Cose belle. Che succedono anche in queste notti bianche, vuote e infinite.
Succede che in una di queste notti scrivo una poesia, Sogno in Seppia.

Le lunghe nottate insonni
stese davanti a me come lenzuola inamidate
fredde e distanti come un risveglio solitario
a cercare i tuoi occhi da gatto
nel fondo del bicchiere di vino ambrato.
Il rincorrersi senza mai raggiungersi
il cercarsi senza mai trovarsi
la consapevolezza della tua assenza
lontana come il tuo riflesso colpevole nello specchio
mentre chiudevo la porta guardandoti con la coda dell’occhio.
Di tutto questo
non resta altro che un calice vuoto
un libro in brossura
l’eco ovattata della tua voce
e il ritratto in seppia di una notte mai vissuta.
Di tutto questo
forse ho solo sognato.
Forse non sono stata.
Forse non sei stato.

 

La stanza di Emily Dickinson (Amherst, MA)

 

Succede che conosco un’anima bella, come fortunatamente mi accade ultimamente, con la quale condivido l’amore per la poesia e la passione sfegatata per Anna Karenina: la bravissima poetessa Titta Schiraldi.
Succede che decidiamo di giocare con le parole e i versi, i sentimenti e le emozioni e di scrivere una poesia a quattro mani. E da quei versi, scritti di getto in una notte insonne come questa, è nata un’altra poesia.

Le lunghe notti insonni
stese davanti a me come lenzuola inamidate
fredde e distanti
come un risveglio solitario
a cercare i tuoi occhi cangianti
nel fondo del bicchiere di vino ambrato.

Il rincorrersi senza mai raggiungersi
il cercarsi senza mai trovarsi.

Di tutto questo
non resta altro che un calice vuoto
un libro in brossura
l’eco ovattata della tua voce
e il ritratto in seppia di una notte mai vissuta.

Avrei voluto raccogliere il libro
sul quale stai lavorando,
fino a tarda notte, é caduto a terra.

E toglierti gli occhiali, pianissimo
sei stanco,
ti sei addormentato così,
senza difese.

Solo parole, conosco solo parole di te.
Mi resta
la consapevolezza della tua mancanza
e mentre chiudo la porta
sul tuo riflesso colpevole nello specchio
siamo già come oggetti desueti
lontani
inservibili.

Di tutto questo
forse ho solo sognato.
Forse non sono stata.
Forse non sei stato.

Ma se deve essere assenza
che sia almeno la nostra.

(@OphelinhaP & Titta Schiraldi) 

 

Cose belle, che succedono in notti bianche come questa. Che ti fanno sentire infinitamente meno sola.
Che ti fanno capire che sei circondata di poesia, e che se ti impegni riesci a trovarla anche dove meno te l’aspetti.
Che catturano e cristallizzano per un attimo istanti di pura bellezza. I sempre nei mai, come li chiamerebbe la Burbery ne L’Eleganza del Riccio.