Un’ora con…Valentina M. di Travel Upside Down

Valentina è una delle prime persone che ho conosciuto attraverso il blog. Insieme abbiamo lanciato #letteredamore2013, iniziativa che consisteva nello scrivere una lettera (rigorosamente a mano: niente ausilii digitali!), o nel riproporre una lettera d’amore celebre, sempre manoscritta, messa dentro un libro lasciato in un luogo pubblico, per regalare parole di amore e di speranza e sensibilizzare il più possibile alla lettura e alla scrittura. È solare, creativa, un po’ hippie, piena di energia positiva, gli occhi allenati alla ricerca di bellezza da immortalare nelle sue foto (si è già parlato delle sue incantevoli foto su Instagram qui). È innamorata della sua Sardegna, che racconta con freschezza ed entusiasmo sul suo blog, Travel upside down, facendone scoprire angoli e pezzetti più nascosti, meno conosciuti, meno turistici. Quello di Valentina non è un solo un blog di viaggi: a ogni luogo Valentina abbina pensieri, citazioni, immagini, impressioni, portando il lettore in pellegrinaggio lungo la via Francigena, in un paesino fantasma sardo, tra gli hippie della Valle della luna, tra nebbia e fantasmi nell’Appennino ligure. Siete pronti a viaggiare con lei?

Come nasce Travel upside down?

Travel Upside Down è un piccolo mondo colorato nato tre anni fa su ispirazione del momento. Volevo raccontare la mia vita in Estonia per lavoro ed era un modo per mettere su “carta”, o meglio su “web”, le mie impressioni e raccontare le avventure che vivevo in un paese lontanissimo dal mio. Nel tempo si è evoluto, sia graficamente sia nel mio modo di narrare e narrarmi. Pian piano è diventato uno spazio sempre più personale; le foto hanno lasciato spazio non solo ai propri colori, ma anche a impressioni e post sempre più intimi. Ora il blog rappresenta uno spazio creativo di cui adoro prendermi cura, creato a immagine e somiglianza del mondo che ho in mente e quindi ricco dei miei colori.

Chi c’è dietro Travel upside down?

Chi c’è dietro Travel Upside Down? Io direi dentro Travel Upside Down…. Lì dentro c’è la vita di una persona che preferisce celarsi dietro immagini e parole, piuttosto che raccontarsi in maniera chiara e diretta. Credo che descriversi a volte sia davvero difficile, soprattutto quando la propria personalità è complicata e caratterizzata da centinaia di sfumature diverse. La creatività è un modo per parlare di sé senza essere banali e permette di mettere in luce una piccola parte della propria mente. C’è una parola sarda che mi descrive alla perfezione: “areste” (agreste, della campagna, selvaggio, indomito). A questa parola sono legati molti tratti di me.

Lo scaffale d’oro di Valentina

Adoro la malinconica solitudine dei libri di Murakami Haruki, quel senso di smarrimento dei suoi personaggi e il modo in cui lui racconta la vita. L’esistenza per lui è qualcosa di difficilmente delineabile, dove il confine tra i sentimenti è sempre sfocato e molte situazioni rimangono sospese nel cuore dei personaggi. Ultimamente, mi sto appassionando anche alla scrittrice spagnola Anais Nin e sono completamente affascinata dal suo modo di scrivere così poetico e allo stesso tempo realista. Fa un uso delle parole impeccabile. Credo che Anais Nin vivesse nel mio stesso mondo. Leggere i suoi libri è qualcosa di molto profondo perché condividiamo la stessa linea immaginativa. Inoltre m’identifico sempre con chiunque ami esplorare il mondo attorno a sé, in qualsiasi modo possibile, attraverso i viaggi, l’arte, la scrittura o qualsiasi attività in cui bisogna mettere in moto le proprie capacità e il proprio senso dell’avventura.

Se Travel upside down fosse una canzone…

…sarebbe un misto tra: The Easybeats, “Good Times” e Cat Stevens, “If you want to sing out”. I’m gonna have a good time tonight, Rock n’ Roll music gonna play all night, Come on baby it won’t take long, Only take a minute just to sing my song.” The Easybeats “Well, if you want to sing out, sing out And if you want to be free, be free ‘Cause there’s a million things to be You know that there are And if you want to live high, live high And if you want to live low, live low ‘Cause there’s a million ways to go You know that there are.”

Valentina, la scrittura e la fotografia

Il rapporto con la scrittura è abbastanza complicato, ma in senso positivo. Mi chiedo spesso quali siano i confini entro i quali voglio restare per rispettare la mia personalità molto riservata. Spesso mi chiedo se quello che scrivo possa rendere al meglio quello che sento; e, infatti, non riesco a scrivere a comando ma solo quando mi sento particolarmente ispirata. La fotografia invece è per me un mondo più semplice e immediato. Credo che dalla galleria fotografica di una persona si possano capire tante cose in base al modo in cui coglie situazioni, persone e sfumature.

Progetti in cantiere

Ogni giorno è una nuova occasione per creare progetti e mantenersi vivi.

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6 thoughts on “Un’ora con…Valentina M. di Travel Upside Down

  1. Ophelinha says:

    si, Valentina ha un blog bellissimo, pieno di creativita' e, soprattutto, curato con amore. Quello che mi piace di piu' e' lo stile originale, tutto personale che riesce sempre a conferirgli.

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