In the mood for love

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Che pensiate si tratti solo di una vuota e sterile operazione commerciale o che lo vediate invece come un momento per fermarvi, per astrarvi un attimo dalla corsa frenetica di tutti i giorni e dedicare le vostre attenzioni alle persone che occupano un posto speciale nella vostra vita e nel vostro cuore… in ogni caso, fra tredici giorni è San Valentino.

Ragion per cui, di qui al 14, vi proporrò una lettera d’amore “celebre” al giorno. Va da sé che aspetto vostri suggerimenti: se avete scovato una bella lettera mentre leggevate un romanzo o mentre guardavate un film o, perché no? (anzi ancora meglio) se avete scritto una lettera d’amore…mandate, mandate, mandate. Di qui al 14 farò le veci delle segretarie di Giulietta 🙂

La prima lettera è tratta da un film che amo molto e di cui ho già parlato in uno dei post precedenti: La finestra di fronte di Ozpetek.

Non tutti gli amori sono felici; probabilmente la maggior parte di essi sono destinati a essere stroncati sul nascere, non sono ricambiati o non possono realizzarsi.

 

La protagonista, Giovanna sogna una vita migliore spiando di nascosto Lorenzo, il vicino che abita nel palazzo di fronte; sarà grazie al suo aiuto che Giovanna riuscirà a scoprire l’identità e il triste segreto del passato di Simone. Simone in realtà è Davide Veroli, omosessuale ed ebreo scampato al rastrellamento e alla deportazione del 1943, in cui dovette scegliere se avvertire il maggior numero di persone o l’amato (il vero Simone): scelse di avvisare la sua gente, e Simone non si salvò.

Davide trascorre l’intera esistenza a rimpiangerlo, e insegue i fantasmi del passato tra vuoti di memoria e sprazzi di lucidità, confondendo presente e passato. La sua vicenda induce Giovanna a guardarsi dentro, capendo di aver perso i suoi sogni e passioni.

Una delle sue passioni si rivela essere proprio Lorenzo, che a sua volta la ama a distanza, guardandola dalla finestra di fronte.

 

Nonostante Davide la esorti a non accontentarsi di sopravvivere, a pretendere di vivere in un mondo migliore, non limitarsi a sognarlo, Giovanna non ce la fa ad abbandonare marito e figli e ad andarsene con Lorenzo. Sembra che sia Giovanna che Davide abbiano dovuto imparare quella che la Bishop ha definito “l’arte di perdere“…

 

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Ecco la lettera:

 

Mio caro Simone,

dopo di te, il rosso non è più rosso. L’azzurro del cielo non è più azzurro. Gli alberi non sono più verdi.

Dopo di te, devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. Dopo di te, rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini.

Rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi, che non volevano vedere perché, se avessero visto, saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà.

Rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. Per questo, non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra. Era lì che ti vedevo sempre, quando ancora non sapevo il tuo nome.

E tu sognavi un mondo migliore, in cui non si può proibire ad un albero di essere albero, e all’azzurro… di diventare cielo.

Non so se questo è un mondo migliore… ora che nessuno mi chiama più Davide… ora che mi sento chiamare soltanto signor Veroli, come posso dire che questo è un mondo migliore?

Come posso dirlo senza di te?

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Soundtrack:
Insieme a te non ci sto più (Caterina Caselli)
Settembre  (Ivano Fossati)
Quizas, quizas  (Nat King Cole)
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5 thoughts on “In the mood for love

  1. Anonimo says:

    Due suggerimenti cinematografici, per la serie “amori belli e’ disperati”.

    Il primo e’ tratto da C’era una volta in America” di Sergio Leone, uno dei film piu’ belli di tutti i tempi. Il secondo da Robin & Marian di Richard Lester, interpretato da due giganti quali Sean Connery e Audrey Hepburn: un film difficile da classificare, che e’ ANCHE una struggente storia d’amore, con una bellissima colonna sonora di John Barry.

    There were two things I couldn't get out of my mind. One was Dominic, the way he said, “I slipped,” just before he died. The other was you. How you used to read me your Song of Songs, remember? “How beautiful are your feet / In sandals, O prince's daughter.” I used to read the Bible every night. Every night I used to think about you. “Your navel is a bowl / Well-rounded with no lack of wine / Your belly, a heap of wheat / Surrounded with lilies / Your breasts / Clusters of grapes / Your breath, sweet-scented as apples.” Nobody's gonna love you the way I loved you. At times I couldn't stand it. I used to think of you. I'd think, “Deborah lives. She's out there. She exists.” And that would get me through it all. You know how important that was to me?
    http://www.youtube.com/watch?v=GzPCv4963us (in Italiano)

    I love you. More than all you know. I love you more than children. More than fields I've planted with my hands. I love you more than morning prayers or peace or food to eat. I love you more than sunlight, more than flesh or joy, or one more day. I love you more than God.
    http://www.youtube.com/watch?v=s0j-euZoM8g (in italiano)

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  2. ros says:

    (SENTIVO IN ONI VENA UN CUORE..)

    Ceres, 28 agosto 1919

    Prima io pensavo che fosse più triste rimanere che partire: ora sento invece che è più triste partire che rimanere… E' perché sinora ero sempre io che rimanevo mentre tu partivi, mentre ora invece sono io che parto mentre tu rimani. E comprendo che non è più triste partire che rimanere, né rimanere che partire. Triste è l'allontanarsi da te, il dover vivere l'uno lontano dall'altro, così.
    Me perché, perché? Di nuovo sento in me la domanda, sento viva la ribellione all'ingiustizia; ma ancora sento le tue parole, ancora per consolarmi mi rinchiudo nel pensiero del nostro amore e della nostra fede, poiché è vero, che solo in noi è la giustizia.
    Ora dico questo, ora che riesco a dominarmi con la volontà di fortezza.
    Ma ieri sera, nessuna saggezza valeva a confortarmi. Come Fu-Ko-Ko sentivo “in ogni vena un cuore”, non comprendevo più nulla se non che ero una piccola bimba che amava appassionatamente, perdutamente, come prima non aveva amato mai.
    E' troppo duro partire, quando si è anche per poco di nuovo provata la dolcezza della vicinanza. Ed io non volevo partire ed avrei voluto essere con te, perché tu mi portassi tanto lontano, dove non ci potessero separare mai più.
    Ora che quel momento è passato, guardo quella piccola bimba dall'anima sconvolta e folle che ieri si agitava in me e penso che sebbene così piccola e debole, aveva in sé tanta forza d'amore, tanta che ha saputo consolarsi.
    15 o 20 giorni passeranno presto del resto; è inutile darsi a melanconie. E' meglio occupare questo tempo a diventare più intelligente.
    Passati questi 5 giorni in cui si fermerà anche mia mamma, prevedo che avrò tutto il tempo possibile per studiare.
    Per ora addio: rinnovando col pensiero la dolcezza dei pochi minuti in cui ieri abbiamo potuto comprenderci ed amarci, così profondamente, intimamente, scorro collo sguardo questa purità di cielo e di montagna che, pur così bella, è tanto cattiva, poiché mi separa da te, la supero e ti sorrido di lontano.

    Didì
    (Ada Gobetti a Piero Gobetti)

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  3. ros says:

    …un viaggio attraverso le lettere d'amore e la poesia.. come non proseguire con una lettera a prefazione di un libro di poesie?

    “Señora mía muy amada, gran padecimiento tuve al escribirte estos mal llamados sonetos y harto me dolieron y costaron, pero la alegría de ofrecértelos es mayor que una pradera. Al proponérmelo bien sabía que al costado de cada uno, por afición electiva y elegancia, los poetas de todo tiempo dispusieron rimas que sonaron como platería, cristal o cañonazo. Yo, con mucha humildad hice estos sonetos de madera, les di el sonido de esta opaca y pura substancia y así deben llegar a tus oídos. Tú y yo caminando por bosques y arenales, por lagos perdidos, por cenicientas latitudes, recogimos fragmentos de palo puro, de maderos sometidos al vaivén del agua y la intemperie. De tales suavizadísimos vestigios construí con hacha, cuchillo, cortaplumas, estas madererías de amor y edifiqué pequeñas casas de catorce tablas para que en ellas vivan tus ojos que adoro y canto. Así establecidas mis razones de amor te entrego esta centuria: sonetos de madera que sólo se levantaron porque tú les diste la vida.”

    Pablo Neruda a Matilde Urrutia
    Ottobre 1959
    (Lettera-dedica-prefazione a '100 Sonetti d'amore')

    P.s.: a te la traduzione per il blog 😉

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  4. Ophelinha says:

    grazie per la bellissima lettera…La tradurrò per uno dei prossimi post “valentiniani” 🙂
    Ricambio con un bellissimo sonetto che Neruda scrisse per Matilde de su alma..

    Soneto XVII
    “Desnuda eres tan simple como una de tus manos,
    lisa, terrestre, mínima, redonda, transparente,
    tienes líneas de luna, caminos de manzana,
    desnuda eres delgada como el trigo desnudo.

    Desnuda eres azul como la noche en Cuba,
    tienes enredaderas y estrellas en el pelo,
    desnuda eres enorme y amarilla
    como el verano en una iglesia de oro.

    Desnuda eres pequeña como una de tus uñas,
    curva, sutil, rosada hasta que nace el día
    y te metes en el subterráneo del mundo

    como en un largo túnel de trajes y trabajos:
    tu claridad se apaga, se viste, se deshoja
    y otra vez vuelve a ser una mano desnuda”

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