I heart London

And if a double-decker bus crashes into us
To die by your side is such a heavenly way to die
And if a ten ton truck kills the both of us
To die by your side, well, the pleasure and the privilege is mine

There is a light that never goes out
There is a light that never goes out
There is a light that never goes out


Sunset on River Thames. July 2012

Anche quest’anno è giunto – e passato – il momento del mio pellegrinaggio autunnale nella città che, sola tra tutte, considero casa mia, per quanto non ci sia nata nè cresciuta e ci abbia vissuto solo due anni, in maniera anche discontinua.
A volte non è possibile spiegare alcune affinità elettive. Per me è stato amore a prima vista, la prima volta che ti ho vista, e questo sentimento si è rafforzato nel tempo, man mano che ho perso il senso di appartenenza al mio luogo di origine e ai posti in cui ho vissuto.
Quindi casa mia non è la casa in cui sono nata, nè la la piel que yo habito: sei tu, Londra. Ed è per questo che vengo da te quando mi sento spaventata, quando mi sento molto triste e sola, o quando, come in questo caso, devo prendere decisioni importanti e impegnative. Perchè per me finisce un’epoca e ne inizia un’altra, e lasciarsi alle spalle il vecchio per ricominciare fa paura.
Non potevo non venire a raccontartelo, percorrendo sotto la pioggia quelle strade che sono per me impregnate e imbevute di ricordi, di déjà-vu, di sensazioni, di sentimenti. Di amore. Di dolore, e lacrime. Di risate, di serate fuori, di persone che hanno toccato la mia vita e se ne sono andate, di persone che hanno toccato la mia vita e sono rimaste. Che hanno fatto di me una persona migliore e peggiore al tempo stesso. Semplicemente diversa.
Vengo da te perchè so di aver perso un pezzetto di me che vive lì, tra le tue strade. Ogni volta spero di ritrovarlo e riportarlo con me, ma in fondo so che rimarrà lì perche’ appartiene a te.
Per questo non posso fare a meno di amarti, anche sotto questa pioggerellina sottile fredda e buona, in ogni tua singola pietra e mattone, vittoriano e non.
Per questo rimarrai sempre il mio luogo dell’anima, il mio buen ritiro, un rifugio segreto (ma nemeno tanto) dove nascondermi ogni volta che ho bisogno di parlare con me stessa. Quella vera.
Quella tutta intera, che non si nasconde dietro maschere, ma si mette a nudo e si lascia lavare l’anima da queste lacrime di pioggia che cadono incessanti, ma leggere e gentili.
Perche’ prima o poi, quando cammino da sola per le tue strade, quando rincorro un ricordo nascosto in un vicolo a Angel o seduto su una panchina a Hyde Park, so sempre che arriverà prima o poi, il sole.

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9 thoughts on “I heart London

  1. Rose Mel says:

    Non sono mai stata a Londra.
    E il bello è che sono andata in Africa e in India..ma non a Londra 😛

    Tornerai a viverci dopo agosto disseminando nuovi pezzi di te lungo le sue vie? 🙂

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  2. Ophelinha says:

    se ti consola, io non sono mai stata in nessuno di questi posti..immagino siano bellissimi!
    DEVI andare a Londra 🙂
    dopo agosto ci tornero', purtroppo ancora solo come turista (sono vincolata a Greyville fino al 2014…anche se spero sempre accada l'impensabile e la vita si diverta un po' a sorprendermi!)

    Un bacio

    O.

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  3. Strawberry says:

    Io provo le stesse sensazioni che hai descritto tu, ma per un'altra bellissima città, Madrid. Se ci penso mi vengono ancora i brividi e sento una nostalgia che giunge da lontano…credo che tutti abbiamo il proprio posto nel cuore, dove rifugiarsi anche solo con il pensiero…

    Sai, invece che io non sono mai stata a Londra? Sono arrivata fino in Inghilterra, ci ho vissuto un mese (a Bristol e ho odiato ogni secondo trascorso lì, ma è una lunga storia)ma non sono riuscita a vedere Londra…e mi dispiace tanto…
    tra un paio di settimane torno in Inghilterra e stessa storia, niente Londra…ce la farò prima o poi? la speranza è l'ultima a morire…:-)

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  4. Ophelinha says:

    cara Fragolina, sai che anch'io appena scesa dal bus a Madrid (arrivavo da La Coruna) mi sono sentita improvvisamente “a casa”? Nel senso che la citta' anche se si trattava della prima volta che la visitavo, mi sembrava avere un volto e tratti familiari..
    Certo che ci andrai a Londra! Tutte le strade portano li' prima o poi..e magari puoi passare anche dalle mie (grigie) parti!
    Un bacio

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  5. Anonimo says:

    Il luogo della mia anima e' il luogo del mio corpo: quei quattro edifici nel centro di una citta' di provincia, raccolti in un diametro di 500 metri, dove sono nato e dove ho frequentato le scuole fino ai 14 anni (com'e' buffo cercare di spiegarlo ai miei figli, per i quali lo stesso diametro misura decine di migliaia di km). Costruzioni sovrastate da montagne, impregnate del sangue dei miei avi, e aperte sul mare dei miei castelli di sabbia. Da li' sono scappato tempo fa, girovagando per il mondo, senza sapere che solo li' avrei potuto ritrovarmi. Peccato che, fisicamente, non ti ci posso portare.

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  6. Ophelinha says:

    premettendo che non parlo una parola di tedesco..tanti anni fa, un amico mi ha insegnato la parola Heimat, che mi ha tradotto come “luogo dell'anima”. La trovo di una bellezza struggente, bella come solo le parole sanno – e possono – essere. E forse quella e' la nostra unica, vera casa: quel luogo imperscrutabile dell'anima a cui nessuno ha accesso, quel sancta sanctorum dove depositiamo i nostri ricordi piu' cari, e dove ci rifugiamo per esserne cullati, ancora una volta.

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  7. Ophelinha says:

    Grazie Miss Fletcher (interessante nom de plume, BTW :)), e complimenti x il tuo bel blog, che ho scoperto solo recentemente. Il post sul bacio è spettacolare!
    Buonanotte,

    O.

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