La vita è altrove è una celebre frase di Rimbaud. Andrè Breton la cita nella conclusione del suo manifesto del Surrealismo e nel maggio del 1968 gli studenti parigini l’adottarono come slogan e la scrissero sui muri della Sorbonne. Ma il titolo originale del mio romanzo era L’età lirica. Lo cambiai all’ultimo momento, di fronte all’espressione dubbiosa dei miei editori che temevano di non riuscire a vendere un libro con un titolo così astruso.
L’età lirica è la giovinezza. Il mio romanzo è un’epica della giovinezza e un’analisi di ciò che io chiamo “atteggiamento lirico”. L’atteggiamento lirico è una potenzialità di ogni essere umano e una delle categorie fondamentali dell’esistenza umana. La poesia lirica come genere letterario è antica di secoli, perchè antica di secoli è nell’uomo la capacità di assumere l’atteggiamento litico. La sua personificazione è il poeta. A cominciare da Dante, il poeta è anche una grande figura che attraversa tutta la storia europea. E’ un simbolo di identità nazionale (Camoes, Goethe, Mieckiewicz, Puskin), è un portavoce delle rivoluzioni (Bèranger, Petofi, Majakovskij, Lorca), è la voce della storia (Hugo, Breton), è un essere mitologico cui si tributa un culto pressocchè religioso (Petrarca, Byron, Rimbaud, Rilke), me è soprattutto il rappresentante di un valore inviolabile che noi siamo pronti a scrivere con l’iniziale maiuscola: la Poesia.
Ma che cosa è accaduto al poeta europeo nell’ultimo mezzo secolo? Oggi la sua voce stenta ad arrivare alle nostre orecchie. Quasi senza che ce ne accorgessimo, il poeta ha lasciato la vasta e rumorosa scena del mondo (la sua scomparsa parrebbe uno dei sintomi della pericolosa epoca di transizione in cui si trova l’Europa e alla quale non abbiamo ancora imparato a dare un nome).

 (Milan Kundera, La vita è altrove. Prefazione)

Questa breve introduzione di Kundera, tratta da La vita è altrove, sul ruolo cruciale che la figura del poeta ha sempre giocato nella società e sulla crisi che da decenni questa figura stessa sta attraversando, mi è sembrato il modo migliore per presentarvi, attraverso le sue parole per giunta, uno dei miei “compositori” contemporanei preferiti, nonchè mio carissimo amico: Alfonso Angrisani.

Alfonso Angrisani

Ve lo presento brevemente..tanto per rompere il ghiaccio.

Alfonso Angrisani nasce a Bari, anno 1962, e vive a Roma.

Nel 1997 è premiato al Concorso Nazionale di Poesia indetto dal Comune di Castelnuovo di Farfa.

E’ tra i poeti pubblicati nella raccolta Poesie d’amore, Moncalieri poetica, Edizioni Il Proclama Saturnio, anno 2000.

Nel 2003 ottiene la “menzione di merito” in occasione della XVII edizione del Premio di Poesia “Lorenzo Montano”, indetto dalla Rivista Anterem, e la “menzione onorevole” nel “2° Premio di letteratura Eugenio Montale”, organizzato dalla Agenzia letteraria Campigli and partners.

E’, inoltre, tra gli autori premiati nel Premio Nazionale di Poesia “Ugo Betti”: due sue composizioni sono pubblicate nell’Antologia curata dal Centro Internazionale Studi Ugo Betti.

Sempre nel 2003 è risultato tra i vincitori del premio indetto dalla casa editrice “Edizioni il Filo” in collaborazione con la Rome University of Fine Arts (RUFA).

Nel 2004 pubblica la raccolta Costellazione aperta, Edizioni Il Filo, che ottiene la menzione d’onore nel Premio nazionale di poesia Città di Legnano, edizione 2005, e la segnalazione di merito al Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Firenze Capitale d’Europa”, VII edizione, 2004.

Questa raccolta è stata, inoltre, inserita dal Dipartimento di italianistica dell’Università di Yale nella sezione della biblioteca dedicata agli autori contemporanei.

La sua ultima opera Dentro. Dal deserto, è stata pubblicata dalle Edizioni Il Filo nel marzo del 2006, nella collana “Nuove voci – Le Cose”.

Ha scritto le poesie recitate nell’ambito della serata “Control Arms” organizzata, insieme al Gruppo Pop “Camomilla Isterica”, presso la “Palma Jazz Club” di Roma il 2 aprile 2006, per la raccolta di fondi in favore di Amnesty International.

Nel 2008 è tra i finalisti del Premio De Andrè, una sua composizione è pubblicata nella relativa Antologia curata dalla Casa Editrice Zona.

Di recente i suoi due libri “Costellazione aperta” e “Dentro. Dal deserto” sono recensiti nel catalogo autori Feltrinelli: http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/944232.html.

La sua ultima opera “Virus” (copyright SIAE 2010) è un romanzo in attesa di pubblicazione.

Per il resto è un avvocato, non esercita la professione forense, lavora presso una società che si occupa di servizi telematici.

Per ogni domanda, curiosità, informazione scrivetegli a: alfonsoangrisani@libero.it.

E ora…la parola al poeta  🙂

D: Alfonso, una tua definizione di poesia. Di getto, senza pensarci troppo.

R: La poesia è un sostantivo presente sul vocabolario idoneo a definire, secondo me, la dimensione artistica della parola secondo parametri e contenuti ormai desueti. Poesia in senso etimologico è un fare, un fare per significare. Ma in queste ultime stagioni del mondo la poesia non può più essere un fare, in nessun senso, a meno di volerle attribuire una valenza puramente artificiosa. Per questo motivo io non parlerei più di poeti e di poesia, ma di compositori e composizioni. Per lo meno, così preferirei essere qualificato.

D: Quando hai iniziato a scrivere? A quando risale la tua prima poesia?

R: Ho iniziato a scrivere – lo ricordo benissimo ancora adesso – il primo giorno di scuola all’asilo, quando la maestra (che era una suora) ci consegnò delle penne Pelican. Non sapevo ancora scrivere una vocale od una consonante, ma feci dei segni sul foglio e mi misi a respirare l’odore che proveniva dall’inchiostro. Quell’odore mi piacque molto, subito, così come l’odore del foglio. La mia vocazione a scrivere è nata in quel momento. Avevo cinque anni.

D: Quale poeta è stato in grado di donarti emozioni e di influenzare la tua produzione?

R: Tra i poeti un riferimento sicuro è stato Prèvert. Ma non posso negare anche l’influenza esercitata si di me da Majakovskij e, se pur molto diverso da questi, di Hikmet. Tra i compositori, trovo attraenti alcune opere di Bukowski, che non a caso si definiva un non-poeta.

D: Ancora una volta, senza pensarci…la poesia che hai amato di più. Che rileggi quando sei euforico o quando sei triste, con un bicchiere di vino bianco ghiacciato.

R: Barbara, di Prèvert. Non so se pensandoci poi meglio la metterei al primo posto, ma ricordo ancora la mia giovinezza passata a sognare su poesie come questa, fino a vedere in ogni volto femminile quello di Barbara. Per lungo tempo ho coltivato e sofferto di questa allucinazione: mi sono rifiutato di guardare le persone per quello che sono, attribuendo così loro ali che in realtà non hanno, per quanto stupido questo possa sembrare. Ancora adesso tendo a questo, ma ora so evitarmi gli aspetti negativi di questa dimensione immaginaria.

D: Ora una domanda un po’ più introspettiva..in quale delle tue poesie ti rispecchi di più? Quali dei tuoi versi ci rivelano il vero Alfonso?

R: Forse la poesia intitolata Tetti, perché richiama un momento magico sospeso nel tempo e nella memoria.

Tetti

Era  bello

rannicchiati  come  gatti

guardare  dal  nostro  rifugio 

arredato di  camini  e  antenne   televisive

la  fuga  dei  tetti  delle case

fino all’orizzonte

sospendere  i  piedi  nel  vuoto

come  se  si  potesse

camminare  nell’aria

sdraiarsi  e  fare  all’amore

con  il  cemento sulla schiena

e  il  cielo  negli  occhi

aprire  le  braccia  nel  vento

rubare  lenzuola 

e  giocare  a  volare

come  giovani  pazzi   vagabondi

angeli  di  città _
Alfonso Angrisani

D: dulcis in fundo..caro dottor Angrisani :)…e qui le do del lei…abbiamo saputo che sta muovendo anche i suoi primi passi nel mondo della prosa…può darci qualche succulente dettaglio in anteprima assoluta? 🙂

R: Chiamatemi semplicemente Alfonso, dottore o avvocato sono qualifiche che lascio ad altri ambiti della mia vita, magari altrettanto importanti, ma che non hanno relazioni dirette con la mia passione per la letteratura. Forse è bene non confondere troppo essere e dover essere, sbaglio? A parte questo, ecco, per la verità anche la narrativa l’ho sempre praticata, anche se più a livello di racconti. Nel 2010 ho però finito di scrivere un romanzo che ho depositato presso la SIAE e che è in attesa di pubblicazione. Le grandi case editrici cui mi sono direttamente rivolto l’hanno bocciato, nel migliore dei casi: altre non hanno nemmeno risposto. Forse non vale un granché dal punto di vista letterario, comunque scriverlo è stato per me molto motivante. Per quel che riguarda la trama, si tratta delle vicende di un gruppo di hacker e soprattutto del loro capo, che risponde al nome di Marco. Adesso ne sto scrivendo un secondo, ma non vorrei fare anticipazioni, anche perché il materiale su cui sto lavorando non è ancora definitivo.

Dentro. Dal deserto, Alfonso Angrisani, Edizioni Il Filo, 2006

Grazie ad Alfonso per la piacevole chiacchierata e per la panoramica che ci ha offerto del suo universo poetico…e le sorprese non finiscono qui! Alfonso ha infatti deciso di regalare una copia di Dentro. Dal deserto a uno di voi lettori.
Come fare per partecipare al primo giveaway di Impressions chosen from another time? Poche semplici regole:

– essere follower del blog su Blogger;
– essere follower della pagina Facebook o Twitter di Impressions chosen from another time;
– i punti 1 e 2 sono del tutto volontari, nel senso che, se vi va di farlo, mi fa piacere..la cosa davvero davvero importante è che invece passiate da questa pagina a lasciare un commento sulla poesia che Alfonso ha proposto, Tetti. I commenti verranno valutati dalla giuria insindacabile di Alfonso 🙂 …e il fortunato vincitore si porterà a casa una copia di Dentro. Dal deserto (che in ogni caso vi consiglio di leggere e di tenere sul comodino: le sue poesie vi faranno commuovere, emozionare, sognare).
Se commentate come anonimi e non vi va di lasciare un vostro recapito, scrivetemi ad ophelinha.pequena@gmail.com in modo che io ed Alfonso possiamo inviare il libro al vincitore.

Avete tempo fino al 15 Marzo….mi auguro davvero partecipiate numerosi e passiate a lasciare, ancora una volta, le vostre personalissime impressions chosen from another time.

Ophelinha & Alfonso