Cinque curiosità su Sylvia Plath

Questo post nasce come traduzione di un articolo di Interesting literature.

Tuttavia, trattandosi di Syvvy, la tentazione di aggiungere qualcosa di mio era troppa, quindi troverete qui e lì delle simpatiche Ndrm (note della redazione mia). Buona lettura!

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  1. Durante il suo primo incontro con Ted Hughes, Sylvia Plath rimane così scossa che gli morde la faccia. I due avvertono un’inspiegabile attrazione e iniziano quasi subito a – letteralmente – divorarsi di baci. Quando lasciano la festa dove si sono incontrati, Sylvia si accorge che il morso sul viso di Ted sta sanguinando.

(Ndrm: sia Ted che Sylvia si erano recati alla festa accompagnati, lui da un’altra studentessa di Cambridge, tale Shirley, lei da Hamish Stewart, col quale aveva bevuto copiosamente scotch. Sylvia è così inebriata che per strada continua a sbattere contro gli alberi che incontra. Ted non è meno selvaggio di Sylvia: le strappa dai capelli la fascia rossa, che le sequestra per essere sicuro di rivederla, e, baciandola, le fa cadere gli orecchini. Sylvia lo descrive come a big, dark, hunky boy, un ragazzone scuro e muscoloso.

Ted ricorda il loro primo incontro nella poesia 18 Rugby Street, che fa parte della raccolta Birthday letters, una sorta di commiato in versi di Hughes dall’ex moglie morta).

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  1. Ted Hughes e Sylvia Plath si sposano il 16 giugno in onore di James Joyce.

La scelta della Plath e di Hughes vuole essere un omaggio al Bloomsday, il giorno in cui sono ambientate le vicende dell’Ulisse. Lo stesso Joyce aveva scelto il 16 per commemorare il suo primo vero appuntamento con Nora Barnacle, la donna che sarebbe poi diventata sua moglie.

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  1. Il padre di Sylvia era esperto di api. Otto Plath era infatti entomologo e professore di biologia presso la Boston University, autore di una monografia sui calabroni, Bumblebees and their ways, pubblicata nel 1934, quando Sylvia aveva appena due anni.

(Ndrm: Otto Plath aveva deciso che sarebbe morto precocemente di malattia e si era autodiagnosticato un tumore, chiudendosi nelle sue stanze e vivendo totalmente alienato dai figli. In realtà, Otto sarebbe morto nel 1940 di diabete. Per Sylvia, il padre avrebbe rappresentato, nel suo immaginario poetico, la volontà di morte).

  1. W. B. Yeats aveva abitato nell’appartamento dove Sylvia Plath mette fine ai suoi giorni.

La Plath sapeva che il grande poeta irlandese aveva abitato al 23 di Fitzroy Road a Londra, nello stesso appartamento che lei avrebbe occupato dal 1962 fino alla sia morte, sopravvenuta nel 1963; pensava che l’illustre poeta avrebbe giovato alla sua scrittura, portandole ispirazione.

  1. La Plath ha scritto un libro di filastrocche per bambini, The Bed Book, una raccolta di poesie sui diversi tipi di letti, pubblicata solo nel 1976, tredici anni dopo la morte della poetessa.

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Come nel caso di molti libri per bambini, The Bed Book era stato scritto per divertire i figli dell’autrice. L’edizione inglese originale viene illustrata da Quentin Blake, noto per aver illustrato molti dei libri di Ronald Dahl.

 

Per approfondire:

Immensamente Sylvia Plath (cenni biografici)

Sylvia Plath tra poesia e mito

The Bell Jar: dentro la campana di vetro di Sylvia Plath

Making sense of suicide with Sylvia Plath: un articolo di Katie Crouch

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One thought on “Cinque curiosità su Sylvia Plath

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