Pablo e Matilde, premiazione giveaway Love Letters, Italy:Love It or Leave It

Dopo un weekend lungo e triste, un weekend in cui troppe sono state le parole e ancora più numerose le immagini, resto ancora barricata dietro il muro di chi le parole le ha perse, da tempo, e continua a perderle, mentre guardo dall’esterno il mio Paese, a cui continuo ad essere vincolata da una sorta di cordone ombelicale, da un’appartenenza che è anche esigenza di combattere quella non appartenenza, quel senso di sradicamento che aumenta di giorno in giorno e mi rende ancora più aliena a me stessa.
Italy:Love It or Leave It, amala o lasciala, vattene: non potevano trovare titolo più appropriato gli autori del docu-trip, il viaggio-documentario che tanto ha fatto parlare di sè nelle ultime settimane (per ulteriori riferimenti vi rimando al sito ufficiale). Ma, cari Gustav e Luca, cosa succede quando la ami ma devi lasciarla, per questo, quello o quell’altro motivo? O meglio ancora: cosa succede quando nutri nei suoi riguardi ammirazione e rancore, nostalgia e rabbia, quel binomio tanto indissolubile quanto ossimorico di amore ed odio?

Qui le notizie arrivano come attutite da tutto questo grigio, da questo cielo biancastro che crea una sorta di tempo fuori dal tempo, in questo Paese-altro-da-me che mi rimane sempre cosi estraneo, dove esistono solo due lunghissime stagioni, autunno ed inverno. E ti ritrovi a boccheggiare per un sorso di aria primaverile, per un sussulto di primavera, per un raggio di sole che dia un senso maggiore a quelle giornate che sembrano davvero upside down, in cui il mondo – sia quello interiore che quello esterno – sembra aver perso ogni senso ed ogni logica.

Qualche weekend fa, in una giornata di fine aprile permeata di aria frizzante e novembrina, per risollevarmi il morale mi sono regalata Cien sonetos de amor di Pablo Neruda (Seix Barral, Biblioteca Breve).

Questa è la bellissima dedica di Pablo alla sua Matilde:

Señora mía muy amada, gran padecimiento tuve al escribirte estos mal llamados sonetos y harto me dolieron y costaron, pero la alegría de ofrecértelos es mayor que una pradera. Al proponérmelo bien sabía que al costado de cada uno, por afición electiva y elegancia, los poetas de todo tiempo dispusieron rimas que sonaron como platería, cristal o cañonazo. Yo, con mucha humildad hice estos sonetos de madera, les di el sonido de esta opaca y pura substancia y así deben llegar a tus oidos. Tu y yo caminando por bosques y arenales, por lagos perdidos, por cenicientas latitudes, recogimos fragmentos de palo puro, de maderos sometidos al vaivén del agua y la intemperie. De tales suavizadísimos vestigios construí con hacha, cuchillo, cortaplumas, estas madererías de amor y edifiqué pequeñas casas de catorce tablas para que en ellas vivan tus ojos que adoro y canto. Así establecidas mis razones de amor te entrego esta centuria: sonetos de madera que sólo se levantaron porque tú les diste la vida.
Octubre de 1959

“Mia amatissima signora,
questi sonetti – erroneamente definiti tali – mi sono costati immensa fatica e sofferenza, ma la felicità che provo nell’offrirteli è più vasta di una prateria.
Quando ho preso questa risoluzione, sapevo bene che al fianco di ognuno, per affinità elettiva ed eleganza, i poeti di ogni tempo hanno disposto rime che suonavano come argenteria, cristallo o cannonata. Io, molto umilmente, ho fatti questi sonetti di legno, ho dato loro il suono di questa sostanza opaca e pura e tali devono giungere alle tue orecchie. Io e te, camminando per boschi e spiagge, per laghi perduti, per latitudini di cenere, abbiamo raccolto frammenti di puro albero, pezzi di legno sottomessi all’andirivieni dell’acqua e delle intemperie.
Di queste vestigia soavi ho costruito con accetta, coltello, temperino queste legnamerie d’amore e ho edificato piccole case di quattordici tavole perché in esse vivano i tuoi occhi, che adoro e che canto.
Così, avendoti esposto le ragioni del mio cuore, ti affido questa centuria: sonetti di madera che presero il volo solo perché tu desti loro la vita.


Ottobre 1959″
(Traduzione a cura di OphelinhaPequena)



Tornando a noi…a giudizio insindacabile della giuria 🙂 composta da me e da Nininho, che per una volta ha interrotto le sue peregrinazioni astrali per farmi visita (o forse è stato solo un sogno..come potrei dirlo?) si aggiudicano i due premi del giveaway letterario “Love letters”:

Donatella (che ha commentato la lettera tratta dal film “Mine Vaganti”) vince il libro “Ti amo come l’hanno detto gli uomini famosi” di Ursula Doyle;

Why  (che ha commentato l’ultima lettera di Aldo Moro a sua moglie Eleonora) vince i Valentine Lollypop Earrings.

Vorrei ringraziare tutti per i commenti e la partecipazione e ricordare alle due vincitrici di inviarmi il loro indirizzo a ophelinha.pequena[at]gmail[.]com.

Vi auguro un buon inizio di settimana, per quanto possibile, in qualunque parte del mondo vi troviate. Sperando che dalle parti vostre ci sia almeno un raggio di sole. Perché, se è vero che i Guns’N’Roses cantavano nothing lasts forever, even cold November rain, ci sono altri tipi di pioggia che durano per sempre. O forse no.
Io aspetto, ogni giorno un po’ meno fiduciosa.

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