Un’ora con…Marta Ciccolari Micaldi di LaMcMusa

martaOggi è la volta di una delle mie blogger preferite, perché è proprio figa. E si, è un aggettivo che si addice a un pubblico adolescenziale, ma non c’è epiteto che le si addica altrettanto: Marta rocks.

E si, stiamo parlando della mitica Marta Ciccolari Micaldi, in arte LaMcMusa, realizzatrice di sogni a stelle e a strisce, icona di una cultura americana – letteraria e non solo – vissuta in chiave pop e ottimista. Non sapete cosa sia il poptimism? No panic: Marta lo spiega diffusamente qui e qui, ed è una delle cose che preferisco del suo blog: la lettura (e la letteratura) non come piacere elitario, riservato a chi legge i libri giusti (ma poi, quali sono??), a chi ostenta la lista di classici letti, a chi critica le scelte di lettura degli altri  a priori; la lettura come piacere, tout court.

Oltre a essere una bravissima blogger, Marta ha fatto del sogno americano la sua professione: insegna corsi di letteratura americana on the road, che hanno come epicentro uno Stato e ne esplorano miti ruggenti di ieri e di oggi attraverso gli scrittori contemporanei più significativi. All’input letterario si affiancano stimoli musicali, cinematografici, sociali e politici, per un affresco pop-letterario a tutto tondo che permette di viaggiare attraverso le parole, con la fantasia..in attesa di altri viaggi. Perché Marta è un ciclone e non sta mai ferma, e la prossima tappa è viverli, quei sogni americani, non sognarli soltanto: a partire da maggio 2015, la McMusa porta i suoi fortunati lettori, studenti e simpatizzanti, in giro per gli States, in una serie di book tour in cui le pagine diventano strade, la polvere parole, le nuvole punti esclamativi. Già il nome di questi corsi di letteratura americana in trasferta è tutto un programma: book riders, perché i libri si consumano, si cavalcano, si esplorano. Si vivono.

I book tour, organizzati con il tour operator Xplore, esordiscono a maggio 2015, direzione Chicago e Illinois, inseguendo DFW e Saunders, Bradbury e Eggers. Non so voi, ma io ho comprato un salvadanaio nuovo di zecca (lettori, ogni contributo è benaccetto! 😉 )

Se tutto ciò non vi avesse già dato voglia di correre a sbirciare LaMcMusa, eccovi qui una delle musa-recensioni: Prendila così di Joan Didion. Non la classica recensione che ormai ha stancato tutti quanti (incipit, trama, dovete leggerlo assolutamente perché, voti stelline e quant’altro) ma una raccolta di impressioni sulla lettura: nude, crude, oneste.

E se dopo tutto ciò non siete convinti, come direbbe Marta, fuck, let’s go surfing.

 

1) Come nasce la McMusa?

La McMusa nasce per necessità di una ricerca egocentrica: a cavallo del 2012-13, quando ormai erano quattro anni che l’università era finita e già quattro anni che il lavoro faceva le bizze, ho sentito l’esigenza di cercare la mia voce: desideravo condividere con gli altri e a modo mio la mia visione della cultura, una visione pop, modernista e rivoluzionaria insieme; desideravo studiare, raccontare, dire qualcosa di diverso su un argomento che mi appassiona tanto da sempre, la letteratura americana.

Desideravo stare sullo schermo ben visibile invece che dietro ben nascosta. Desideravo – ancora – dettare io le regole del gioco a costo di avere zero follower ma a patto di – ripeto – trovare la mia voce.

Nella primavera del 2013 ho soggiornato negli Stati Uniti per dieci settimane: ho capito mentre facevo le valigie a Torino che quella era l’occasione perfetta per farmi nascere.

2) Chi c’è dietro la McMusa?

C’è Marta, 32 anni, mora, occhi e sorriso grandi, calorosa, piedi per terra, animo inquieto, tosta e leale, poche ma buone questioni di principio. Vado dove voglio, in genere. Il mio colore preferito è il rosso perché è quello per cui mi incazzo. Le cose facili mi annoiano ma la vita mi piace molto.

3) Il tuo scaffale d’oro.

Jonathan Lethem, David Foster Wallace, Hunter Thompson. Non è uno scaffale a caso, è quello reale del momento: ho un lungo comodino, vicino al letto, su cui c’è sempre una selezione di libri “sacri”, che se ne stanno lì, separati rispetto agli altri. Non sono sempre gli stessi, cambiano periodicamente, con tempi molto lunghi. È lo scaffale dello studio.

Il primo scaffale d’oro della storia della mia vita aveva Gabo, Vargas Llosa e Borges. Le basi. Il romanzo della mia vita, tuttavia, è American Psycho del numero uno Bret Easton Ellis.

4) Un personaggio in cui ti immedesimi particolarmente

Un personaggio femminile che non esiste, la donna nascosta dietro i personaggi maschili di cui solitamente leggo, che li accompagna, li osserva, li spalleggia o li affronta, li immagina quando loro non sono in scena. Molto difficilmente mi immedesimo nei personaggi letterari, mi riesce molto meglio con quelli reali o musicali. Mi riesce senz’altro bene al cinema, ma durante la lettura no, preferisco essere sedotta, dover star dietro a qualcun altro. Ultimamente, però, mi riesce molto facile immedesimarmi nella moglie di Matthew McConaughey. Vale? (Si, Marta, vale 🙂 )

5) Se il tuo blog fosse una canzone..

Smells Like Teen Spirit: provocatoria, stufa della solita merda, ironica, semplice e geniale insieme, talmente grunge che è diventata pop. Grunge, my libido. Che poi, comunque, è la canzone mito della mia generazione e con “mia” intendo “di quelli come me”.

Immaginala cantata da una donna.. che quando smette di essere arrabbiata alterna alla stessa chitarra Forever Young di Bob Dylan. Ecco, se devo essere io a dargli un andazzo musicale, il mio blog fa quest’altalena. Provocazione-serenità (avanti), lights-denial (indietro).

Poi magari qualcuno dei miei lettori pensa che La McMusa sia più simile a Oops, I did it again della Britney che a tutto questo rock e va bene lo stesso. Giuro.

6) Il tuo rapporto con la scrittura

È impegnativo, è complicato. Scrivere mi piace tantissimo e adesso, dopo quasi due anni di blog, sento di avere sviluppato uno stile, di essere autrice più che blogger. Me lo dice chi mi segue e lo sento anche io, è una sensazione sempre più definita, che prima avvertivo soltanto e che oggi invece ha un carattere forte e personale.

Per me la scrittura viene prima di tutto. Per questo motivo è complicato, perché quando mi metto a scrivere un post ci metto tanto tempo, tanto impegno, tanta “me”.

Inizio sempre con l’idea che sarà una cosa difficile, leggo, rileggo, correggo finché tutto non suona perfetto.. e dico “suona” proprio perché il mio spirito guida – anche questo l’ho capito solo con l’esercizio – è la musicalità delle parole che scelgo, del taglio che do alle frasi, del ritmo che tiene insieme i paragrafi.

7) Progetti in cantiere

Questa è la domanda che preferisco. Il 2015 inizierà con tantissimi progetti! Posso elencarli?

Numero uno: Book Riders, ovvero la trasformazione dei miei corsi di Letteratura Americana in veri e propri viaggi on the road in America. Si parte a maggio per la prima corsa: Chicago e Illinois, ovvero la casa di Dave Eggers, David Foster Wallace, George Saunders, Saul Bellow, Ray Bradbury e tanti altri. Sarà bellissimo, io non vedo l’ora.

Questo è proprio un sogno che diventa realtà. Puoi leggere tutta la storia qui.

Numero due: proseguono le mie lezioni di Letteratura Americana con due importanti svolte. La prima è che da qualche mese è nata una partnership con XPLORE, un tour operator con sede a Torino che opera solo ed esclusivamente per Stati Uniti e Canada.

Con loro ho organizzato i Book Riders e presso la loro sede verrà svolto il corso nuovo, quello su.. rullo di tamburi.. la Louisiana!! A grande richiesta, è finalmente giunta l’ora di parlare di True Detective e New Orleans (mercoledì 20.30-22.30 a partire dall’11 marzo).

Accanto a questo, però, il primo corso della mia carriera, quello sull’Illinois, farà il suo ingresso alla Scuola Holden nel programma delle lezioni-palestre serali rivolte al pubblico (venerdì 19-21 a partire dal 6 marzo).

Numero tre: siccome è prerogativa assoluta della mia attività di docente trattare solo di Stati americani dove sono stata e dove ho raccolto materiale di prima mano, siccome in Louisiana ancora non ci sono stata e il corso inizia a marzo, siccome tutto questo tu cosa ne deduci? Oh yes, baby 🙂

E poi c’è il blog, ovviamente, che elenco per ultimo perché non è una novità, ma che – ti assicuro – mantiene ben saldo la sua posizione di sovrano indiscusso.

Buon anno, allora, no?

(Decisamente, Marta. Buon 2015 di sogni americani, Musa!)

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22 thoughts on “Un’ora con…Marta Ciccolari Micaldi di LaMcMusa

  1. La McMusa says:

    Reblogged this on La McMusa and commented:
    Le amiche mi dicono che sono egocentrica e che amo stare al centro dell’attenzione. Forse hanno ragione, però quando leggo cose come questa, quando leggo qualcuno che scrive di me mi sento sempre piccola piccola e mi emoziono un casino. Di certo, in questo caso, molto è dovuto a Ophelinha, che ha scelto parole bellissime e ha fatto un ritratto della McMusa così figo che ora me lo stampo e me lo appendo in camera. Grazie di cuore!

    Liked by 1 person

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