…you never know what you are gonna get.

La famosissima citazione, tratta dal celeberrimo Forrest Gump, tocca tutti noi. Inesorabilmente.

E non tutti abbiamo le risorse di Forrest, che pure parte da una postazione di svantaggio. Stupid is as stupid does, gli ripete sempre quella figura incredibile che è sua madre. E Forrest sceglie di non essere stupido. O di trarre il meglio dalla sua “stupidità”.
E segue il consiglio di Jenny: correre, correre sempre, quando è in pericolo, quando ha paura, quando è circondato dalle persone “normali”. Dai “non stupidi”.

Forrest dedica tutto se stesso alla realizzazione del sogno del suo migliore amico, Bubba. Forrest, da sempre innamorato della sua unica amica, da sempre respinto, è lì quando lei ha bisogno, è lì fino alla fine. E sono convinta che sarà un ottimo padre, che amerà suo figlio tanto quanto sua madre è riuscita ad amare lui, proprio perchè speciale.

C’è una frase che mi colpisce sempre, ogni volta che rivedo il film: I might not be the smartest man but I know what love is, Jenny.

Quanti di noi possono affermare la stessa cosa? Quanti dei “normali” (e io non mi ci metto in mezzo, perchè mi sono convinta di non esserlo, nel mio piccolo, nelle mie stramberie quotidiane, nel mio bisogno di conferme, in quel vuoto che non si riempie mai, in queste notti infinite che si stendono davanti a me come lenzuola bianchissime e inamidate) possono definire l’amore, a parole loro, e affermare di aver fatto di tutto per guadagnarselo, per meritarselo? Quanti possono candidamente affermare di aver impiegato le loro risorse ed energie, seppure limitate, consacrandole totalmente ad un obiettivo, senza mai perderlo di vista, senza mai smettere di sperare?

E ho in mente quella scena, lui col suo abito chiaro seduto sulla panchina con la sua scatola di cioccolatini che racconta ai passanti di lui e Jenny. E penso al fatto che quasi tutti amano la cioccolata, ma quando ti viene offerto un cioccolatino speri sempre sia uno di quelli che ti piacciono e non uno dei pochissimi che proprio non riesci a mandare giù. E invece, spesso, troppo spesso, quello che ti capita è l’extra dark o il cioccolatino al pistacchio o quello ripieno di caffè o di liquore alla ciliegia  – le varietà che proprio non sopporto – e per dovere, per educazione, per cortesia, per rispetto delle etichette, lo mangi.

Perchè così è la vita. E’ quello che ti succede e ti sconvolge tutti i programmi, ti stravolge sogni e aspirazioni, ti fa perdere ogni fiducia in te stessa. Ogni certezza.
Ti scarica ad un incrocio sotto la pioggia, senza un ombrello nè una valigia nè un programma. Spaventata. Disorientata. E il boccone ti va di traverso, e rischi di strozzarti.

Forse dovrei seguire anch’io l’esempio di Forrest, e mettermi a correre senza fermarmi mai. Quantomeno finchè non avrò capito in che direzione voglio andare, e dove voglio arrivare.