Xmas Giveaway:raccontatemi i vostri sogni possibili

Quand Olivia rêvait
C’était d’un grand amour
Plus grand que la forêt
Et plus beau que le jour
Mais qui saura jamais
Le triste et doux secret
Qui l’enchantait
Quand Olivia rêvait ?
André Claveau, Olivia

(nella foto, Olivia è l’attrice Angela Christofilou)

E’ da un po’ di tempo che avevo in mente di parlarvi di questo libro, Olivia ovvero la lista dei sogni possibili, della talentuosa Paola Calvetti. Quale momento migliore che il Natale per farvene dono, e condividere con voi personaggi, storie e parole che mi hanno tenuto compagnia, avvincendomi con la loro grazia.

Natale e la fine dell’anno sono momenti di bilanci. Ma sono anche momenti in cui si rincorre quel po’ di magia e di serendipità rimaste in un mondo sempre più cinico, sempre più disilluso, sempre più disincantato.

Perchè ho amato Olivia? Il libro mi è stato consigliato da diversi amici, dicendomi che mi sarei rispecchiata in lei per molti tratti, per diverse caratteristiche. Ed è vero: Olivia è un po’ tutte noi, a cavallo di questa generazione di choosy mancati che vivono in uno stato di precarietà permanente, spostandosi di nazione o addirittura di continente per inseguire sogni possibili ed impossibili, accontentandosi di quello che si riesce ad ottenere.

Questa è la nostra Olivia: eroina d’altri tempi, di allendiana memoria (mi ricorda la Clara dalla distrazione celestiale de La Casa degli Spiriti). La ritroviamo con la sua bella scatola di effetti personali in mano, fresca di licenziamento, in una giornata di capelli impazziti, a rifugiarsi in una tabaccheria, un po’ alla Fernando Pessoa. E qui, cioccolata calda dopo cioccolata, Olivia, che ama le parole, per il suono ed il sapore che evocano, passa in rassegna la sua vita, racchiusa in quei pochi fogli che rappresentano il suo curriculum vitae, o, come lo definisce lei, il suo CVD (Come Volevasi Dimostrare, sei un foglio inutile).

“A scorrerlo con un filo di onestà, è soltanto una radiografia imperfetta che tralascia ciò che conta davvero: gli incontri che mi hanno segnato, gli amori veri e quelli che credevo lo fossero, le persone che mi mancano, quelle che hanno smesso di mancarmi, gli amici, gli insensibili che ho incrociato senza rendermi conto di quanto fossero senza cuore, le persone che amo e non ho fatto in tempo ad abbracciare. (…) Sui curricula non c’è spazio per le passioni, i sogni, i fallimenti.

Per la forza dei desideri.”

Questo pensa Olivia, paladina della purezza del linguaggio alla ricerca della bellezza, che cattura con la fedele Polaroid regalatale dalla nonna, che le insegnava a inseguire la felicità.

Proprio al funerale di questa persona così importante nella vita della protagonista, la Olivia bambina, nel suo cappottino blu con la fedele Polaroid stretta al petto, quasi a voler stringere la nonna a sè ancora una volta, a non volerla lasciar andare, incrocia lo sguardo di un bambino dalla sciarpa rossa, che nasconde una lacrima. E il destino si mette in moto.

Conoscete quella leggenda orientale, secondo la quale gli dei legano i piedini di un bambino e una bambina non ancora nati con un nastrino rosso, e i due saranno destinati ad amarsi?

Ma a tutto questo Olivia non pensa, mentre, triste e sperduta, seduta in quella tabaccheria, si mette a redigere la lista dei suoi sogni possibili, dei sogni realizzabili ora che ha perduto il lavoro, e deve e vuole impiegare il tempo nella maniera più impegnata e costruttiva possibile. Ma la vita è quello che succede mentre siamo distratti, è quello che troviamo – o che ci trova – mentre stiamo cercando qualcos’altro: è questa la serendipità. Così, mentre la ragazza pensa di mettersi a scrivere biografie e fare attività di volontariato alla casa di riposo per musicisti, cerca idee per vivere a basso costo e vuole mettersi a insegnare alle vecchiette a usare internet, la sua storia sta per reintrecciarsi con quella di lui, Diego – ma se n’era poi mai totalmente staccata?

Ho amato Diego per il suo dolore. Per il suo segreto. Per quel fratello – Andrea – tanto amato, che ha scelto di morire, quando Diego è troppo piccolo per capire. Per la vita che si è fermata per sempre, in casa di Diego, per quei genitori dagli sguardi assenti che lo trattano quasi fosse un soprammobile di cristallo, prezioso e fragile.
Diego ha paura di amare.

..Sono un cretino. Dietro di noi lasciamo scie che a volte non svaniscono del tutto.
Vorrei essere amato e riuscire a fare altrettanto.
Ho la fissa di non voler fare soffrire nessuno.
Devo staccarmi da te anche se è l’ultimo dei miei desideri e so che mi sentirò solissimo senza di te.
Non puoi attaccarti a un fantasma, no?

Intanto, Olivia continua a filtrare messaggi, email e chiamate della migliore amica, Sarah, mentre compila la sua lista: aprire un blog; imparare a organizzare un picnic; coltivare la certezza che la vita continua; inaugurare un gruppo d’acquisto nel condominio.
Ma la serendipità, sotto forma di Sarah, ha altri piani per lei, alla quale l’amica la convice/costringe a partecipare, col mantra “GLIELA FACCIAMO VEDERE NOI, AL DESTINO!”

E così.

Ci sono istanti nella vita in cui tutto cambia. Istanti in cui succede qualcosa che modifica radicalmente tutto quello che è esistito fino all’attimo che li ha preceduti.

Succede tutto in fretta. Sguardi che si incrociano, mani che si sfiorano.

Si può morire di timidezza?

…Allungo una mano verso la sua.

Mi porge una mano. Tendo la mia.

Le nostre dita si sfiorano.

….

Ci sono tante cose che vorrei dirle.

Ci sono tante cose che potrei dirgli.

“Auguri”.

…..

Ed è come stringersi la mano di nuovo.

Attimi di pura poesia. Suggellati dalla poesia finale, Chiamerò, chiamerò il tuo nome, di Pablo Paolo Peretti:

E ti penso
e ti scrivo due righe
perchè
solo imparando a memoria
il tuo amore
ti potrai ricordare di me
e amarmi per sempre.
Ci meritiamo una nostra esistenza.
Voglia di mani
di mamma, di nonna, di sorella, di amica…
Voglia di tenerezza.
La felicità
è precedere il dolore.
E’ stato scritto su un muro
“Siate felici con prudenza”
e io voglio essere una falena
noncurante del sole
e vivere tra la luce
voltando le spalle a notti troppo nere
troppo notti!
Amami e basta!
Amami e basta!
Incoraggiata
da angeli confusi
mi lascerò rapire dal sonno
in questo cimitero di ricordi
dove cipressi maestosi e sorpresi
si nutriranno del mio pensarti
lasciando libera
la mia stanca ombra.
E sarà primavera per sempre.

Vi è piaciuta la storia di Olivia? A me si, tanto. E vorrei farne dono a uno di voi.
Poche, semplici regole per ricevere sotto l’albero una copia di Olivia ovvero la lista dei sogni possibili:

– raccontatemi un vostro sogno possibile. Piccolo, grande, sul breve o lunghissimo periodo, non importa. Questo Natale raccolgo sogni;
– se vi fa piacere, diventate follower di Impressions chosen from another time su Blogger, Facebook e Twitter;
– condividete il giveaway sui vostri blog, pagine Facebook. Twitter e quant’altro.

Avete tempo fino alla fine dell’anno (mezzanotte del 31 dicembre) per raccontarmi i vostri sogni possibili.

Colgo l’occasione per ringraziare la bravissima Paola Calvetti per questi perfetti istanti di serendipità.

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24 thoughts on “Xmas Giveaway:raccontatemi i vostri sogni possibili

  1. Rose Mel says:

    Sai che nn ricevo più i tuoi aggiornamenti? Eppure sn tua follower. Blogger di tanto in impazzisce! Mi è successo anche con altri blog -.-
    La sua storia mi è piaciuta tantissimo ^-^ davvero, vorrei leggerlo! Però devo un po' pensarci al sogno da raccontare 😀

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  2. Bruja says:

    mi hai incuriosito molto con questo post…credo che Olivia per Natale entrerà in casa mia…
    …ahh il mio sogno possibile io l'ho appena realizzato…andare a vivere con il mio compagno in una calda casa che fa da nido per noi e da luogo di relax e coccole per gli amici…il prossimo sogno…lo sto ancora scegliendo…:-)

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  3. Ophelinha says:

    ..magari Olivia te la ritrovi sotto l'albero! 🙂
    che bello il tuo sogno possibile, un luogo dell'anima a cui fare ritorno ogni volta che fuori fa fredo e tu ti senti un po'persa, e da condividere con qualcuno di cosi'speciale…
    buone fest, e buoni sogni!
    O.

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  4. Sostiene Pereira says:

    Hold fast to dreams
    For if dreams die
    Life is a broken-winged bird
    That cannot fly.
    Hold fast to dreams
    For when dreams go
    Life is a barren field
    Frozen with snow.
    (Langston Hughes)

    Complimenti per l'iniziativa…il raccontare, il raccontare i sogni soprattutto -interrogando il cuore che li custodisce, facendoli affiorare con tratti a volte confusi, incerti, timorosi – ha qualcosa di magico. E il metterli su carta, attraverso il gesto libero del dettare pensieri alla propria mano, riempendo gli spazi vuoti delle pagine bianche, sentendo la mano che prima incerta e confusa si libera a creare, a dar una prima concreta sostanza ai sogni, è come un'incantesimo dai tratti ancora vaghi. 
    Tale ancestrale incantesimo una volta proferito e affinato dalla ricerca di particolari, da forme da dare ai sogni, è una immaginifica passeggiata che finisce per portarci sul giusto viale, mentre la vita corre,  le parole fluttuano libere e poi si posano sul foglio, portandoci ad incontrare il bambino in noi che avevamo messo a tacere. Quel viale  è il sentiero dell'anima.
    Il sogno chiede quindi di essere liberato attraverso le parole per potersi concretizzare.
    E allora supero le prime difficoltà e vado a descriverlo..

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  5. Sostiene Pereira says:

    Il mio sogno lo lancio in altezza, come un aquilone, oltre il mio intelletto e sopra i miei abissi così a diventare lui timone che chiama e comanda per rendermi libero.
    Il mio sogno è fatto di conchiglie che riportano il sogno del mare. 
    C'è del vento nel mio sogno, una brezzolina lieve  che ricorda il respiro di lei. 
    C'è la musica delle sue parole nel mio sogno, le parole delle sue letture preferite che diventano musica quando lei le legge o le ricorda, e il brusio delle pagine sfogliate, un ciarlare denso fatto di inchiostro. 
    C'è il ricordo spento di un dolore nel mio sogno, il suo dolore dimenticato, e ci sono gocce di rugiada che furono lacrime, le sue lacrime, finalmente liberatesi del sale. 
    E' circondato da una ghirlanda di fiori, il mio sogno, sicchè non possa sfuggire dai suoi contorni, ammaliato dalle carezze dei petali. 
    Il mio sogno è fra il cielo e la terra, è come una fiaba ascoltata le sere d'inverno accanto al camino, che si ferma al di sotto del soffitto, in una casa antica con ragnatele agli angoli del cielo.
    Ma il mio sogno non ha nulla di sospeso nel tempo, quel tempo che avanza stupori senza pretese. Realizzato sarà dimentico della sua storia e ragione, perchè ogni sogno ha una storia nascosta che si porta dietro come un'ombra, la parte oscura che gli dà forza e di cui deve privarsi. Una storia che nacque dolcemente, vive tristemente finchè il sogno si libera in volo per poi ricadere a passi di valzer come foglia portata dal vento,  a divenire concreto. Sì, il mio sogno ha volato e presto si poserà diventando pane,  tempo e seme. 
    ….

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  6. Sostiene Pereira says:

    Il mio sogno racchiude un nome…. un nome segreto che conosce solo il mio cuore. E' il vero nome della sua meravigliosa anima. Ma è meglio non pronunciarlo per non irritare il sogno stesso. 

    ..non avere fretta, Ophelinha, perchè i sogni non accettano premura. Se vuoi udirlo resta immobile con respiro tenue, ora  vado a sussurrartelo attraverso le sue proprie parole. 

    Sono un sogno e come ogni sogno posso appoggiare le mani sulle spalle dell'uno o dell'altra e poi parlare attraverso di lui o di lei. 
    Io sono il sogno, vivo e muoio come molte creature, ma posso vivere e morire più volte o morire per sempre. Conosco la vecchiaia degli uomini e il tramonto. Conosco la luce nei loro occhi, e riconosco altri sogni, li vedo nello scintillio di tanti occhi, è un firmamento pieno di luci nel buio dell'esistenza. 
    Conosco la vita, e la elevo. Conosco lo scorrere del tempo ma non lo temo. 
    Conosco lo scorrere dell’acqua e il sonno dei fiumi che vanno verso il mare.
    Conosco lei.
    Quando la conobbi  la fantasia mi fece prendere 'un sogno per realtà', e mi interrogai su chi lei fosse per confondere così tanto la mia essenza e alterare la mia esistenza. Posai la mia mano sulla spalla di lui, dolcemente e ripetutamente, quando le sue labbra si posavano delicatamente sulla  pelle di lei. Ma lui poi mi dimenticava, assalito dai mille problemi del quotidiano. E il suo oblio fu tale da rendere fiacca la mia esistenza. 
    Giorni meschini, privi della mia presenza, si susseguirono. Molti giorni. Troppi pensieri creavano una fitta rete di avido pescatore nella quale cadevo divincolandomi per poi restare immobile in agonia. Troppi timori, troppe paure uscivano dal ventre di lui e mi laceravano come fredde lame. I suoi desideri si spegnevano e spegnevano la mia fiamma. 
    Quando vidi che si rese conto che la stava perdendo, raccolsi tutte le mie forze esauste ricordando che ero un sogno e che i sogni smuovono persino montagne. 
    Allora gli dissi – Io sono il sogno. Se io, per te, ho creato un mondo, tu devi venire ad esso, perchè questo mondo è tutta la tua speranza. Ho creato questo mondo per lei. 
    Ho accumulato esperienza nei giorni in cui mi hai dimenticato. Ho accumulato esperienza nella parola, ho accumulato l'attesa nella parola scritta e nella parola parlata. Perchè questo mondo è tutta la speranza.
    Ho dato un nome ad ogni cosa e tu hai trovato il posto in tutti questi nomi, e lei ha trovato il posto in tutti questi nomi. Sicchè, per non dimenticarmi nuovamente, potrai scrivere di me. 
    Ora posso trattenere il mio movimento, perchè tu sarai il movimento. Come la fiamma si ferma condensandosi nella brace viva, ho fermato il mio movimento, paralizzandolo in onde di rossa luce. Nel carbone della mia vita continua ad essere la fiamma e se non sarai movimento lentamente mi consumerò in cenere. 

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  7. Sostiene Pereira says:

    E ora ricorda. Ricorda la mia storia perchè io devo liberarmene per potermi elevare e poi ridiscendere e realizzarmi nella realtà concreta. 
    Ricorda la mia storia e ricorda le tue parole, quelle che avevi per lei. Ricorda la prima notte con lei, e quel sonno di poche ore ricco di immagini vivide e, finalmente,  di una pace profonda. In lei avevan trovato quiete tutti le tue ansie. Ricorda quel sonno appagante, di come la tua essenza trovasse sostanza, di come il tuo sonno trovasse pace sul suo corpo, come in un campo di soffice cotone… Ricorda il mattino seguente, aprì gli occhi senza parlare e i suoi silenzi erano carichi dei sogni della notte.
    Ricorda, perchè quella fu la mia nascita. Quello fu il mio e il tuo destino. Ricorda i mattini seguenti, appena svegli la guardavi, era lì, i suoi occhi assonnati da bambina e qualche bacio impigliato fra i capelli.
    Se seguirai il mio cammino, gioie seguiranno ai sorrisi, calore e pace per sofferenza e dolore, ma non sarà un idillio. Io son fatto di molte cose, di sorrisi, di smorfie di dolore attenuate da carezze e tante altre. Tu sai cosa sono, tu sai cos'è lei. Mi farò concreto se crederai in me, ti suggerirò quelle lettere d'amore che non le hai mai scritto, prenderò, mille e mille volte e ancora, la tua mano per posarla su lei in mille e mille carezze, quelle che non gli hai mai fatto, sussurrerò parole e silenzi, ti insegnerò ad apprezzare le piccole gioie della vita e ad apprezzare di nuovo ogni piccolo particolare di lei, ogni sua piccola sfaccettatura.

    E negli anni che passano, nel passato insieme che si accumula, anche in un tempo lontano, farò in modo che vi commuoviate ogni volta che ascolterete la chanson des vieux amants, che lo sguardo si posi l'uno sull'altra mostrandovi in pochi attimi l'amore insieme:

    Certo ci fu qualche tempesta
    anni d'amore alla follia.
    Mille volte tu dicesti basta
    mille volte io me ne andai via.
    Ed ogni mobile ricorda
    in questa stanza senza culla
    i lampi dei vecchi contrasti
    non c'era più una cosa giusta
    avevi perso il tuo calore
    ed io la febbre di conquista.
    Mio amore mio dolce meraviglioso amore
    dall'alba chiara finché il giorno muore
    ti amo ancora sai ti amo.
    So tutto delle tue magie
    e tu della mia intimità
    sapevo delle tue bugie
    tu delle mie tristi viltà.
    So che hai avuto degli amanti
    bisogna pur passare il tempo
    bisogna pur che il corpo esulti
    ma c'é voluto del talento
    per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.
    Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore
    dall'alba chiara finché il giorno muore
    ti amo ancora sai ti amo.
    Il tempo passa e ci scoraggia
    tormenti sulla nostra via
    ma dimmi c'é peggior insidia
    che amarsi con monotonia.
    Adesso piangi molto dopo
    io mi dispero con ritardo
    non abbiamo più misteri
    si lascia meno fare al caso
    scendiamo a patti con la terra
    però é la stessa dolce guerra.
    Mon amour
    mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour
    de l'aube claire jusqu'à la fin du jour
    je t'aime encore, tu sais, je t'ame. 
    (Battiato)

    Sì, vi sussurrerò anche canzoni e poesie, quando servirà, per trovare le parole giuste. E i giusti silenzi quando le parole non serviranno.

    Ora lascia che accenda i tuoi occhi, come il primo giorno, e che li renda avidi di lei come sempre, ma discreti, in modo che la brama di lei non diventi gelosia e ossessione, ma solo godimento della sua meravigliosa bellezza. 

    Così ho parlato. 

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  8. Sostiene Pereira says:

    Questo dice il mio sogno. Gli innumerevoli particolari che lui stesso ha omesso, non li racconto. Sì perchè il mio sogno è fatto soprattutto di piccole cose, di particolari.
    Aggiungo invece che nel sogno ho chiaramente sentito le seguenti parole: per sempre tua, per sempre mio, per sempre nostri. Ma non so chi le abbia dette…come dice Borges “i sogni degli uomini appartengono a Dio e Maimonide ha scritto che le parole di un sogno, quando suonano chiare e distinte, e non si può vedere chi le ha dette, sono divine”. Forse è il segno che è un sogno realizzabile. 
    Ma non è finito..
    “If a man could pass through Paradise in a dream, and have a flower presented to him as a pledge that his soul had really been there, and if he found that flower in his hand when he awake — Aye! and what then?” (Coleridge)
    In un mattino lontano mi sveglio nel mio letto mentre le prime luci dell'alba si infiltrano dalle persiane. Lei è lì lievemente adagiata, come un fiore sul cuscino. Questo è il mio sogno. E cosa poi chiede Coleridge? E poi così ogni mattino, la freschezza del mattino si confonde alla sua intaccabile freschezza. E il sogno continua…

    Il mio sogno, però,  per realizzarsi ha bisogno di lei, tanto quanto ne abbia bisogno io. Lei. Come cantano i rolling stones she's a rainbow, anche se nella sua Grayville a volte lo dimentica, perchè non c'è solo la tua Ophelinha, ci sono tante Grayville fuori e anche dentro di noi.  

    Così, prendendo in prestito le parole di Pirandello alla sorella pittrice, ogni giorno le lascierò sul tavolo un biglietto di carta ingiallita dal tempo, con su scritto:

    “Su dunque al sogno mio rendi colore” 

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  9. Ophelinha says:

    caro sogno di SostienePereira,
    che bello l'amore che mi hai raccontato. Quanto amore. Tanto amore. Troppo amore, forse, a volte.
    Amore che può canalizzarsi in comportamenti sbagliati, che fanno allontanare la persona amata, che la fanno rinchiudere a ricchio (l'hèrisson, c'est moi).
    Non rinunciare mai al tuo sogno. Lotta per realizzarlo. Lotta per tenerla con te.
    Ti lascio con i versi immortali della mia poesia preferita di Cummings

    “Il tuo cuore lo porto con me
    Lo porto nel mio
    Non me ne divido mai.
    Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
    qualsiasi cosa sia fatta da me,
    la fai anche tu, mia cara.
    Non temo il fato
    perché il mio fato sei tu, mia dolce.
    Non voglio il mondo, perché il mio,
    il più bello, il più vero sei tu.
    tu sei quel che luna sempre fu
    e quel che un sole sempre canterà sei tu
    Questo è il nostro segreto profondo
    radice di tutte le radici
    germoglio di tutti i germogli
    e cielo dei cieli
    di un albero chiamato vita,
    che cresce più alto
    di quanto l'anima spera,
    e la mente nasconde.,
    Questa è la meraviglia che le stelle separa.
    Il tuo cuore lo porto con me,
    lo porto nel mio.”

    Buon Natale, a lei e a te. Di cuore.
    Ophèlia, la regina degli amori mai realizzati

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  10. Claudia says:

    Anche se in ritardo, tanti auguri di buon Natale!
    Olivia è un bellissimo libro, l'ho già letto e credo che tu l'abbia recensito magistralmente!
    Lascio perciò spazio a chi ancora non si è tuffato in questa lettura!
    Voglio comunque raccontare il mio sogno, un sogno a lungo termine, da una parte egoistico, dall'altra l'esatto opposto!
    Spero tra dieci anni, o anche un po' di più, di essere un bravo medico, capace, sveglio e brillante, al servizio di chi ha bisogno.
    Spero di amare e di essere amata alla stessa maniera, di avere cambiato città, di avere una sicurezza psicologica, sociale, ma anche economica.
    Spero di essere una persona migliore!
    Ancora tanti auguri, che il 2013 sia un anno migliore!
    Un abbraccio
    Claudia

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  11. Anonimo says:

    “Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.” 🙂 Un bacio dolce Ophelia, Sabrina

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  12. Ophelinha says:

    è un bellissimo desiderio…ti auguro di cuore che il 2013 ti conceda la possibilità, la forza e la fiducia di aprirti all'altro,a quell'essere speciale che avrà cura di te..

    Viandante,
    amare è vedere la propria anima
    attraverso l'anima dell'amato.
    Quando l'amato si ritrae dalla tua anima
    allora la tua anima è perduta
    Edgar Lee Masters

    Un abbraccio
    O.

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  13. Rose Mel says:

    E quando vide la pagina in cui Tamar aveva scritto cento volte, come per castigo, la parola “anomala”, gli venne voglia di cancellarla con una grande X e scriverci sopra “rara”.
    Dal libro “Qualcuno con cui correre”

    Uso questa frase per dirti il mio sogno: che la dote dell'esser rari venga riconosciuta e mi aiuti a realizzarmi nella vita. Non importa in che modalità e in che ambiti, l'importante è che nel 2013 io possa cancellare la parola anomala e scriverci sopra quella rara 🙂 io forse una sbarra l'ho già tracciata, aspetto che la vita faccia il resto e mi dia ragione 🙂

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  14. Ophelinha says:

    Pensa a tutti i campi in cui la rarità viene valorizzata..una gemma rara,una perla rara,un exemplare raro,un animale raro..che anche le persone smettano di essere aliene e vengano invece valorizzate nella loro differenza,nella loro unicita'.Perché diverso e'bello..e'meglio.Baci Mel

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  15. Chiara Maria Lenzini says:

    Cara,nel mio caso,mi disegnerò una porta su ogni occhio e ogni sguardo sarà un incontro. Acconcerò i miei capelli con un tetto a mò di tegole e ogni parola sarà un velo di protezione. E poi licenzierò la portinaia che vive dentro di me e che non parla per voce sua ma per voce del condominio che la paga. E se non basta,mi accovaccerò in terra e tramuterò in roccia e sarò casa della mia casa. Perché non c'è nulla di più spaventoso di dove sei libero di essere te stesso. Il sogno che custodisco è per l'appunto questo,in chiave metaforica,s'intende. Buona giornata 🙂

    -Chiara Maria-

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