Mine vaganti

Gli amori impossibili sono quelli che durano per sempre.

Eravamo troppo piccoli per la vita, che è così grande…

                                                               ( Mine Vaganti)

Ti amo come lo hanno detto gli uomini famosi, Sperling Paperback

Partiamo subito con i consigli di lettura: Ti amo come lo hanno detto gli uomini famosi di Ursula Doyle raccoglie una serie di lettere d’amore celebri, da Enrico VIII a Oscar Wilde, da Casanova a Beethoven, da Byron a Plinio il giovane. Un’idea regalo carina per San Valentino, ma anche e soprattutto – why not? – una fonte di ispirazione. Niente di meglio che perdersi nelle parole d’amore di un Robert Browning e simili (insieme ad una tazza di cioccolata bollente, date le temperature siberiane…)
La lettera di oggi è tratta da Mine vaganti, film di un regista che amo molto, Ozpetek (per La finestra di fronte leggete qui).

mine8

Mine vaganti è una trama di delicati equilibri sociali e familiari. I suoi protagonisti camminano sempre al margine di un burrone, e rischiano di cadere da un momento all’altro: Antonio e Tommaso Cantone sono omosessuali, e fanno a gara a fare il loro outing tra l’ira ed il rifiuto del pater familias; Alba, figlia del socio della famiglia Cantone, bellissima e misteriosa,  semina intorno a sé punti interrogativi: perché riga, con certa violenza e certo gusto, una macchina? Perché non ha mai avuto un fidanzato? Perché bacia Tommaso? Intorno a lei aleggia lo spettro, mai del tutto chiarito, della malattia mentale.
La figura più nebulosa e più poetica rimane comunque la nonna, che è la colonna portante della famiglia, pur essendo un’outsider, pur non essendosi mai del tutto conformata. Alla storia narrata si sovrappongono flash-back della nonna da giovane, innamorata del cognato, Nicola, ma costretta a sposarne il fratello.
La scena iniziale è stuggente: la nonna, interpretata dalla bella Carolina Crescentini, si incontra col suo innamorato, vestita da sposa e decisa a suicidarsi. Lui la convince a non compiere il gesto estremo e la accompagna in chiesa.

mine2

mine5
Nicola la accompagna per tutta la vicenda, anche dopo la sua morte, anche al suo funerale, quando tra i convenuti si intravedono Nicola e la nonna da giovane. La scena culmina in un simbolico ballo finale, in cui le divergenze in famiglia vengono messe da parte, almeno per il momento. In cui passato e presente si fondono. In cui ognuno è lasciato libero di essere se stesso.
Come muore la nonna? Di una morte dolce. Diabetica, dopo essersi messa i suoi vestiti migliori, essersi truccata e preparata a festa, mangia vassoi e vassoi di dolci fino a morirne, ribelle e fedele a se stessa fino alla fine. La chiamano mina vagante: ma tutti i protagonisti sono a loro modo mine vaganti, che, se non esplodono, fanno riflettere ed emozionare.

mine7

Mi piace pensare che la lettera che la nonna lascia sia anche la lettera di commiato dalla memoria di Nicola… in attesa di un altro incontro. Dopotutto, scriveva Lee Masters nella splendida Antologia di Spoon River

There is no marriage in heaven
But there is love.

in cielo non ci sono matrimoni
ma l’amore, sì.
(Sarah Brown, Lee Masters)

Ecco la lettera:

“Chi lo sa se questi luoghi avranno memoria di me. Se le statue, le facciate delle chiese, si ricorderanno il mio nome. Voglio camminare un’ultima volta per queste strade che mi hanno accolto tanti anni fa quando tutti mi chiamavano “la toscana”. Voglio vedere le pietre gialle, tutta quella luce che ti toglie il respiro. Se le strade conserveranno il rumore dei miei passi. La mia città, la città di Lecce, la devo salutare prima di partire. Ai miei nipoti Antonio, Elena e Tommaso lascio tutto quello che ho ma le terre quelle voglio che sia Antonio ad averle. Devi tornare qui Antonio, perché è qui che appartieni, avrai la terra, la forza che vive quando noi muoriamo. Tu Luciana avrai tutto quello che ti serve ma devi farti un po’ di coraggio, i ladri non devono passare per forza dalla finestra. Quella è pure casa tua. Voi, Vincenzo e Stefania, non c’è niente che potete fare per non amare Antonio. La terra non può volere male all’albero. Tommaso, scrivi di noi, la nostra storia, la nostra terra, la nostra famiglia, quello che abbiamo fatto di buono e soprattutto quello che abbiamo sbagliato, quello che non siamo riusciti a fare perché eravamo troppo piccoli per la vita che è così grande. La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate pensando che non vi sentissi ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani”.

mine6

 

mine3

 

mine4

Advertisements

8 thoughts on “Mine vaganti

  1. Anonimo says:

    Sul tema degli amori impossibili, quelli che incontriamo come mine vaganti sul cammino della nostra esistenza, che potrebbero realizzarsi solo in un luogo “altro” (reale o immaginario che sia), suggerisco questa canzone tratta dall'ultimo cd di Antonello Venditti.

    Hei puoi chiamarmi
    Hei puoi sentirmi
    E ricordarmi
    E desiderarmi

    Qui
    Non ci sono anime
    come te e come me
    che sognavano una vita che ancora non c'è

    Una vita per te e per me

    Puoi capirmi
    Puoi aiutarmi
    E maledirmi
    O perdonarmi

    Qui non ci sono anime
    come te e come me
    che sognavano una vita che ancora non c'è
    anime che cercano per l'eternità
    quell'attimo fuggente e libertà

    Non ci sono anime
    come me e come te
    che sognano una vita che ancora non c'è
    anime che cercano per l'eternità
    quell'attimo infinito e libertà

    Like

  2. Dreamy Melrose says:

    Ciao Ophelinha 🙂
    grazie per i bei complimenti che hai lasciato nel mio blog 😀
    Si..diciamo che anche io sn una traduttrice..anche se saltuaria..o meglio a chiamata 🙂 tu di cosa ti occupi?
    E poi mi piace moltissimo il titolo che hai scelto per il tuo blog *-* una meraviglia!

    Ho visto questo film e mi è piaciuto 🙂 molto carino!!

    A presto 🙂

    Valentina

    Like

  3. Ophelinha says:

    Ciao Valentina!!
    Allora…sono traduttrice e interprete di formazione (e anch'io a chiamata, purtroppo sempre piu' saltuaria :(….)
    Ho un lavoro temporaneo che non mi rispecchia affatto e il blog e'diventato un modo x evaderne…
    Per il resto, scrittrice e blogger per passione e sognatrice di natura!
    Ho visto che hai pubblicato un nuovo post, scappo a leggerlo e a gustarmi le tue foto! Baci 🙂

    Like

  4. Ophelinha says:

    @Anonimo: dentro ognuno di noi c'e' un po' della ragazza del bar di Cuba, che vive in una dimensione parallela e immaginaria aspettando il suo marinaio che non arriva perche' non vuole – non puo'? – arrivare….e si dissolve col suo fiore tra i capelli, col suo chioschetto dove vende mariscos, con la sabbia bianca e tutto il resto per il dolore di aver speso la sua vita immaginaria aspettandolo..perche' lei esiste solo in quanto esiste lui.
    E mi viene in mente un'altra canzone:

    Amore impossibile (Tiromancino)

    Rimani qui, scende la sera
    sopra di noi, si poserà
    e aspetteremo così, la primavera
    solo se vuoi, ci troverà

    Mi perdo dentro ai tuoi occhi
    che sorridono, ma ora so
    E' amore impossibile quello che mi chiedi
    sentire cio' che tu sola senti
    e vedere cio' che vedi
    Chiudere la realtà, dentro la tua isola
    ma non perdere la voglia di volare
    perchè l'amore è amore impossibile
    quando non riesce a inseguire è irraggiungibile
    Senso di libertà, oltre le stelle e il cielo
    che è nascosto sul fondo dell'anima

    Rimani qui, non sei da sola
    se partirai, ti seguirò
    e ce ne andremo così senza paura
    tempo per noi, si troverà
    mi perdo, dentro ai tuoi sogni
    che mi avvolgono, ma ora so
    E' amore impossibile quello che mi chiedi…
    sentire cio' che tu sola senti
    e vedere cio' che vedi
    Chiudere la realtà dentro la tua isola
    ma non perdere la voglia di volare
    perchè l'amore è amore impossibile
    quando non riesce a inseguire è irraggiungibile
    Senso di libertà oltre le stelle e il cielo
    che è nascosto sul fondo dell'anima

    Chiudere la realtà, dentro la tua isola
    ma non perdere la voglia di volare
    perchè l'amore è amore impossibile
    quando non riesce a inseguire è irraggiungibile
    senso di libertà, oltre le stelle e il cielo
    che è nascosto sul fondo dell'anima
    che è nascosto sul fondo dell'anima

    Like

  5. ros says:

    Cara Ophelinha,
    But never doubt I love….
    Che le lettere d'amore siano ridicole, celando segreti non occultabili, o che sia il fato a prendersi gioco degli amanti rendendo l'amore impossibile o forse che sia proprio l'insolenza stessa dell'amore a renderlo impossibile,'the very ecstasy of love' additata da Polonio come segno di pazzia…, comunque sia, Ophelinha, never doubt I love…. ecco le 'parole sdruciole' dell'amore impossibile di Amleto verso la tua quasi omonima:

    Doubt thou the stars are fire,
    Doubt that the sun doth move,
    Doubt truth to be a liar,
    But never doubt I love.

    O dear Ophelia, I am ill at these numbers. I
    have not art to reckon my groans, but that
    I love thee best, O most best, believe it. Adieu.
    Thine evermore, most dear lady,
    whilst this machine is to him, Hamlet.

    (Amleto ad Ophelia, lettera letta da Polonio a Claudius e
    Gertrude)

    Adieu Ophelinha….
    R

    Like

  6. Ophelinha says:

    @R: che bellissimo commento!!!
    Adoro Amleto e adoro il personaggio di Ofelia in tutte le sue espressioni e manifestazioni…
    Voglio condividere con te una poesia di Rimbaud dedicato alla mia quasi omonima…
    à bientot, j'espere!

    I

    Sull'onda calma e nera dove le stelle dormono
    Fluttua la bianca Ofelia come un gran giglio, fluttua
    Lentissima, distesa sopra i suoi lunghi veli…
    – S'odono da lontano, nei boschi, hallalì.

    Da mille anni e più la dolorosa Ofelia
    Passa, fantasma bianco, sul lungo fiume nero;
    Da mille anni e più la sua dolce follia
    Mormora una romanza al vento della sera.

    La brezza le bacia il seno e distende a corolla
    Gli ampi veli, dolcemente cullati dalle acque;
    Le piange sull'omero il brivido dei salici,
    S'inclinano sulla fronte sognante le giuncaie.

    Sgualcite, le ninfee le sospirano intorno;
    Ella ridesta a volte, nell'ontano che dorme,
    Un nido, da cui sfrùscia un batter d'ali:
    – Un canto misterioso scende dagli astri d'oro.

    II

    Pallida Ofelia! Come neve bella!
    In verde età moristi, trascinata da un fiume!
    – Calati dai grandi monti di Norvegia, i venti
    Ti avevano parlato di un'aspra libertà;

    Poi che un soffio, attorcendoti la chioma folta,
    All'animo sognante recava strane voci;
    E il tuo cuore ascoltava la Natura cantare
    Nei sospiri della notte, nei lamenti dell'albero;

    Poi che il grido dei mari dementi, immenso rantolo,
    Frantumava il tuo seno, fanciulla, umano troppo, e dolce;
    Poi che un mattino d'aprile, un bel cavaliere pallido
    Sedette, taciturno e folle, ai tuoi ginocchi!

    Cielo! Libertà! Amore! Sogno, povera Folle!
    Là ti scioglievi come neve al fuoco:
    Le tue grandi visioni ti facevano muta
    – E il tremendo Infinito atterrì il tuo sguardo azzurro!

    III

    – E il Poeta racconta che al raggio delle stelle
    Vieni, la notte, a prendere i fiori che cogliesti,
    E che ha visto sull'acqua, stesa nei lunghi veli,
    Fluttuare bianca come un gran giglio Ofelia.

    Like

  7. Ophelinha says:

    forse quello che si cerca è davvero un amore impossibile..perchè si ama l'idea dell'amore, e non la sua realizzazione concreta e quotidiana..e perchè alla fine un amore impossibile rimane puro, ideale, da bruco non diventa mai farfalla, dalla poesia non passa alla prosa…

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s