The Secret Lives of Dresses

In un periodo di riflessione sulle persone e i rapporti umani, su armonie e dissonanze di indipendenza e complicità, sull’identità e sull’appartenenza mi è capitato di leggere un libro, comprato in aereoporto durante una minifuga dal grigiore di Greyville che non conosce stagione e si attacca alla pelle, penetrandola di pallori cadaverici e malaticci. Un libro divorato su una spiaggetta bianca, con conseguente scottatura.
Piccola premessa: la sua autrice, Erin McKeane, è una che le ama davvero tanto, le parole. Oltre ad aver fondato Wordnik.com e ad aver curato la pubblicazione di dizionari per la Oxford University Press, ha scritto libri dai titoli deliziosamente tentatori, Weird and Wonderful Words, More Weird and Wonderful Words, Totally Weird and Wonderful Words, That’s Amore.
Parole in tutte le salse, insomme. Parole bizzarre e parole meravigliose. Parole ancora più stampalate e ancora più stupefacenti. Parole che fanno innamorare. Parole da collezionare. Come non amare questa scrittrice?
In The Secret Lives of Dresses, Erin combina il suo amore per le parole alla sua passione per i vestiti. I vestiti vintage, niente di commerciale o di griffato. I vestiti che hanno una storia da raccontare. I vestiti che hanno vissuto, hanno brillato di luce propria, hanno danzato in sale da ballo, hanno assistito a scene d’addio strappalacrime nelle stazioni.
Questi sono i vestiti che popolano la boutique di Mimi, l’adorabile nonna di Dora, la co-protagonista della storia (i vestiti sono in prima linea, a parere della redazione 🙂
Dora, orfana, cresciuta con Mimi, non ha un buon rapporto con se stessa – e con i suoi vestiti. Tende a nascondersi, a cammuffarsi dietro (o meglio dentro) top sformati e pantaloni cargo, consumandosi nell’attesa che il suo grande amore, il gestore della caffetteria in cui lavora al college, smetta di sfarfalleggiare e si accorga finalmente di lei. Finchè.
Finchè Mimi ha un infarto, e Dora torna a casa ad occuparsi del suo negozio.
E scopre che ognuno di quei vestiti ha una vita segreta cucita dentro, ha una storia da raccontare.
C’è il vestito che è stato acquistato da una giovane vedova per il funerale del marito, al quale non perdona di averla lasciata cosi’ presto, chiusa nel suo dolore. Il vestito sfilato da un amante, complice di scene di un amore segreto. Il vestito che è stato indossato troppo poco, quello dimenticato in fondo all’armadio, che non ha vissuto abbastanza.
E l’ultimo vestito, il piu’ importante, quello che rivela a Dora tanto la storia dei suoi genitori quanto il mistero delle storie, delle vite segrete: un vestito da sposa. Quello indossato dalla madre di Dora il giorno del suo matrimonio con Theodore, che sogna di fare lo scrittore e di manetenere con i suoi libri sua moglie e la piccola Dora. Questa decisione gli costa il rapporto con sua madre, Mimi, che lo accusa di irresponsabilita’ nei confronti della sua neonata famiglia, convinta che Theodore non ce l’avrebbe mai fatta ad andare avanti solo coi proventi della sua scrittura.
Per farle cambiare idea, Theodore le manda la storia del vestito da sposa. Ed è una bella storia.
E’ la storia di una giovane volitiva che va da sola a scegliersi il suo vestito e va a sposarsi senza tante cerimonie ne’ tanti fronzoli. Ma il vestito percepisce tutto l’amore che unisce i due, e il primo sguardo che lo sposo dirige verso la ragazza.

Mimmi non fa in tempo a cambiare idea su Theodore e a riavvicinarsi a lui e alla sua famiglia, perchè i giovani coniugi muiono in un incidente stradale. Non racconta mai la verita’ a Dora, ma gliela lascia scoprire continuando a scrivere vite segrete da infilare nelle tasche dei vestiti.

Si dice spesso e volentieri che l’abito non fa il monaco, e non bisogna giudicare un libro dalla copertina.
Probabilmente è vero..ma non posso fare a meno di chiedermi quanto le persone vogliano esprimere di se stesse attraverso la scelta di uno stile, un colore, di un tessuto piuttosto che un altro.
Quanto il modo di vestire sia indice di sicurezza, o di timidezza, di accettazione di quello che si è o di rifiuto del proprio corpo. Quanto un vestito sia un modo per mettersi in luce o per nascondersi, per ingolfarsi, per rendersi invisibile.

Dopo The Secret Lives, ho buttato giu’ la storia di un mio vestito. Un vestito che per me è molto speciale, cosi’ speciale e controverso da non volerlo condividere con nessuno.

E voi, avete una vita segreta nascosta nelle tasche di uno dei vostri vestiti?

Advertisements

6 thoughts on “The Secret Lives of Dresses

  1. Anonimo says:

    Bellissimo post, come sempre. In effetti la diversità e varietà dei guardaroba medi maschili e femminili riflette bene la complessità (intesa in senso positivo) del mondo femminile e la spesso banalità e monotonia di quello maschile

    Like

  2. Silvia says:

    Ehehehe, no, non ho una vita segreta nascosta nelle tasche di un vestito… ma trovo questo libro davvero, davvero, davvero interessante! Grazie per la segnalazione!

    Like

  3. Ophelinha says:

    @Anonimo: forse la “monotonia” del guardaroba maschile deriva spesso dal dress-code che viene imposto, specie in determinati contesti (tipo qui a #Greyville…)
    A volte basta una cravatta un po' particolare e colorata ad aggiungere un tocco di colore e di personalita' alla giornata (…o almeno credo…:)

    O.

    Like

  4. Anonimo says:

    Salvo poi mettere la cravatta e venire additati da tutti per aver fatto “la scelta sbagliata”…alle donne probabilmente certe scelte sbagliate, almeno in termini di abbigliamento, si perdonano più facilmente?

    Like

  5. Ophelinha says:

    le scelte sbagliate si perdonano difficilmente..specie quelle non in termini d'abbigliamento..specie quelle che non sono facili da comprendere..specie quando ci sono di mezzo le ragioni del cuore, che esulano totalmente da quelle della mente (Pascal docet)

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s