Cake credits: Sprinkle Bakes

Due secoli dopo, Jane Austen è più viva e più amata che mai. I suoi sei romanzi sono annoverati tra i classici della letteratura mondiale, letti e amati da generazioni e generazioni, oggetto di innumerevoli riadattamenti.

Quale modo migliore di celebrarla nel giorno del suo compleanno del The Austen project?

In sostanza, un pugno di scrittori moderni hanno deciso di far rivivere aunt Jane e farla diventare una scrittrice dei nostri tempi, facendole scoprire Facebook e Twitter, utilizzando la sua straordinaria capacità di osservazione e penetrazione della società che la circonda per ridere insieme a lei dei suoi personaggi, e di quei cammeo che danno un pizzico pepato e frizzante a tutti i suoi romanzi, dal Collins di Pride and Prejudice alle antipatiche sorelle Steele di Sense and Sensibility.

Come sostiene Johanna Trollope, autrice della prima tappa dell’Austen project, la riscrittura di Sense&Sensibility, zia Jane si sarebbe fatta una bella risata davanti a questo esperimento, perché questa è la Austen: una scrittrice piena di talento e di grazia, capace di non prendersi troppo sul serio e di non prendere troppo sul serio i personaggi, capace di descrivere tutta la sofferenza di un cuore spezzato e al tempo stesso di suggerire al personaggio che il mondo non ruota intorno a lui/lei.

Ho iniziato il Sense&Sensibility della Trollope con un misto di divertita curiosità e di scetticismo dovuti ai troppi spin-off austeniani di qualità mediocre. L’ho divorato, affascinata e al tempo stesso un po’ sconcertata da queste Ellie, Marianne e Mags in jeans e converse, tutte prese dai loro problemi economici, dall’università, dai primi lavori, che scrivono ai loro amati Edward e Wills non più lunghe e romantiche lettere, ma messaggi di testo, che parlano di sesso (oh gosh! all’inizio i puritani lettori Regency come me rimarranno un po’ sconcertati..).

Ma, crinoline e ceralacca a parte, come ha sottolineato anche Joanna Trollope, l’adattamento contemporaneo di S&S funziona, perché i temi trattati sono più attuali che mai: le preoccupazioni economiche della famiglia Dashwood, le prime e cocenti delusioni sentimentali, la critica spassionata di una società troppo stratificata e classista, la difficoltà di trovare un giusto equilibrio tra la ragione e il sentimento, tra la logica, il raziocinio, l’analisi della realtà e  le ragioni del cuore.

Le due protagoniste, Elinor e Marianne, sono personaggi  estremi nei loro modi di essere contrastanti fino ad essere opposti: Elinor è tutta logica e raziocinio, cosi’ distaccata e algida da sembrare talvolta antipatica e senza cuore.

Marianne, al contrario, è tutta passione: innamorata dell’amore, si lascia bruciare dall’infatuazione per il perfido Willoughby/Wills, cacciatore di dote tanto nell’800 quanto ai giorni nostri, e si consuma per mesi e mesi nel lutto per la fine della breve stagione del loro amore, obbligando gli astanti a camminare in punta di piedi intorno a lei, oscurando del tutto il dolore nascosto e silenzioso di Elinor per la perdita del suo Edward, legato alla perfida e calcolatrice Lucy Steele da una promessa ormai inattuale.

Tuttavia, la bellezza, la dolcezza e la bontà d’animo della romantica Marianne e l’intelligenza, il senso di responsabilità, nonché qualche lacrimuccia sfuggita alla pragmatica Ellie condonano le due sorelle, e le conducono vero un lieto fine inaspettato.

 

Il libro della Trollope è il perfetto compagno di un weekend invernale, da leggere con una tazza di tè e munite di un plaid caldo, ma tassativamente dopo aver letto l’originale 😉

Qualche notizia sulla Trollope: ordinata nel 1996 ufficiale dell’impero britannico (Officer of the British Empire) per i servizi resi alla letteratura, è autrice di diciassette romanzi di successo, tradotti in venticinque linque. Piu’ informazioni sul suo sito ufficiale.
 

 
 

Qualche chicca per le Janeites:

          il Sense&Sensibility della Trollope è riuscito ad oscurare un altro attesissimo sequel, Mad About the Boy di Helen Fielding, una panoramica nella vita di una Bridget Jone matura, mamma e…vedova dell’amatissimo Mark Darcy (sarà questo il motivo per cui il terzo diario di Bridget ha ricevuto un’accoglienza tiepida? C’è sempre bisogno di un Mr Darcy..)
 
 
 
 
 
 
 

          il prossimo romanzo nel ciclo del The Austen Project è Northanger Abbey, riscritto da ValMcDermid, autrice britannica di libri gialli (la pubblicazione è prevista per la prossima primavera)
 
 

 
 

          un nuovo, delizioso trivia ispirato a Jane Austen è in preparazione negli States (l’uscita è prevista per giugno)
 

 
 

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