Alice Munro, e la bellezza che salverà il mondo

I would really hope this would make people see the short story as an important art, not just something you played around with until you got a novel
(Alice Munro dopo l’annuncio del Premio Nobel)
Sarà che stanotte non ho dormito e sono rientrata in ufficio con crisi da carenza di caffeina/teina dopo la mia lezione di Portoghese nella pausa pranzo, arrabbiata per l’ennesima discussione su come i numeri, la statistica, l’economia dominino il mondo, terminata nell’adagio “non di Anna Karenina vivrà l’uomo, ma di numeri”.
Sarà che sto vivendo in apnea, boccheggiando alla ricerca d’aria, messa all’angolo da una decisione da prendere, da un cambiamento che mi terrorizza ma al quale al tempo stesso non mi sento di riunciare..
Sarà che stamattina pioveva e c’era la nebbia, e sono rientrata in ufficio intirizzita e triste, grigia fuori e dentro. Sarà. Ma, appena tornata in ufficio, uno sguardo alle news, e sono scattata su a saltellare come una forsennata, lanciando gridolini di gioia tra gli sguardi attoniti dei miei colleghi (sono la pecora nera italiana in un ufficio di nordici….)
Alice Munro ha vinto il Nobel per la letteratura (!). Nobel del tutto meritato, e, fortunatamente, assegnato per una volta non sulla base di considerazioni politiche, ma lasciandosi guidare dal puro e semplice amore per la letteratura, dalla passione per le parole. dalla ricerca delle bellezza.
La prosa della Munro è avvolgente, penetrante come un profumo muschiato. Le sue pagine sono da leggere e rileggere. Il suo Inglese è elegante e raffinato senza essere pretenzioso, e riesce ad essere al tempo stesso straordinariamente schietto e diretto.
Le sue storie rimangono tatuate nel cuore, catturando il lettore attraverso un piccolo particolare: un haiku, un messaggio in bottiglia, un incubo della Alice bambina, le foglie d’acero rosse e dorate, la luce brumosa delle mattine invernali candesi.
Il Canada è il vero Bildungsroman della Alice bambina, della Alice donna, che la aiuta a raccontare, e a raccontarsi, paesaggio dopo paesaggio, foglia dopo foglia, impronta dopo impronta (fangosa, per lo piu’).
Il racconto è un genere piuttosto trascurato nell’ambito della letteratura italiana. La Munro, in questo campo, ha talento da vendere, e lezioni da insegnare. E’ senza dubbio alcuno la regina del racconto , a metà strada tra realismo e surrealismo, realtà e poesia.
Forse di letteratura non si vive, e non si muore. Tuttavia, io rimango fermamente convinta del fatto che sarà la bellezza a salvare il mondo. E allora forse vale la pena di saltellare sulla moquette grigia di un ufficio grigio per un premio assegnato ad una sconosciuta che, per misteriose e poetiche ragioni, mi sembra di conoscere intimamente…
 
Vi lascio con un bellissimo articolo del canadese The Globe and The Mail, 10 reasons why Alice Munro is a genius
 



Buona immersione nel fantastico mondo di Alice Munro.

Consigli di lettura: iniziate da Dear life, il testamento letterario della Munro, con le prime (ed uniche) quattro storie biografiche che abbia mai scritto.
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5 thoughts on “Alice Munro, e la bellezza che salverà il mondo

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