Love letters +SECOND GIVEAWAY(s)

Fernando e Ophelinha, Casa Pessoa, Lisbona. Giugno 2011

Ho evitato il mio piccolo spazio privato per un po’ di giorni, in parte di proposito, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per non mettere nero su bianco pensieri che ultimamente frullano nella mia testolina bacata..perchè una volta che sono messi per iscritto esistono, e forse non voglio confrontarmi con loro, non adesso, non qui. Basti sapere che ho sbagliato strada ad un incrocio e ora non riesco a trovare il modo di fare inversione di marcia.

Qui fuori è grigio e freddo, come quel pomeriggio di sette mesi fa in cui ho iniziato a depositare in questa finestrella pensieri, impressioni, versi, appunti di passaggio. Nemmeno maggio è stato in grado di donarci un po’ di primavera, ma solo pioggia e una nebbia sottile che confonde ancora di più idee ed emozioni, ragioni della testa e ragioni del cuore. In un pomeriggio di novembre simile a questo maggio autunnale che sembra quasi inverno, nell’archivio storico del Corriere della Sera ho trovato due bellissimi articoli, che vi raccomando caldamente: Pessoa in ginocchio da Ofelia e Amori veri e amori ridicoli, a firma del grande Tabucchi. E mi sono tornate in mente tanti piccoli particolari: la biblioteca dell’università, i pomeriggi bui e polverosi, l’edizione Adelphi di Lettere alla fidanzata. Tutte le volte in cui mi sono sentita ridicola, in cui mi sono immedesimata nell’eterea Ophelinha, che rifiuta ogni pretendente e inizia a scrivere all’incostante Fernando. Entrambi sono impiegati nello stesso ufficio, e un giorno l’imprevedibile Nininho, l’Ibis della sua anima, le si dichiara con gli stessi immortali versi che Amleto aveva usato nella tragedia shakesperiana per dichiararsi alla sua Ofelia:

Oh! Cara Ofelia! Maneggio male i miei versi, ho poca arte per misurare i miei sospiri, ma ti amo all’estremo! Oh, fino all’ultimo estremo, credilo!

E Fernando la bacia improvvisamente, appassionatamente. E Ophelinha inizia a scrivergli. Lettere quotidiane, lettere semplici. Lettere di fuoco, lettere appassionate.
Oggi voglio regalarvi una lettera, la mia preferita. La lettera che Fernando scrive ad Ophelia e chiusura della prima fase del loro namoro (fidanzamento), il 29 novembre 1920.
I due riprenderanno a scriversi anni dopo, nel 1929: ma Fernando è cambiato, è totalmente ossessionato all’opera poetica alla quale si è consacrato, le interferenze di Alvaro de Campos, uno degli eteronimi di Pessoa, sono sempre più ingerenti.
Tornerò a parlare di Nininho e Ophelinha: per ora vorrei solo che ve li immaginaste così, uno scricciolo diciannovenne che insegue un amore impossibile a scapito di altri ben più reali e un ometto con cappello scuro e gli occhiali che ha paura di vivere, e si rifugia dietro altri io, dietro fogli, dietro parole di carta.

La traduzione della lettera riportata di seguito è tratta da Lettere alla fidanzata di Antonio Tabucchi, fonte che ho usato per scrivere questo post insieme a Finzioni d’amore, a cura di Paolo Collo (Passigli Editore).

Ophélia Queiroz all’epoca del namoro con Fernando Pessoa

29 novembre 1920

Ophelinha,

la ringrazio per la sua lettera. Essa mi ha portato dolore e sollievo allo stesso tempo. Dolore, perchè queste cose addolorano sempre; sollievo perchè in verità l’unica soluzione è questa: non prolungare oltre una situazione che ormai non trova più giustificazione nell’amore, nè da una parte nè dall’altra. Da parte mia, almeno, resta una stima profonda, un’amicizia inalterabile.

Lei non mi negherà altrettanto, vero?

Nè lei, Ophelinha, nè io, abbiamo colpa di tutto questo. Solo il Destino ne avrebbe la colpa, se il Destino fosse una persona a cui potere attribuire delle colpe.

Il Tempo, che invecchia i volti e i capelli, invecchia anche, ma ancora più rapidamente, gli affetti violenti. La maggior parte della gente, per la sua stupidità, riesce a non accorgersene, e crede di continuare ad amare perchè ha contratto abitudine a sentire se stessa che ama. Se non fosse così, non vi sarebbe al mondo gente felice. Le creature superiori, tuttavia, sono private della possibilità di codesta illusione, perchè non possono credere che l’amore sia duraturo, nè, quando sentono che esso è finito, si sbagliano interpretando come amore la stima, o la gratitudine, che esso ha lasciato.

Queste cose fanno soffrire, ma poi il dolore passa. Se la stessa vita, che è tutto, passa, perchè non dovrebbero passare l’amore, il dolore e tutte le cose che sono solo parti della vita?

Nella sua lettera (nella lettera del 27 novembre Ophelina chiude il namoro con Fernando, a causa delle lettere mai arrivate, della sua presunta o vera che fosse mancanza di interesse, terminando con le parole “E’ stata fatta la sua volontà. Le auguro di essere felice”, ndr) è ingiusta con me, ma la comprendo e la scuso. Certo l’ha scritta con irritazione, forse perfino con dolore: ma la maggior parte della gente – uomini e donne – avrebbe scritto, nel suo caso, in un tono ancora più acerbo e in termini ancora più ingiusti. Ma lei, Ophelinha, ha un meraviglioso carattere, e perfino la sua irritazione non riesce ad essere cattiva. Quando si sposerà, se non avrà la felicità che merita, certamente non sarà colpa sua.

Quanto a me…

L’amore è passato. Ma le mantengo un affetto inalterabile,e non la dimenticherò mai – mai, lo creda – nè la sua figurina graziosa e i suoi modi di ragazzina, nè la sua tenerezza, la sua dedizione, la sua adorabile indole, può essere che mi sbagli, e che queste qualità che le attribuisco fossero una mia illusione: ma non credo lo fossero nè, se lo sono state, sarei villano ad attribuirgliele.

Non so cosa desidera che le restituisca: lettere o che altro ancora.

Io preferirei non restituirle niente, conservare le sue lettere come il ricordo vivo di un passato morto come ogni passato: come un qualcosa di commovente in una vita quale la mia, in cui l’avanzare negli anni va di pari passo con l’avanzare nell’infelicità e nella delusione.

Le chiedo di non fare come la gente comune, che è sempre grossolana: che non giri la testa quando ci incontreremo; nè abbia di me un ricordo in cui ci sia spazio per il rancore.

La prego, siamo l’uno con l’altro come due persone che si conoscono dall’infanzia, che si amarono da bambini e, sebbene nella vita adulta seguano altre strade e altri affetti, conservano sempre, in una piega dell’animo, il ricordo profondo del loro amore antico e inutile.

Per quanto forse “altri affetti” e “altre strade” possano concernere lei, Ophelinha, non cero me stesso. Il mio destino appartiene ad altra Legge (la Poesia, ndr), della cui esistenza lei è all’oscuro, ed è subordinato sempre di più all’obbedienza a Maestri (gli eteronimi? ndr) che non permettono e non perdonano.

Ma non è necessario che capisca quanto dico. Basta che mi conservi affettuosamente nel suo ricordo come io, sempre, la conserverò nel mio.

Fernando

Come si sarà sentita dopo questa lettera, la nostra virgoletta graziosa che, il 23 marzo 1920, si firmava “molto tua Ofélia Pessoa (fosse vero)”?
E come si sarà sentito lui, Fernando, che tirava Ophelia per il braccio per baciarla negli anditi e nei portoni, ma non è stato mai capace di uscire fuori da quelle pagine e di vivere una vita vera, con lei? Come avrebbe cantato Roberto Vecchioni in Le lettere d’amore

…dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c’è
e alla fine chiederle “scusa
se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me”…

 E ora la parola a voi. Vi chiedo di scegliere una delle lettere d’amore presentate tra l’1 e il 14 febbraio (ad eccezione della giornata di silenzio per la scomparsa di Wislawa Szymborska) o la lettera di cui abbiamo appena parlato. Basta un commento, un’emozione, un’impressione.

I giveaway(s) in palio sono due:

– primo classificato: la raccolta di lettere d’amore “Ti amo come l’hanno detto gli uomini famosi” di Ursula Doyle ( di cui abbiamo già parlato qui)

– secondo classificato: gli orecchini Valentine’s Lollipop Earrings gentilmente offerti dalla mia cara The Italian Girlfriend ( il cui shop su etsy è semplicemente delizioso)…

Le regole, come al solito, sono poche e semplici:

– essere follower di Impressions chosen from another time su Blogger, Facebook o Twitter;
– come al solito, il punto summenzionato è opzionale…what really matters are your impressions. Quindi passate da qui e commentate, criticate, emozionatevi, lasciate le vostre impressioni.
Avete tempo fino al 20 maggio!

Boa noite,

Ophelinha

NB: ho deciso di prolungare il giveway di qualche altro giorno..aspetto i vostri commenti!!!Share some love, leave your impressions! 🙂

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29 thoughts on “Love letters +SECOND GIVEAWAY(s)

  1. Keira Karenina says:

    Ciao Ophelinha,
    tra le lettere proposte..quella vorrei fosse destinata a me è la lettera tratta da Caos Calmo(4 febbraio).
    Mai come adesso vorrei qualcuno che mi mettesse al primo posto tra le sue priorità, che mi donasse girasoli, sorrisi e margherite. Che mi facesse sentire bella anche quando la mattina ho i capelli annodati e le occhiaie. Che mi regalasse occhiali rosa e un ombrello giallo per quando fuori piove. Che mi facesse sentire protetta e mi riscaldasse, come un ceppo nel camino quando fuori nevica, come una cioccolata calda con dentro i marshmallows.
    Marta è fortunata ad avere accanto a sè una persona eccezionale come Pietro. Che nei giorni no la metta davanti allo specchio o meglio ancora la faccia specchiare nei suoi occhi, facendole ricordare giorni lontani in cui tutti impazzivano per lei, facendole sognare un futuro in cui ci sarà ancora qualcuno che perderà la testa per lei, e verrà a salvarla dai vampiri, dagli zombie, da tutte le sue paure e soprattutto da se stessa.

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  2. Ophelinha says:

    ciao Adry e grazie di aver rotto il ghiaccio 🙂
    ti ricordo che per partecipare al giveaway devi scegliere una delle lettere d'amore proposte nel blog..e lasciare un tuo commento, una tua impressione 🙂
    aspetto!
    O.

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  3. Ophelinha says:

    grazie Francesca, ma come ribadivo ad adry dovete scegliere una delle lettere d'amore proposte nel blog e lasciare una riflessione, un'impressione sulla lettera che preferite…
    aspetto i vostri commenti!
    O.

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  4. Donatella says:

    Decisamente quella di Mine Vaganti.
    “La terra non può volere male all'albero”.
    E quando si parla di Lecce e di rapporto con la propria terra d'origine si toccano tasti molto dolenti per me.
    Bella bella bella.
    Tralascio quelle d'amore in questo periodo, o meglio, quelle d'amore tra uomo e donna.
    Non si ama un altro se non si ama il mondo (scardiniamo la stupidaggine che sia possibile amare se stessi).
    Forse l'amore per la terra è la ricerca di un amore familiare più esteso. Forse è voglia di ricevere più che di dare, non saprei, ma chi parla di queste cose mi tocca il cuore. Con un coltello dolce.

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  5. Ophelinha says:

    grazie Claudia, sono davvero contenta che tu sia passata da qui, ma per partecipare al giveaway devi scegliere una delle lettere d'amore del blog e scrivere un breve commento, una tua impressione…because your impressions matter! 🙂

    O.

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  6. Ophelinha says:

    ti auguro con tutto il cuore di riceverla, davvero….
    se ti va di partecipare al giveaway, scegli una delle lettere d'amore del blog e condividi con noi le tue impressioni…
    Un grosso in bocca al lupo

    Ophelia

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  7. Isotta says:

    Io scelgo le lettere tra Zelda e Scott…la lontanaza, l'amore turbolento fatto di alti e bassi, un odi et amo duraturo, l'altalena di emozione e strazio che solo un grandissimo Amore può..io lo scelgo perchè loro due parlano di noi, e questo mi piace troppo.
    Bramo il libro…speriamo bene!

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  8. Why says:

    Ophelina, nessun bivio è senza ritorno. Lo so bene io…anche se trovare lo spazio e il momento giusto per far manovra e tornare indietro può richiedere tempo, pazienza e non poca maestria.
    Poi, citi Vecchioni e questo ancora una volta ti guadagna molta molta mia stima.
    Poi, partecipo!

    La “mia” lettera è quella di Aldo Moro alla moglie, con il suo pragmatismo lucido e dolcissimo che lo rende di un'eleganza estrema, ma anche di un poetico secondo me superiore a tanti lirismi. Lui sa che deve morire, il tempo e lo spazio sono pochi, e concentra tutto lì. E in quel “se ci fosse luce sarebbe bellissimo” io trovo tutta la paura e anche la passione della vita.

    A presto!

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  9. Ophelinha says:

    Why, leggo sempre i tuoi commenti (come i tuoi post) con estremo piacere. Riprendendo la tua metafora, sono una pessima autista, e tra inversioni a U, manovre varie e parcheggi non mi sono mai districata molto bene..aspetto di trovare una stradina laterale, magari di campagna, magari al sole, dove fermarmi e pensare un po'.
    Anche io ho amato la lettera di Moro, come la genuinità di quel sentimento che la impregna e la pervade tutta, seppur permeato dalla consapevolezza dell'ineluttabilità di un addio..senza nemmeno un ultimo sguardo, un sorriso, una carezza.
    Un bacio a te e O.

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  10. simonagiveaway says:

    partecipo,la lettera d'amore che preferisco e' quella tratta da Mine vaganti che mi lascia la consapevolezza che non bisogna avere paura di lasciare andare via da noi le persone o paura di allontanarci dalle cose,perchè cio'che e' veramente importante rimarrà in ogni caso con noi e ci accompagnerà per il resto della vita…non ci abbandonerà mai veramente…
    ho condiviso qui
    https://www.facebook.com/simona.lacorte/posts/356760717722228
    sono Simona email simonagiveaway@libero.it

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  11. Ophelinha says:

    Grazie Alice..sono davvero contenta che ti piaccia!
    Se ti va di partecipare al giveaway sei sempre in tempo..basta scegliere una delle lettere d'amore presentate nel blog e commentare!
    Bisous,
    O.

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  12. Claudia says:

    Ciao Ophelina! Sono proprio interessata a partecipare, prometto che entro il 20 maggio avrò prodotto qualcosa! La lettera di questo post è stupenda, ma voglio leggere pure le altre perché ho visto che ho un sacco di arretrati nel tuo blog e voglio recuperarli!
    A bientot! 😉

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