Quand Olivia rêvait
C’était d’un grand amour
Plus grand que la forêt
Et plus beau que le jour
Mais qui saura jamais
Le triste et doux secret
Qui l’enchantait
Quand Olivia rêvait ?
André Claveau, Olivia

(nella foto, Olivia è l’attrice Angela Christofilou)

E’ da un po’ di tempo che avevo in mente di parlarvi di questo libro, Olivia ovvero la lista dei sogni possibili, della talentuosa Paola Calvetti. Quale momento migliore che il Natale per farvene dono, e condividere con voi personaggi, storie e parole che mi hanno tenuto compagnia, avvincendomi con la loro grazia.

Natale e la fine dell’anno sono momenti di bilanci. Ma sono anche momenti in cui si rincorre quel po’ di magia e di serendipità rimaste in un mondo sempre più cinico, sempre più disilluso, sempre più disincantato.

Perchè ho amato Olivia? Il libro mi è stato consigliato da diversi amici, dicendomi che mi sarei rispecchiata in lei per molti tratti, per diverse caratteristiche. Ed è vero: Olivia è un po’ tutte noi, a cavallo di questa generazione di choosy mancati che vivono in uno stato di precarietà permanente, spostandosi di nazione o addirittura di continente per inseguire sogni possibili ed impossibili, accontentandosi di quello che si riesce ad ottenere.

Questa è la nostra Olivia: eroina d’altri tempi, di allendiana memoria (mi ricorda la Clara dalla distrazione celestiale de La Casa degli Spiriti). La ritroviamo con la sua bella scatola di effetti personali in mano, fresca di licenziamento, in una giornata di capelli impazziti, a rifugiarsi in una tabaccheria, un po’ alla Fernando Pessoa. E qui, cioccolata calda dopo cioccolata, Olivia, che ama le parole, per il suono ed il sapore che evocano, passa in rassegna la sua vita, racchiusa in quei pochi fogli che rappresentano il suo curriculum vitae, o, come lo definisce lei, il suo CVD (Come Volevasi Dimostrare, sei un foglio inutile).

“A scorrerlo con un filo di onestà, è soltanto una radiografia imperfetta che tralascia ciò che conta davvero: gli incontri che mi hanno segnato, gli amori veri e quelli che credevo lo fossero, le persone che mi mancano, quelle che hanno smesso di mancarmi, gli amici, gli insensibili che ho incrociato senza rendermi conto di quanto fossero senza cuore, le persone che amo e non ho fatto in tempo ad abbracciare. (…) Sui curricula non c’è spazio per le passioni, i sogni, i fallimenti.

Per la forza dei desideri.”

Questo pensa Olivia, paladina della purezza del linguaggio alla ricerca della bellezza, che cattura con la fedele Polaroid regalatale dalla nonna, che le insegnava a inseguire la felicità.

Proprio al funerale di questa persona così importante nella vita della protagonista, la Olivia bambina, nel suo cappottino blu con la fedele Polaroid stretta al petto, quasi a voler stringere la nonna a sè ancora una volta, a non volerla lasciar andare, incrocia lo sguardo di un bambino dalla sciarpa rossa, che nasconde una lacrima. E il destino si mette in moto.

Conoscete quella leggenda orientale, secondo la quale gli dei legano i piedini di un bambino e una bambina non ancora nati con un nastrino rosso, e i due saranno destinati ad amarsi?

Ma a tutto questo Olivia non pensa, mentre, triste e sperduta, seduta in quella tabaccheria, si mette a redigere la lista dei suoi sogni possibili, dei sogni realizzabili ora che ha perduto il lavoro, e deve e vuole impiegare il tempo nella maniera più impegnata e costruttiva possibile. Ma la vita è quello che succede mentre siamo distratti, è quello che troviamo – o che ci trova – mentre stiamo cercando qualcos’altro: è questa la serendipità. Così, mentre la ragazza pensa di mettersi a scrivere biografie e fare attività di volontariato alla casa di riposo per musicisti, cerca idee per vivere a basso costo e vuole mettersi a insegnare alle vecchiette a usare internet, la sua storia sta per reintrecciarsi con quella di lui, Diego – ma se n’era poi mai totalmente staccata?

Ho amato Diego per il suo dolore. Per il suo segreto. Per quel fratello – Andrea – tanto amato, che ha scelto di morire, quando Diego è troppo piccolo per capire. Per la vita che si è fermata per sempre, in casa di Diego, per quei genitori dagli sguardi assenti che lo trattano quasi fosse un soprammobile di cristallo, prezioso e fragile.
Diego ha paura di amare.

..Sono un cretino. Dietro di noi lasciamo scie che a volte non svaniscono del tutto.
Vorrei essere amato e riuscire a fare altrettanto.
Ho la fissa di non voler fare soffrire nessuno.
Devo staccarmi da te anche se è l’ultimo dei miei desideri e so che mi sentirò solissimo senza di te.
Non puoi attaccarti a un fantasma, no?

Intanto, Olivia continua a filtrare messaggi, email e chiamate della migliore amica, Sarah, mentre compila la sua lista: aprire un blog; imparare a organizzare un picnic; coltivare la certezza che la vita continua; inaugurare un gruppo d’acquisto nel condominio.
Ma la serendipità, sotto forma di Sarah, ha altri piani per lei, alla quale l’amica la convice/costringe a partecipare, col mantra “GLIELA FACCIAMO VEDERE NOI, AL DESTINO!”

E così.

Ci sono istanti nella vita in cui tutto cambia. Istanti in cui succede qualcosa che modifica radicalmente tutto quello che è esistito fino all’attimo che li ha preceduti.

Succede tutto in fretta. Sguardi che si incrociano, mani che si sfiorano.

Si può morire di timidezza?

…Allungo una mano verso la sua.

Mi porge una mano. Tendo la mia.

Le nostre dita si sfiorano.

….

Ci sono tante cose che vorrei dirle.

Ci sono tante cose che potrei dirgli.

“Auguri”.

…..

Ed è come stringersi la mano di nuovo.

Attimi di pura poesia. Suggellati dalla poesia finale, Chiamerò, chiamerò il tuo nome, di Pablo Paolo Peretti:

E ti penso
e ti scrivo due righe
perchè
solo imparando a memoria
il tuo amore
ti potrai ricordare di me
e amarmi per sempre.
Ci meritiamo una nostra esistenza.
Voglia di mani
di mamma, di nonna, di sorella, di amica…
Voglia di tenerezza.
La felicità
è precedere il dolore.
E’ stato scritto su un muro
“Siate felici con prudenza”
e io voglio essere una falena
noncurante del sole
e vivere tra la luce
voltando le spalle a notti troppo nere
troppo notti!
Amami e basta!
Amami e basta!
Incoraggiata
da angeli confusi
mi lascerò rapire dal sonno
in questo cimitero di ricordi
dove cipressi maestosi e sorpresi
si nutriranno del mio pensarti
lasciando libera
la mia stanca ombra.
E sarà primavera per sempre.

Vi è piaciuta la storia di Olivia? A me si, tanto. E vorrei farne dono a uno di voi.
Poche, semplici regole per ricevere sotto l’albero una copia di Olivia ovvero la lista dei sogni possibili:

– raccontatemi un vostro sogno possibile. Piccolo, grande, sul breve o lunghissimo periodo, non importa. Questo Natale raccolgo sogni;
– se vi fa piacere, diventate follower di Impressions chosen from another time su Blogger, Facebook e Twitter;
– condividete il giveaway sui vostri blog, pagine Facebook. Twitter e quant’altro.

Avete tempo fino alla fine dell’anno (mezzanotte del 31 dicembre) per raccontarmi i vostri sogni possibili.

Colgo l’occasione per ringraziare la bravissima Paola Calvetti per questi perfetti istanti di serendipità.