Avete presente la Fata turchina?

Non è mai stato uno dei miei personaggi preferiti, ma sono sempre stata affascinata dai suoi capelli. Basta con le principesse e le fate bionde! Largo a personaggi avant-garde e dai colori anticonformisti, capaci di riscrivere i dettami estetici del mondo delle favole.

Tutta questa premessa per dirvi che l’ho incontrata veramente, la fata turchina. Anzi, ho fatto di più: ho bevuto con lei uno Spritz nell’unico bar del mondo sprovvisto di menù, ma dotato del cameriere più lento della storia (credo rientri nel Guinness dei primati). Abbiamo chiacchierato di libri e social media, famiglie meridionali e progetti per il futuro.

La fanciulla in questione è lei, Tamara Viola, spacciatrice di poesia e buone letture, cantastorie di Casal Bruciato, collaboratrice della rivista Inutile. In un articolo sul blog The Blooker (ciao, Giulia!) la nostra eroina si descrive così:

Pur essendo dotata di una bellezza folgorante, continuo a puntare sul fascino della mente. Leggo più di quanto scrivo, ma meno di quanto parlo. Una volta ho visto la Madonna, ma l’ho scambiata per David Bowie. Sono segretamente fidanzata con uno scrittore morto.

 A questo punto sarei curiosissima di scoprire chi sia, il misterioso scrittore morto di Tamara (il mio è Fernando Pessoa, ma questo lo sapevate già). Sono ancora in tempo ad aggiungere una domanda fuori programma?)

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1) Come nasce Citazionisti avanguardisti?

Ho sempre avuto un blog, almeno da quando mi sono avvicinata a internet. Ci sono arrivata tardi, nel 2006, quando ho aperto il mio primo live space, che se ci penso adesso mi viene da ridere. Ne ho un ricordo bellissimo: mi ha permesso di conoscere l’amore della mia vita. Non sono una persona costante: ne ho aperti diversi su varie piattaforme, poi chiusi o abbandonati. Citazionisti Avanguardisti è arrivato nel 2011: sentivo di nuovo l’esigenza di avere un “contenitore” per tutto ciò che mi passava per la testa. Il mio blog non ha un target preciso, non segue un filo logico, esattamente come i miei pensieri: ci puoi trovare recensioni di libri, cose di moda, di cinema ma sopratutto un sacco di fatti miei.

2) Chi c’è dietro Citazionisti avanguardisti?

Dietro a Citazionisti Avanguardisti c’è poca preparazione, molta improvvisazione e un sacco di sigarette. Non seguo un piano editoriale, non posto negli orari giusti, vado un po’ a ruota libera. Il nome? Un inno alla cialtroneria: i Citazionisti Avanguardisti sono coloro che citano Baudelaire ma che allo stesso tempo conoscono tutte le battute dei Simpson. Dei cialtroni colti, insomma.

3) Il tuo scaffale d’oro

Qualche tempo fa ho realizzato un post con il mio scaffale d’oro su The Blooker, il blog di Giulia Depentor. Il dramma è che probabilmente adesso cambierei tutto. Ci sono dei libri ai quali sono affezionata da sempre, ad esempio Lolita di Nabokov oppure L’amore è un cane che viene dall’inferno di Bukowski. Non scelgo un libro solo per il suo valore letterario: molti dei testi ai quali sono legata si collegano a momenti importanti della mia vita. Se posso, preferisco consigliarti i miei tre libri “del cuore” per il momento: Gli anni al contrario di Nadia Terranova, Lacci di Domenico Starnone e Stanno tutti bene tranne me di Luisa Brancaccio. (Giuro che Einaudi non mi paga la stecca!).

4) Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente

Un personaggio in cui mi immedesimo particolarmente? Non saprei. Io mi immagino sempre come un Mini Pony che galoppa felice nei prati sfoggiando una criniera dai mille riflessi colorati. Se invece ti riferisci ad un personaggio della letteratura (mi sa di si, eh?) allora dico Zia Mame. Credo che sarò così da vecchia.

5) Se il tuo blog fosse una canzone..

Se il mio blog fosse una canzone probabilmente sarebbe Summertime nella versione cantata da Janis Joplin, su vinile, che poi a un certo punto salta perché è graffiato e la voce si sente strana.

6) Il tuo rapporto con la scrittura

Questa è proprio una domanda difficile. Non riesco a definirlo al meglio: passo momenti in cui non vorrei fare altro che scrivere; momenti in cui vedere la quantità mastodontica di quaderni, agendine e moleskine che accumulo compulsivamente (più o meno come faccio con le scarpe) mi disgusta e mi annienta. Un sacco di pagine bianche e nemmeno un pensiero: aiuto! È altalenante, come tutte le cose della mia vita.

7) Progetti in cantiere

Progetti in cantiere: ok, panico! Penso a tantissime cose che vorrei fare, ogni giorno mi viene in mente un’idea nuova. Allora la appunto su un foglio. Il giorno dopo leggo, cancello e ne scrivo un’altra. Ecco, se ne avessi la possibilità, mi piacerebbe aprire una libreria per bambini. Magari un giorno succederà, chissà.

(Io faccio il tifo per te).

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