Mia dolcissima Noretta. Ultima lettera di Aldo Moro alla moglie

Would you know my name
If I saw you in Heaven?
Would you feel the same
If I saw you in Heaven?
I must be strong
And carry on….

Eric Clapton, Tears in heaven

Lettera di Aldo Moro a sua moglie, 1978

È difficile trovare le parole “giuste” per commentare quella che è stata una delle pagine più buie della storia italiana: il sequestro del senatore Aldo Moro, cinque volte Presidente del Consiglio e presidente della Democrazia Cristiana.
Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio successivo da appartenenti al gruppo terrorista denominato Brigate Rosse. Trentaquattro anni dopo, il caso Moro rimane ancora una delle vicende più intricate ed oscure della storia repubblicana, con tanti punti insoluti.

(Marzo ’78, recapitata il 5 maggio ’78)

Mia dolcissima Noretta,

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. E’ poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato. Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani.
Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile.
Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto anto Luca) Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.
Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.
Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo

Senza firma

(Aldo Moro alla moglie Eleonora Chiavarelli )

Aldo Moro e sua moglie, Eleonora Chiavarelli

Difficile leggere una lettera del genere e rimanere impassibili. Difficile non pensare alla sofferenza indicibile di chi l’ha ricevuta, apprendendo così che la sorte della persona amata era segnata: Eleonora Chiavarelli Moro, moglie dello statista italiano, determinata nei suoi tentativi di salvare la vita al marito, risoluta fino alla fine a far venire a galla una verità scomoda per tanti, troppi.
Al di là della vicenda storica in , al di là del confuso background politico, al di là delle oscure dinamiche dietro il sequestro e la brutale esecuzione di Moro, emerge da queste parole non il politico, non il grande statista, non il prigioniero, ma l’uomo di famiglia, il marito innamorato ed affettuoso, il padre premuroso, il nonno attaccatissimo al piccolo Luca, che all’epoca aveva solo due anni.
Per riflettere e ricordare, in questo freddo e grigio sabato invernale.

Per saperne di più:

Lettere dalla prigionia, Aldo Moro

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inlavorazione/visualizza_new.html_70799940.html

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=40

http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Moro

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One thought on “Mia dolcissima Noretta. Ultima lettera di Aldo Moro alla moglie

  1. Eleonora says:

    Sulla vicenda c'è moltissimo materiale cinematografico. Io son di parte perché ho visto solo “Buongiorno, notte” di Bellocchio. La vicenda è raccontata in chiave quasi favolistica con una Maya Sansa straordinaria. Il personaggio da lei interpretato mi è rimasto nel cuore.
    Tornando alla lettera di questo post, c'è da dire che 'Noretta' (il fatto che porti il mio nome per me significhi qualcosa), scomparsa se non ricordo male nel luglio scorso, è una delle tante donne vittime dell'ingombrante figura del proprio marito. Dico 'vittima' perché la sua è stata, da quel momento in poi, una famiglia spezzata, il suo un amore interrotto, il vuoto incolmabile di chi ha perso qualcuno senza poterlo evitare.
    La vicenda storica è complessa, ci sono dubbi anche sulla veridicità della lettera. A me piace pensare che questo sia il commiato di un uomo buono.
    Di fronte a situazione estreme come questa, mi vien voglia di prendere la penna in mano e salutare anche io quelli che amo. Che buffo sarebbe non averne il tempo… eppure ci sarebbe tanto da scrivere! Tanti 'capelli' da accarezzare.

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