Walt Whitman, Wislawa Szymborska e due poesie che battono all’unisono

Walt Whitman (1819 – 1892)
 
In un momento di serendipità, due poeti diversi, due poesie che battono con un unico cuore: A uno sconosciuto (To a stranger) e Amore a prima vista (Love at first sight).
Lui è Walt Whitman, il celeberrimo poeta statunitense autore di Leaves of Grass e di Song of the open road; lei è la polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura 1996.

Entrambi si rivolgono allo sconosciuto, al passante, partendo da due punti di vista diversi: Whitman è il protagonista della poesia, colui che osserva lo sconosciuto, la passante, e si sente esplodere di una divina impazienza, perché la sua ricerca potrebbe essere finita: lui/lei potrebbero essere l’amore della sua vita, l’amico che cercava, qualcuno con cui in passato ha già condiviso momenti e sorrisi. Qualcuno che ha già toccato la sua vita e tornerà a toccarla, qualcuno con cui correre, qualcuno che diventa lo stesso Whitman: i confini tra le due diverse fisicità si perdono, e i due diventano stesso corpo, stesso sangue, due cuori che battono all’unisono fino a fondersi in uno solo.

La Szymborska, invece, si diverte a fare la benevola osservatrice esterna di una coppia di passanti, convinti di essersi appena incontrati, di essere uno dei fortunatissimi (e fortuiti) casi di amore a prima vista. La poetessa ne immagina tutte i momenti, le situazioni in cui la loro vita deve essersi inconsapevolmente toccata: i segni, i segnali, i sogni. Perché non esistono lieti inizi, ma solo lieti seguiti, e non esistono lieti fini, perché il libro degli eventi è sempre aperto a metà.

Entrambi i poeti accarezzano l’idea del passante come contenitore delle infinite possibilità della vita, una sorta di giardino dei sentieri che si biforcano alla Borges. I due sembrano rifarsi alla filosofia di John Donne: nessun uomo è un’isola, e quando suona la campana a morte una piccolissima parte di noi muore. Perché tutti noi siamo parte di un unico corpo, e quando un braccio o un dito o il collo fanno male, l’intero organismo si abbatte. Non esistono dunque sconosciuti, ma soltanto misteri, punti interrogativi, incroci, possibilità.
E tutti in qualche modo riescono a toccare la nostra vita, seppur per un momento fugace.

 

 

To a Stranger, Walt Whitman (Leaves of grass)

PASSING stranger! you do not know how longingly I look upon you,
You must be he I was seeking, or she I was seeking, (it comes to me, as of a dream,)
I have somewhere surely lived a life of joy with you,
All is recall’d as we flit by each other, fluid, affectionate, chaste, matured,
You grew up with me, were a boy with me, or a girl with me, 5
I ate with you, and slept with you—your body has become not yours only, nor left my body mine only,
You give me the pleasure of your eyes, face, flesh, as we pass—you take of my beard, breast, hands, in return,
I am not to speak to you—I am to think of you when I sit alone, or wake at night alone,
I am to wait—I do not doubt I am to meet you again,
I am to see to it that I do not lose you.

Ad uno sconosciuto
 Sconosciuto che passi! tu non sai con che desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo
(mi arriva come un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo una vita di gioia,con te
tutto è ricordato, mentre passiamo l’uno vicino all’altro
fluido, amorevole, casto, maturo
sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è diventato
qualcosa che non appartiene soltanto a te, nè ha
lasciato che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della
tua carne, mentre io passo tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal mio petto, dalle mie mani,
non devo parlarti, devo pensarti a te quando seggo da solo o
veglio la notte da solo
devo aspettarti, non dubito che t’incontrerò ancora,
e a questo devo badare, di non perderti.

Wislawa Szymborska (1923 – 2012)

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Traduzione di Pietro Marchesani

Love at first sight

Both are convinced
that a sudden surge of emotion bound them together.
Beautiful is such a certainty,
but uncertainty is more beautiful.

Because they didn’t know each other earlier, they suppose that
nothing was happening between them.
What of the streets, stairways and corridors
where they could have passed each other long ago?

I’d like to ask them
whether they remember– perhaps in a revolving door
ever being face to face?
an “excuse me” in a crowd
or a voice “wrong number” in the receiver.
But I know their answer:
no, they don’t remember.

They’d be greatly astonished
to learn that for a long time
chance had been playing with them.

Not yet wholly ready
to transform into fate for them
it approached them, then backed off,
stood in their way
and, suppressing a giggle,
jumped to the side.

There were signs, signals:
but what of it if they were illegible.
Perhaps three years ago,
or last Tuesday
did a certain leaflet fly
from shoulder to shoulder?
There was something lost and picked up.
Who knows but what it was a ball
in the bushes of childhood.

There were doorknobs and bells
on which earlier
touch piled on touch.
Bags beside each other in the luggage room.
Perhaps they had the same dream on a certain night,
suddenly erased after waking.

Every beginning
is but a continuation,
and the book of events
is never more than half open.

-translated by Walter Whipple

 


 

 
 
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9 thoughts on “Walt Whitman, Wislawa Szymborska e due poesie che battono all’unisono

  1. vivix beatrix says:

    È proprio vero che ci sono sono eventi che appaiono del tutto casuale e poi ti soffermiamo ad osservare meglio e sembra quasi facciano parte di un piano più accurato…. tutta questa premessa solo per dirti che da qualche tempo, da qualche settimana sono ossessionata da questi due poeti, ovunque vada o qualunque cosa legga incrocio i loro nomi. Non mi sono ancora decisa se acquistare in ebook o cartaceo perché la poesia va scarabocchiata. In compenso però ho acquistato Cohen. Dopo questo post il fato sembra volermi dare una scollato.

    Un abbraccio donna del destino

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  2. Vero says:

    Walt Whitman è legato ad uno dei ricordi piu' belli che ho, una delle persone che piu' mi hanno ispirato un giorno mi ha regalato una delle sue raccolte ed io non posso che pensare a lui con profondo affetto e ammirazione. La Szymborska, poi, è una rivelazione. Se c'è una cosa che amo leggere, quello è l'ammmooor (anche quello immaginato) 🙂

    Un abbraccio

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  3. Clara says:

    Neanche se di Nada al-Hajj

    “Questo passante è una sorpresa come la brezza, il vento,
    il fulmine
    a questo sapiente, ignoto, feroce che entra furtivo,
    imperturbabile, isolato, trasformista, miscredente,
    occulto, viaggiatore, oscuro, commovente, timoroso, distratto,
    non chiederò un amore, non chiederò né un'illusione
    né un omicidio
    neanche se conoscessi la vittima.”

    (tratta da “Non ho peccato abbastanza”, Mondadori 2007)

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  4. Ophelinha says:

    è bellissimo poter associare un momento o una persona a un poeta, o una poesia. Ad esempio, io associo Walt Whitman a Love Story (Oliver legge a Jennifer alcuni versi tratti dal canto della strada aperta), mentre associo la Szymborska (nella fattispecie, la poesia Il vecchio professore) a una colazione soleggiata vicino al mare…

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