C’è chi sbaglia per troppo amore.

And they’re handing down my sentence now
And I know what I must do
Another mile of silence while i’m
Coming back to you….
Leonard Cohen
 
 

Ci sono persone che sono per natura portate a sbagliare. Ce l’hanno nel DNA e non c’è niente che possano fare per correggersi: ogni volta che cercano di rimediare ad un errore non fanno altro che amplificarlo, moltiplicarlo all’ennesima potenza. Come se gettassero una pietra sull’acqua e i cerchi concentrici creati dall’impatto si allargassero sempre di più.

C’è chi sbaglia per troppo amore. C’è chi sbaglia per troppo dolore, chi sbaglia sapendo di sbagliare, chi sbaglia, ossimoricamente, cercando di fare la cosa giusta.

C’è chi sbaglia mentendo a se stesso, convincendosi di poter cambiare. Dicendo a se stesso che è l’ultima volta, che c’è ancora tempo pe reinventarsi, per fare tabula rasa, cancellare tutto e ricominciare da zero. Avere un’amnesia temporanea, fare ammenda, invertire la rotta.
No: coloro che commettono sbagli seriali sono peccatori incalliti che non possono fare a meno di essere quello che sono. Che non riescono a rinnegare se stessi. Che sono troppo stanchi per scegliere the road less travelled.

Sbagliano per esausta e vuota abitudine, come fossero giocatori d’azzardo. Sbagliano per inerzia, perchè, una volta che si inizia a sbagliare, lo sbaglio diventa una specie di vizio, un circolo vizioso dal quale si ha paura di uscire, una deformità dell’anima, una lente distorta attraverso la quale la realtà arriva filtrata, opaca. Distorta.

O, più semplicemente, si sbaglia perchè quando si commette un grande errore ci si spaventa di se stessi, e rettificarlo sembra troppo difficile, fino a divenire impossibile. Allora si commette uno sbaglio puù grande, cercando di anestetizzare quello precedente, soffocarne il ricordo, annegarlo nell’oblio.

Perchè, se errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur, correggersi ed essere corretti, perdonarsi ed essere perdonati sono voci riflessive e passive che sembrano appartenere a coniugazioni dell’irrealtà e trascendono la volontà umana.

Qual è dunque il refugium peccatorum di chi sbaglia e non riesce a tirare il freno a mano? Is there no way out of the mind?

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